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Lunedì 26 Ottobre 2020




Il Giardino liberato di Materdei

Un luogo che rinasce grazie alla tenacia di un gruppo di cittadini attivi

giardino materdeiForse non tutti sanno che a Napoli, nello storico quartiere Materdei, c’è un giardino “liberato”, ovvero “occupato” solo dalle attività sociali, culturali e artistiche che gruppi di cittadini spontaneamente realizzano da circa tre anni a questa parte.

Il giardino è solo una piccolissima parte dell’immenso spazio che, in Salita S. Raffaele numero 3, un tempo era occupato dal convento delle Teresiane e che recentemente è stato restituito alla collettività semplicemente grazie alla tenacia dei cittadini che si sono mobilitati per farne un bene comune. “Ci dovrebbe fare molto di più – dice uno degli attivisti che lo tiene in vita, Rosario Nasti – considerando che ci sono molti altri spazi a cui mettere mano. Ma già questo è un risultato importante, da valorizzare e non dare per scontato in una città come Napoli. Si tratta di un’esperienza che non ha partito, non ha colore politico, non conosce barriera. Tutti possono concretamente dare il proprio contributo al progetto”.

“Il monastero, lasciato in disuso, nel settembre 2009 è stato occupato abusivamente dal centro sociale di ispirazione fascista CasaPound, ma dopo aspre polemiche nel mese di dicembre è stato sgomberato. Dopo un sopralluogo effettuato da cittadini e Comune nel novembre 2011, dal 2012 è sede di un gruppo di associazioni di quartiere che gestisce la struttura”. Questa la ricostruzione storica tratta da Wikipedia e ripresa dal sito web del Giardino Liberato, costantemente aggiornato con tutti gli appuntamenti in programma, dal corso di informatica a quello di arti marziali, dai laboratori teatrali al corso di lingua spagnola, passando per la danza e le sperimentazioni musicali.

Ed è proprio la musica uno dei centri nevralgici delle attività del Giardino, recentemente teatro del videoclip musicale “L’essenza della vita” firmato dal rapper Prageeth Perera ft. Nyong Inyang, girato proprio negli spazi, più o meno recuperati, dell’ex convento. Nel video, postato a luglio del 2015, protagonisti sono molti dei migranti che animano e frequentano questo posto, la maggior parte dei quali di nazionalità africana e srilankese (ovvero le comunità più numerose del centro storico di Napoli). Il testo, un po’ in italiano un po’ in inglese, è un vero e proprio inno alla vita, in cui si esorta ad andare oltre la razza, l’etnia, la religione, il colore della pelle, per costruire un domani diverso.

“L’idea è proprio quella di contribuire democraticamente ai processi di cittadinanza”, spiega ancora Nasti, che di mestiere fa l’operatore sociale. Il Giardino è davvero il centro di una serie di attività utili ai cittadini di Materdei e non solo: offre, ad esempio, uno spazio dedicato specificamente ai bambini; chi vuole può frequentare un corso per il conseguimento della licenza media; ha allestito una “biblioteca di quartiere” a disposizione di chi voglia consultare opere di carattere generale, dizionari e libri di letteratura. Senza considerare il “Teatro degli s-badanti, il laboratorio teatrale rivolto agli over 65 “per parlare di teatro, muoversi, leggere, ascoltare, conoscere persone e stare insieme”, curato da Daniele Mattera e Rosa Sollazzo.  Inoltre, “il Giardino Liberato è aperto ed accogliente, ogni domenica mattina”, come si legge dalle pagine del suo sito. Provare per credere!

M. N.

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