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Lunedì 27 Settenbre 2021




#StandWithBelarus: da Napoli lo spot per i prigionieri politici

Ad un anno esatto dalle elezioni presidenziali in Bielorussia parte da Napoli una straordinaria staffetta solidale: Marisa Laurito, Sergio Rubini, Fabrizio Gifuni, Giorgia Cardaci, Francesco Bolo Rossinie Stefano Scherini, leggono insieme l’accorata e significativa lettera del prigioniero politico bielorusso Siarhei Verashchahin in risposta all’attivista Ilya Mironov nello spot “Imbavagliati per #StandWithBelarus”.

Un intenso filmato, ideato e diretto dalla giornalista e portavoce di Articolo21 Campania, Désirée Klain, visibile in anteprima sul sito www.imbavagliati.it.,con testimonianze e foto di denuncia dal campo, per sensibilizzare i governi sulla situazione drammatica in Bielorussia, che promuove l’omonima campagna internazionale, voluta dalla FIDU e l’Associazione bielorussi in Italia “Supolka”, per l’adozione dei prigionieri politici bielorussi attraverso l’invio di missive di sostegno in carcere e il racconto delle loro storie sui propri social.

 Il video vuole accendere una luce su quello che sta accadendo dal 9 agosto 2020 in Bielorussia, da quando le autorità bielorusse hanno annunciato che Aleksandr Lukashenko era stato rieletto presidente per il sesto mandato consecutivo. Dalle prime proteste pacifiche il bilancio ad oggi è di 37mila arresti, 4600 casi di torture, oltre a 608 prigionieri politici, 3mila procedimenti penali motivati politicamente e minimo quattro morti. In particolare nello spot si racconta, attraverso la sua lettera, la storia di Siarhei Verashchahin.

Un prigioniero politico, condannato a cinque anni di reclusione per aver urlato dalla finestra della propria abitazione agli agenti delle forze dell’ordine, che stavano effettuando gli arresti con l’uso della violenza feroce il 12 agosto 2020 a Homel. Per questo semplice gesto di protesta è stato brutalmente picchiato a sua volta: all’ospedale gli hanno diagnosticato un trauma cranico chiuso, ecchimosi del cervello, multipli ematomi e contusioni a varie parti del corpo, compreso il torace, la parte cervicale, toracica e lombare della colonna vertebrale, le tempie. Le sue condizioni di salute stanno peggiorando, ma le autorità non hanno provveduto all’assistenza medica adeguata, malgrado migliaia di firme sotto la petizione dei cittadini che le chiedevano.

GUARDA IL VIDEO

Il festival

“Imbavagliati per #StandWithBelarus”, prodotto da “Imbavagliati- Festival Internazionale di Giornalismo Civile” e con il montaggio e il contributo creativo di Matteo Antonelli, realizzato insieme con l’Associazione “Supolka” e con l’apporto della Federazione italiana per i diritti umani, della Federazione Nazionale della Stampa, dell’Usigrai, di Articolo21 e di U.N.I.T.A. - Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo, si avvale delle testimonianze di Giuseppe Giulietti(presidente della FNSI), Mirella La Magna (cofondatrice del GRIDAS), Kathryn Weir (direttrice del Museo Madre ), Fatou Diaku (presidente di Hamef e Articolo21 Campania) e le giovani Francesca Toscano e Martina Orefice.

Il sito, attualmente di supporto al Festival Internazionale di Giornalismo Civile da settembre diventerà un vero e proprio magazine, che come la manifestazione, darà voce a quei giornalisti che nei loro paesi hanno sperimentato il bavaglio della censura e la persecuzione di regimi dittatoriali, ma nonostante questo hanno messo in pericolo la loro vita per poter parlare, raccontare, denunciare. La Mehari di Giancarlo Siani, il giornalista napoletano assassinato dalla camorra nel 1985 con lo slogan “Chi dimentica diventa il colpevole” sono i simboli del progetto per la libertà di stampa, che si svolge dal 2015 al Palazzo delle Arti di Napoli (Pan), lì dove la macchina/simbolo è custodita ne’ “La stanza della Memoria”, in onore di tutte le vittime della criminalità.

“Con ‘Imbavagliati’ cerchiamo, attraverso un linguaggio cinematografico di far diventare ‘popolari’ importanti temi di emergenza umanitaria con la realizzazione di spot dal grande impatto emotivo – racconta Désirée Klain, regista del filmato e direttore artistico di ‘Imbavagliati’ – ringrazio gli artisti e i testimonial per la loro incredibile solidarietà e per aver creduto in questo progetto. Il Festival a settembre diventerà un giornale, che darà voce, sul sito www.imbavagliati.it, a quei coraggiosi reporter, attivisti minacciati o che vivono sotto scorta. Un progetto, che partendo da Napoli, cercherà di essere un punto di riferimento per la libertà di stampa e i diritti umani, raccontando difficili realtà dal punto di vista interno, con l’apporto della responsabile delle relazioni internazionali Eva Serio e il giornalista, esperto di censura, Marco Cesario”.