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Lunedì 27 Giugno 2022




L’Orsa Maggiore: da 26 anni accanto a donne e bambini di Napoli

coverEra il 7 giugno 1995 quando nasceva a Napoli, nel rione Traiano, L’Orsa Maggiore, una cooperativa fatta esclusivamente da donne che si misero insieme per sostenere altre donne, in particolare le più giovani e vulnerabili, supportandole anzitutto come madri. Da allora la coop, che nel mentre è cresciuta e ha abbracciato con le sue attività altri quartieri della città, è rimasta fedele alla sua missione: quella di contribuire alla creazione di una società più giusta ed inclusiva.

Se i festeggiamenti sono rimandati a tempi migliori, è giusto celebrare 26 anni di attività, ricordando i traguardi più importanti che questa cooperativa è stata in grado di realizzare facendo rete con i principali protagonisti del territorio, associazioni, scuola, istituzioni.

Ci aiuta a ripercorrere le tappe più salienti di questa storia Angelica Viola, oggi presidente della cooperativa (guidata per i primi 16 anni da Marianna Giordano) nonché socia fondatrice: “L’Orsa nasce da una costola dell’associazione Incontro, dalla spinta di un gruppo di donne che presero a interrogarsi sullo svantaggio sociale ed economico delle giovani donne del quartiere, madri ma con una esigenza forte di emancipazione dal proprio contesto familiare e di lavorare. Cominciammo così a svolgere una serie di attività di animazione e di supporto socio-educativo per i bambini del territorio”.

Donne e bambini di Soccavo protagonisti delle attività

Con uno sguardo sempre attento alla questione di genere, che ancora oggi caratterizza quella che sarebbe diventata L’Orsa, aiutate da una normativa che intorno agli anni ’90 comincia a favorire la cooperazione e lo strutturarsi di figure professionali come quelle di assistente sociale ed educatore, queste donne si organizzano “senza un centesimo ma con una grande determinazione”, ricorda la Viola. “Per i primi due anni facemmo puro volontariato ma ci inventammo un modello di intervento: l’adulto amico”. Una figura di prossimità che si trovava nei luoghi dei bambini e degli adolescenti costruendo per loro e le loro famiglie dei contesti di protezione dai rischi sociali, come quelli legati alla strada.

Una avanguardia, in un certo senso, perché qualche anno dopo, nel ’98 esattamente, sarebbe nata l’Educativa territoriale, servizio che ancora oggi la coop gestisce a Soccavo per il Comune di Napoli.

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È un punto di svolta nelle politiche sociali cittadine, lo è per L’Orsa Maggiore senza dubbio. “Un servizio strategico che ci permise di lavorare in sinergia con i servizi sociali territoriali e le scuole per la costituzione di una équipe socio educativa capace di intercettare i bisogni dei bambini e delle famiglie. Una rete che divenne sempre più capillare negli anni fino ad abbracciare tutte le Municipalità”. Uno dei meriti della coop fu, in quella occasione, quello di spingere ad abbassare l’età di accesso del bambino ai laboratori, spostando dagli 8 ai 6 anni l’ingresso a questo importante servizio di prevenzione della dispersione scolastica e socializzazione. Prima che il covid cambiasse la rotta delle cose, erano 80 i ragazzi del quartiere seguiti dalla coop; ora il numero si è dimezzato.

Anche giovani e lavoro nella mission che si estende ad altre zone della città 

Altri due passaggi sono fondamentali in questa storia. Da una parte la realizzazione di un centro per l’infanzia in via Bausan (prima Municipalità), “Bambini in Girotondo”, che accoglie i bambini dai 6 mesi fino all’età scolare, servizio attivato nel 2003 e concluso nel 2010. Nel luglio del 2010 comincia una nuova avventura: quella di Villa Gloriette, oggi Casa Glo’, il bene confiscato al clan Zaza e affidato alla cooperativa in via Petrarca, attivo come centro diurno per l’inserimento sociale e lavorativo dei giovani con disabilità intellettiva. Sostenuta per i primi tre anni da Fondazione Con il Sud, la struttura in era precovid accoglieva quotidianamente circa 50 persone. “Con questi ragazzi che a 18 anni, finiti i loro percorsi socio-educativi e scolastici, restano soli, lavoriamo sull’autonomia. Ora, grazie a un progetto con la Regione Campania, abbiamo potuto ristrutturare per loro i garage della villa destinandoli ad attività di magazzino e packaging in cui sono di fatto sono impegnati 8 di loro”.

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Oggi le attività sono cofinanziate dalla cooperativa, che vi destina il ricavo dal 5 per mille, ma non basta. “Il servizio costa complessivamente 176mila tra personale ed altre risorse, ci serviamo di dalle economie che facciamo con i soci, del supporto della rete di volontariato e, fino a prima della pandemia, ci aiutavamo con  iniziative autofinanziamento e raccolta fondi, ma oggi siamo in difficoltà”. Nonostante tutto, sempre con le dovute misure di sicurezza, L’Orsa Maggiore non ha quasi mai interrotto le sue attività, supplendo in alcuni casi alla mancanza della scuola che, ricordiamo, in Campania è rimasta chiusa più a lungo. Più in generale, il lavoro sociale della coop è stato instancabile in questi anni: “Siamo sopravvissuti agli anni più precari per le professioni sociali – ricorda Angelica Viola, che è una mediatrice familiare – quella dei tagli al welfare e delle lotte del comitato Il welfare non è un lusso”. 

Tra numeri e i propositi per il futuro: “Andare avanti”

“Oggi contiamo 23 socie e 1 socio, 32 dipendenti, 30 collaboratrici e collaboratori, 3 sedi di servizi.

Negli ultimi anni abbiamo seguito circa 500 bambine, bambini, adolescenti e giovani con le loro famiglie, in una rete di servizi pubblici e del terzo settore, con una comunità di sostenitori tra organizzazioni e cittadini”, scrivono in occasione del loro 26esimo compleanno dalla loro pagina Facebook gli operatori de L’Orsa Maggiore.

“Molte cose sono cambiate da quando eravamo giovani, ora ci conoscono tutti qui. Abbiamo operato in città per la stabilizzazione dei servizi, supportando donne, bambini, giovani, attraverso percorsi di inclusione sociale e lavorativa, perché il lavoro è la chiave di svolta per la legalità e il vivere civile”, conclude la presidente Angelica Viola. Che aggiunge: “La nostra storia ci ha insegnato a non fermarci davanti alla difficoltà e oggi, in questo momento così difficile, vogliamo guardare avanti con fiducia”.

Maria Nocerino

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