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Mercoledì 1 Dicembre 2021




Adele e Angelo: Caro Sindaco, Napoli deve diventare una città accessibile

Adele e AngeloL’eliminazione delle barriere architettoniche è prioritaria per rendere Napoli una città accessibile. Lo chiedono a gran voce da sempre le associazioni che si battono per la difesa dei diritti delle persone con disabilità e lo ribadiscono, facendo richieste ben precise al neosindaco di Napoli, Adele Fiorenza e Angelo Fusillo, una coppia napoletana del Vomero – lei disabile, lui accompagnatore – che dal 2017 va in giro per il mondo, a partire dalla Campania, a documentare il modo in cui vengono accolti i disabili. Lo scopo è quello di denunciare e segnalare alle istituzioni quello che andrebbe fatto ma anche quello di proporre degli itinerari possibili per chi è in sedia a rotelle.

Il blog che denuncia disservizi e propone pillole di turismo accessibile

“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. Recita così l’articolo 3 della Costituzione Italiana al Comma 2. Dall’idea di documentare quanto realmente sia possibile sperimentare il pieno diritto a un turismo accessibile a tutti, nasce il blog Comma 2, turismo accessibile in Campania e nel mondo.

Le loro “pillole di turismo accessibile” mettono in evidenza le criticità ma anche i punti di forza del turismo, dai musei alle strutture ricettive passando per i ristoranti, “allo scopo di dare una mano a chi si trova nelle stesse condizioni di disabilità motoria e magari a volte rinunzia a muoversi perché teme di trovare brutte sorprese (quanti ristoranti senza bagni attrezzati ma neanche accessibili ai disabili ci sono nella nostra regione?)”.

L’accoglienza in Campania: cosa (non) funziona

STRADE: BOCCIATE

Partiamo da quello che non va, ovvero cosa rende la città praticamente inaccessibile alle persone con disabilità motoria: le strade. “Le strade del centro storico sono praticamente inaccessibili. E dire che basterebbe poco, realizzare scivoli e pedane per poter superare le barriere architettoniche presenti. Poi anche dove ci sono le rampe, ad esempio a via Toledo, hanno tali disdivelli che è molto difficile non rimanere impigliati con una sedia a rotelle. Negli scivoli ci si può perfino ribaltare”, spiega Adele.

Quella che manca al centro antico della città è la manutenzione.

MEZZI DI TRASPORTO: BOCCIATI

Se la pavimentazione di Napoli è messa malissimo, peggio ancora sono i mezzi pubblici, autobus, ma anche metropolitane e funicolare. Sì, ormai tutte le stazioni sono dotate di ascensore, ma resta un problema fondamentale: il disdivello tra la banchina e l’ingresso sul vagone. Per superare questa barriera serve comunque un’altra persona di supporto: un disabile con una carrozzella di quelle pesanti non può riuscirci da solo, ha bisogno di portasi indietro delle rampette e deve chiedere a un’altra persona di metterle, come già qualche tempo fa aveva dimostrato Lucia Valenzi, a proposito della Linea 1 della metropolitana. Ecco un episodio recente successo alla Fiorenzano: “Qualche settimana fa era bloccata la prima porta della funicolare di Chiaia, ovvero l’unica da cui posso accedere, per cui io non sono riuscita a prenderla”. Per non parlare di tutte le volte che gli ascensori sono bloccati, sottolinea la coppia vomerese.

Non è che le cose vadano meglio quando ci si sposta con l’auto, perché spesso gli stalli riservati alle persone con disabilità sono occupati abusivamente.

SERVIZI IGIENICI: BOCCIATI

Le cose non vanno meglio nei ristoranti, nei parchi e nei luoghi della cultura, dove i servizi igienici per disabili o non ci sono affatto o sono inagibili. Un esempio è il parco Virgiliano: “Di recente, e non crediamo che le cose siano cambiate purtroppo, abbiamo trovato praticamente tutto sigillato”. Il Castel dell’Ovo, inaccessibile per come è strutturato praticamente, pure ha avuto recentemente problemi nel garantire servizi igienici adatti ai disabili.

PARCHI: DIPENDE

Con molta difficoltà si percorrono i tragitti del Virgiliano (sprovvisto anche di bagni) e della Villa Floridiana che, con i suoi gradoni, è piena di barriere architettoniche che, quindi rendono difficile l’accesso anche il museo Duca D’Aosta al suo interno. Fa eccezione il Bosco di Capodimonte: “Accessibile, sebbene ma oggi non si possa più entrare all’interno con la macchina, possibilità che prima c’era per le persone con disabilità”, commenta Angelo Fusillo.

MUSEI: PROMOSSI

I musei sono forse gli unici edifici veramente accessibili: il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Madre, il Pan (Palazzo delle Arti di Napoli), il problema è arrivarci! Molti altri luoghi di cultura però restano difficilmente accessibili per le persone in carrozzella. Adele e Angelo fanno un esempio su tutti: quello della Chiesa di San Francesco di Paola – che da poco ha annunciato l’apertura al pubblico dell’ipogeo sotterraneo di Piazza Plebiscito – praticamente costeggiato di sole scalinate. Non esistono scivoli per chi voglia visitare il nuovo sito archeologico. Stesso problema per il parco archeologico di Pausilipon.

“Spesso c’è un rimpallo di responsabilità con la Sovrintendenza. È chiaro che nessuno vuole interventi deturpanti ma, nel momento in cui si vanno a realizzare nuove strutture, si dovrebbe fare tutto il possibile per garantirne l’accesso davvero a tutti. C’è invece l’impressione che non ci pensino minimante” spiega il compagno di Adele, sempre al suo fianco per accompagnarla negli impervi itinerari cittadini e non solo. “In ogni caso nulla può essere lasciato al caso, all’improvvisazione: bisogna chiamare prima per verificare ogni cosa, anche quella che dovrebbe essere scontata”, racconta Adele.

In altre città italiane non è così

In Toscana ci sono molte città fruibili, la stessa Roma, con tutti i suoi problemi, lo è più di Napoli. La coppia vomerese, sempre in giro perché appassionata di viaggi e cultura, ha trovato in Italia musei e strade quasi sempre più accessibili della bella Partenope. Da nord a sud, Verona, Vicenza, Palermo, Catania, sono messe meglio. Persino Venezia, che per sua conformazione strutturale ha evidentemente barriere architettoniche, la si può attraversare con pedane realizzate ad hoc.

“Nonostante, negli anni abbiamo sollecitato tante volte – spiegano i coniugi - il Comune di Napoli non rende operativo quello che sarebbe legge: un piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, magari da condividere con le Municipalità che conoscono bene il proprio territorio ma soprattutto da concertare non tanto o non solo con i tecnici ma con le persone con disabilità, che certi problemi li vivono sulla propria pelle!”.

Maria Nocerino

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