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Lunedì 1 Marzo 2021




Salviamo Villa Tropeano: l’appello del Comitato di cittadini di Napoli Est

villa tropeanoUn tempo era un simbolo della storia di Napoli e un’eccellenza campana, oggi versa in uno stato di totale degrado e abbandono. Villa Tropeano, sita in via De Meis, al confine tra il quartiere di Ponticelli e il comune di Cercola, rappresenta una delle tante scommesse mancate del nostro territorio: struttura immensa, circondata da un enorme e bellissimo giardino, venne chiamata così perché nel 1928 fu trasformata in un istituto medico dall’illustre Giuseppe Tropeano, pioniere della Medicina Sociale, storico fondatore del Pausilipon.

Quella che, fino agli anni 60’, ha rappresentato uno dei principali luoghi di ristoro per i bambini del Sud Italia e un piccolo tesoro del patrimonio storico della periferia est di Napoli, oggi è quasi sepolta di immondizia, dopo anni di incuria e indifferenza da parte delle istituzioni. 

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Un bene che potrebbe essere pubblico in totale abbandono 

Villa Tropeano è stata acquistata (per 3 milioni e mezzo di euro) nel 2003 dall’ente Città Metropolitana che, dopo avere elaborato, in tutti questi anni, varie ipotesi di riqualificazione e riutilizzo di questo spazio, non ha mai effettivamente trovato poi i fondi né forse avuto la reale volontà politica di investire per restituire questo immenso bene alla comunità. Da Casa del cinema a Polo universitario, si era anche parlato di farne la sede della Guardia di finanza, ma tutti i progetti a un certo punto sono naufragati. È vero che si parla di un investimento forte: questo luogo si trova oggi in uno stato completo abbandono, tra cumuli di immondizia che ne occupano gli interni e spazi esterni totalmente incolti, tutti da bonificare. 

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Una battaglia di comunicazione e riqualificazione

A riaccendere i riflettori su questa triste vicenda volendone cambiare le sorti sono stati, nell’ultimo anno, i giovani attivisti del Comitato Villa Tropeano, per lo più residenti della zona under30 che hanno unito le loro forze con le associazioni già impegnate sul territorio di Ponticelli e Cercola. “L’obiettivo – spiega il portavoce Lorenzo Sorianiello – è quello di cominciare con una riqualificazione nell’ottica di farne un bene comune, quindi tenere la villa lontana da eventuali speculazioni di imprenditori di turno ma lavorare per restituirla al territorio, in modo che risponda alle reali esigenze della comunità e del quartiere”. Il primo passo è quello di farla conoscere alle persone, non solo per cosa potrebbe diventare ma anche per ciò che è stata storicamente. “Non tutti sanno – sottolinea il giovane attivista – che a via De Meis c’è questa gigantesca villa praticamente nascosta in un bosco, che potrebbe diventare un bene pubblico di enorme valore, senza dimenticare l’importanza storica che ha avuto per il nostro territorio questo luogo”. 

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La Città Metropolitana non risponde alle istanze del territorio

Consapevoli che i soldi non arriveranno subito e il cammino per riaprire Villa Tropeana sarà ancora lungo, gli attivisti del Comitato hanno fatto una proposta temporanea all’istituzione di competenza: la messa in sicurezza della facciata pericolante dell’edificio, la pulizia dai cumuli di spazzatura e la bonifica dell’area, a partire dal giardino che, una volta ripulito, sarebbe già pronto per farci una serie di attività, sulla scorta dell’esempio virtuoso del poco distante Orto Sociale Urbano (sito in Villa De Filippo). Una richiesta completamente ignorata dalla Città Metropolitana: “Abbiamo scritto numerose pec – dice Soraniello – senza mai avere risposta. Allora ci siamo rivolti ad altri enti, in primis il Comune di Napoli, perché potesse intercedere e far sì che ci venisse dato ascolto”. Con i rappresentanti comunali ci sono già stati alcuni incontri e la promessa dell’istituzione di un tavolo per condividere il piano di fattibilità di Villa Tropeano.

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Proprio ieri il Comitato ha incontrato l’assessore ai Giovani, strappando la promessa di fare un sopralluogo e mettere in atto le opportune azioni di pulizia da qui ai prossimi 15 giorni. “Aspettiamo fiduciosi – conclude Lorenzo Soraniello – altrimenti ci inventeremo qualcosa per riportare la questione nell’agenda della politica locale. Salviamo Villa Tropeano!”.

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Maria Nocerino

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