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Giovedì 3 Dicembre 2020




Emergenza Covid, come funzionano le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA)

Si attiva per curare a casa i pazienti Covid sintomatici più gravi. È attivo da poche settimane nel territorio della Asl Napoli 1 Centro il servizio USCA - Unità Speciali di Continuità Assistenziale. Ci spiega come funziona la dottoressa Candida Silvestri, uno dei circa 50 medici  che formano le Unità e intervengono in caso di bisogno: “Ad attivarlo è il medico di base che prende in carico il paziente Covid. Di norma, il medico lo monitora, gli prescrive una terapia a domicilio adeguata, ma, nei casi più gravi, quando non vi sono miglioramenti, ad esempio, in presenza di insufficienza respiratoria o polmoniti, se i sintomi peggiorano, ecco che entra in gioco l’Usca”.

Come funziona il servizio

Una volta che si attiva il processo, il medico andrà ad effettuare una visita domiciliare con tutti gli strumenti del caso: sarà in grado così, all’occorrenza, di praticare diversi esami, dal semplice prelievo di sangue all’elettrocardiogramma, passando per l’ecografia. Attraverso il servizio, che si svolge in integrazione con l’Unità di cure palliative domiciliari dell’Asl Napoli 1 Centro, il medico attiva presso il domicilio del paziente un vero e proprio kit di monitoraggio che gli consentirà di verificare a distanza le sue condizioni di salute, in quanto a temperatura, saturazione e pressione. Implementata e modificata sulle nuove basi la terapia domiciliare, il medico in questo modo non perde mai di vista il paziente e sarà lui stesso a “dimetterlo” praticando direttamente il tampone finale di controllo.

I casi già presi in carico

Quante persone sono già state prese in carico con questo sistema? “Sono circa 200 già i casi in cui siamo dovuti intervenire – spiega la dottoressa Silvestri – si tratta, perlopiù, di persone anziane o con gravi patologie in essere, quindi, pazienti oncologici, soggetti con problemi cardiologici o respiratori, con delle cronicità. Si tratta di una piccola parte dei positivi, se pensiamo che per ogni medico di base che assiste circa 1500 persone, 30/40 sono pazienti Covid”. Sono circa 50 i medici che escono ogni giorno per le visite, prendendo in carico il paziente, dall’inizio alla fine, fin quando non diventa negativo e viene “rilasciato”: “Grazie alle Usca sono state evitate molte ospedalizzazioni”, commenta Candida Silvestri. Accanto all’Unità che si occupa di assistenza domiciliare, ce ne è un’altra dedicata alla prevenzione effettuando tamponi e test rapidi.

 L’emergenza delle bombole di ossigeno

L’emergenza delle bombole di ossigeno di cui si parla in queste ore in Campania è reale. La dottoressa Silvestri, che è anche guardia medica, ce ne parla però intravedendo una speranza nelle ultime dichiarazioni del presidente della Regione Vincenzo De Luca: “Fino ad oggi le bombole di ossigeno liquido potevano essere prescritte solo da uno pneumologo ma è notizia di queste ore che, da questo momento, potranno farlo anche i medici di medicina generale. Attivata la proceduta, il medico mette le farmacie in condizioni di mandare la bombola a chi ne ha bisogno, sopperendo così alla mancanza dei refusi, cioè le bombole vuote che non sono tornate indietro”.

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