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Martedì 20 Aprile 2021




Legami Nutrienti per sostenere le famiglie fragili

LeNuI primi anni di vita sono i più delicati e fondamentale è il ruolo dei genitori per i bambini. In famiglie segnate dalla povertà educativa prevenire danni futuri ai figli è possibile. Per questo in Campania è partito il progetto innovativo Legami Nutrienti di contrasto alla Povertà Educativa con interventi di prevenzione precoce centrati sulla prossimità e la relazionalità.

Dal Rapporto "Il Miglior Inizio - Diseguaglianze e opportunità nei primi anni di vita", rilasciato da Save The Children nel settembre 2019, si legge che "la prima infanzia rappresenta un periodo cruciale nella vita delle persone [...] Economisti, come il premio Nobel James Heckman, neuro-scienziati e sociologi, affermano che le competenze necessarie per crescere e vivere nel XXI secolo - cognitive, socio-emozionali e fisiche - si formano, in larga misura, a partire dalla nascita e prima dell’entrata nella scuola, seguendo un processo cumulativo. Il ritardo nell’acquisizione di tali competenze nei primi anni di vita è difficilmente colmabile. Lo svantaggio in termini educativi e di sviluppo aumenta nel tempo. Dunque, la povertà educativa produce i suoi effetti ben prima dell’ingresso a scuola, ed è largamente influenzata dall’ambiente familiare, economico e sociale, in cui il bambino nasce e cresce".

Relazioni positive per prevenire la povertà educativa, intesa come vulnerabilità, che se non adeguatamente contrastata rischia di trasformarsi in disagio conclamato e permanente, questo l’intento del progetto “Legami Nutrienti”, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo contrasto alla povertà educativa minorile, partito sui territori della Città Metropolitana di Napoli-IX Municipalità (Soccavo-Pianura) e del Comune di Quarto e promosso dalla Cooperativa Sociale L’Orsa Maggiore, ente capofila, in partenariato con: ARS Associazione per la Ricerca sociale, Associazione Culturale "Forza delle Idee",  Associazione di volontariato "Terra Libera Quarto", Azienda Sanitaria Locale Napoli 1 Centro, Azienda Sanitaria Locale Napoli 2 nord; CPIA Napoli Città 1, CISMAI - Coordinamento Italiano Dei Servizi Contro Il Maltrattamento e L'abuso All'infanzia, Fondazione "Città Nuova"; Comune di Quarto (Na), Federazione Italiana Medici Pediatri Provincia di Napoli, Istituto Comprensivo Statale "Don G. Russolillo" – Napoli, Istituto "Giuseppe Toniolo" di Studi Superiori; Istituto Penale per Minorenni di Nisida; "Riflessi" S.R.L.;  Università  degli studi di Napoli Federico II - Dipartimento di Scienze Politiche.

Il Progetto, della durata di 48 mesi, mira a sostenere le relazioni caratterizzate da accoglienza e sicurezza, non solo in ambito familiare, ma anche con altre figure di riferimento e tra pari, nella convinzione che siano di vitale importanza per favorire la crescita integrata dei bambini e un loro miglior accesso alle opportunità. Proprio per questo è rivolto a nuclei familiari con figli della fascia di età compresa tra 0 e 6 anni, il periodo della vita più delicato di una persona.

Sostenere e prendersi cura dell'ambiente familiare significa investire nel capitale umano futuro e prevenire i principali fattori di rischio della povertà educativa, oggi, in forte aumento a causa della pandemia che ha determinato la chiusura delle scuole e di quasi tutti i presidi educativi e sociali a sostegno dei bambini e degli adolescenti in difficoltà con la conseguenza che è stato loro precluso un vastissimo orizzonte di opportunità e occasioni di crescita.

“Il nutrimento a cui ci riferiamo – dichiara Angelica Viola, Presidente de L’Orsa Maggiore – è alimentazione emotiva del sé e delle relazioni, da poter ottenere attraverso un lavoro svolto con e tra le persone in un’ottica di cura, gentilezza e responsività piuttosto che indifferenza, diffidenza, e rancore. Il punto di forza del progetto – continua – è la costruzione di un modello integrato che vede coinvolte istituzioni e terzo settore nel creare trame accoglienti e non giudicanti per le famiglie vulnerabili, spesso oggetto di interventi frammentati che rischiano solo di disperdere le loro motivazioni al cambiamento e le allontanano dai luoghi di cura”.

LeNu 1

Le attività del progetto sono caratterizzate da due concetti essenziali: la prossimità, attraverso interventi di Dimissioni Ospedaliere Accompagnate, Home Visiting e Gruppi Mamme a Domicilio, tutti improntati allo “stare accanto” alla genitorialità a rischio o che lo potrebbe diventare; la relazionalità, attraverso Spazi Relazionali, Sostegno ai figli con i genitori in area penale minorile, Programmi di Accompagnamento ai Legami, Consulenze Psicologiche, interventi che si concentrano maggiormente sul rapporto tra le famiglie e tra i membri che le compongono.

Il progetto ha come sede operativa principale Soccavo (viale Traiano 92), ma per la natura stessa delle attività si svolge in parte presso il domicilio dei nuclei familiari presi in carico in collaborazione con gli operatori dei servizi socio-sanitari, e per un'altra all'interno delle strutture degli enti partner come l'Ospedale "San Paolo" di Fuorigrotta, l’Ospedale "la Schiana", l’Istituto Comprensivo Statale "Don G. Russolillo", l’Istituto Penale per Minorenni di  Nisida, i servizi sociali ed il Consultorio di Quarto.

Trasversali alle azioni sopra elencate sono le ANTENNE ossia punti di ascolto e intercettazione precoce del disagio in luoghi significativi come le scuole e gli ospedali, partner del progetto, e le attività di formazione rivolte agli operatori pubblici e privati impegnati nel progetto con lo scopo di creare un minimo comune denominatore nella lettura e nell’approccio alla genitorialità fragile.

Le famiglie che stanno partecipando al progetto sono state individuate dai servizi sociali di Quarto e della IX Municipalità di Soccavo Pianura, dunque in collaborazione con i consultori della Asl Na1 Centro e Na2 Nord che insistono sul territorio. Tutte le famiglie selezionate presentano degli indicatori di rischio inseriti in una griglia data in dotazione agli enti coinvolti come la povertà educativa, la trascuratezza. Il progetto mira infatti alla prevenzione primaria e secondaria di un peggioramento delle problematiche della famiglia ma non è chiaramente applicabile in situazioni che richiedono invece azioni drastiche come l’allontanamento. Condizione essenziale è la motivazione della famiglia ad aderire al progetto perché significa che riconosce che c’è un problema e vuole attivarsi per superarlo.

Intervento di punta del progetto è l’home visiting, una strategia che consiste nella presenza, all'interno dell'abitazione familiare, di un educatore formato al compito di guidare genitori fragili nella cura materiale ed emotiva del figlio appena nato, costruendo con loro una relazione di fiducia e non giudicante, e di connetterli alla rete dei servizi territoriali a cui spesso non sanno o non ritengono importante accedere. È un percorso di prevenzione alla povertà educativa che parte dai luoghi di nascita e crescita di un bambino, in particolare i reparti materno-infantile degli ospedali e i punti vaccinali, per proseguire senza soluzione di continuità dentro le mura domestiche sempre con la supervisione di uno psicologo che può adotta  metodologie innovative come l’emdr (metodo psicoterapico strutturato che facilita il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati sia ad eventi traumatici).

Due, in particolare, gli elementi innovativi di "Legami Nutrienti": l'App Mamme Insieme, una chat tramite cui le mamme comunicano tra loro e, mediante lo sviluppo di sezioni tematiche, vengono aiutate ad orientarsi sul territorio ai servizi pubblici e privati utili durante la gravidanza e i primi anni di vita del bambino; la VIG (Video Interaction Guidance), un intervento guidato da un professionista – all'interno di un contesto relazionale – che, attraverso le riprese video, rende evidenti le relazioni positive e gli effetti benefici delle stesse.

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