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Martedì 7 Febbraio 2023




Sociale: l'anno che verrà (si spera)

La seconda puntata del nostro speciale sui  provvedimenti andranno ad influire sul nostro welfare nei prossimi 12 mesi.

silhouetteLa settimana scorsa a partire dall'indagine sul  “Reddito e condizioni di vita”, condotta dall’Istat nel 2014 su 19.663 famiglie - inchiesta che mostra chiaramente quanto il rischio povertà riguardi quasi la metà dei residenti nel Sud (45,6%) - abbiamo tracciato un possibile scenario per il welfare nel 2016, a partire dalle norme già approvate a livello di governo centrale.

Si tratta di provvedimenti di cui non possiamo valutare l'efficienza perché subordinata ai prossimi mesi, ma che promettono di influire su molti contesti della nostra vita per migliorarne le condizioni. Nella scorsa puntata vi abbiamo parlato del Bonus cultura giovani, della Carta della famiglia, dei due giorni di congedo obbligatorio per i neo-papà e dei  Voucher Babysitting e Asili Nido: tutte misure volte a migliorare le condizioni delle famiglie italiane e inserite nella legge di Stabilità 2016. Per molte di loro non si sa ancora come, quando e quali saranno i criteri per l'accesso, ma nell'attesa di scoprirlo vi parliamo delle altre norme interessanti e vi invitiamo a scriverci e a discutere con noi di questi provvedimenti sulla pagina facebook di NapoliCittaSolidale.

Cominciamo dalla possibilità di svolgere lavori di pubblica utilità in cambio di uno sconto sui tributi comunali:  questa norma, prevista dall'articolo 24 del decreto Sblocca Italia, vede la possibilità per i sindaci di autorizzare i cittadini che si trovano in condizioni di indigenza o di difficoltà economica a pagare i tributi comunali non attraverso il versamento di una somma ma svolgendo  una mansione di pubblica utilità. Di base, il Comune può proporre una serie di progetti che vanno dai  servizi di pulizia, manutenzione o altre attività previste dal regolamento del "baratto amministrativo" approvato dall'ente. La cosa comporterebbe, di volta in volta, la riduzione o l'esenzione dei tributi, per un periodo limitato o definitivo, per una determinata tipologia di tributi o per un'altra. Al momento due Comuni del salernitano lo stanno già sperimentando: a San Marzano sul Sarno e a Baronissi, infatti, il regolamento è già approvato. Ad esempio, a Baronissi i cittadini morosi che non hanno provveduto al pagamento della Tassa rifiuti solidi urbani dal 2006 al 2009 e dispongono di un reddito certificato dall' Isee non superiore a 6 mila euro potranno saldare il proprio debito nei confronti del Comune con prestazioni lavorative (la domanda di partecipazione, corredata da certificato Isee, dovrà essere presentata entro il 15 gennaio). E a Napoli? Sul sito internet del Comune non ci sono voci circa il "baratto amministrativo" ma a luglio, in un articolo di Repubblica, l'assessore alle Politiche urbane, urbanistica e Beni comuni, Carmine Piscopo spiegava che in città, prima ancora del decreto, c'erano già due progetti che si muovevano in tal senso: "adotta un'aiuola" e "adotta una strada". Nel regolamento di quest'ultimo, ad esempio, la novità introdotta riguarda proprio la possibilità di concedere da parte del Comune agevolazioni fiscali a favore dei privati per gli interventi proposti. Tale contributo, che non potrà superare il 50% del valore dell'intervento approvato dalla Giunta comunale, può essere ripartito anche su più annualità.

C'è poi l'incognita "Social Card": in primis chiariamo il fatto che la Legge di Stabilità 2016 introduce un nuovo fondo che si riferisce al piano nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale: si tratterebbe di 600 milioni per il 2016 e un miliardo all’anno dal 2017. La "social card" -  già sperimentata a Napoli dove   risultarono idonee 1356 famiglie su una disponibilità di 2500 card - nel 2016 ha la priorità di  interventi per le famiglie numerose o con persone disabili e tiene anche conto della presenza nel nucleo di donne in gravidanza.  In ogni caso, il decreto riguardante la "Social Card", come nel caso della "Carta della famiglia" di cui vi parlavamo nella scorsa puntata   dovrebbe arrivare entro 3 mesi dall'entrata in vigore della legge e dunque entro il prossimo marzo.  Non ci resta che aspettare, insomma, tenendo a mente queste norme che se effettivamente concretizzate potrebbero risultare d'aiuto a moltissime persone e famiglie.

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