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Mercoledì 27 Gennaio 2021




Il distanziamento sociale? Lo viviamo da anni nei confronti dei migranti

I migranti nel mondo

Nel 2019 sono arrivati a 272 milioni i migranti internazionali, che costituiscono quindi più di 1 ogni 30 abitanti della Terra (il 3,5% di una popolazione mondiale di 7,6 miliardi di persone). Nell’ultimo periodo essi sono cresciuti di 14 milioni ogni due anni (erano 258 milioni nel 2017 e 244 milioni nel 2015) e oggi sarebbero 1 miliardo se vi si includessero anche i migranti interni.

A ospitarne il maggior numero è l’Europa (89,2 milioni), seguita nell’ordine dall’Asia (77,5 milioni), dall’America (quasi 70 milioni), dall’Africa (26,3 milioni) e dall’Oceania. Oltre 2 migranti su 5 (41,3%) sono insediati, dunque, nel Sud del mondo. In particolare, i migranti forzati, arrivati oggi a 79,5 milioni (erano meno di 71 milioni l’anno precedente), sono raddoppiati in soli dieci anni. Tra costoro, di cui il 40% è costituito da bambini, 26 milioni sono i rifugiati e 4,2 milioni i richiedenti asilo. Si aggiungono poi 24,9 milioni di migranti ambientali, che la pandemia in corso rende particolarmente vulnerabili. A loro volta i migranti economici sono 164 milioni e in diversi paesi del mondo arrivano a rappresentare il 20% della forza lavoro.

Foto 1 immigrazione

Nel 2019 il Pil mondiale è cresciuto fino a 135 bilioni di dollari Usa: di esso il 45,9% è appannaggio del Nord del mondo (dove abita solo il 17,7% della popolazione mondiale: circa 1,4 miliardi di persone), mentre il restante 54,1% si ripartisce tra i ben 6,3 miliardi di persone (l’82,3% della popolazione planetaria) che abitano il Sud del mondo.

Secondo il progetto Missing migrants di Oim, nel 2019 sono stati 5.306 i migranti che, nel mondo, hanno perso la vita nel vano tentativo di superare i confini tra Stati; e altri 1.772 tra il 1° gennaio e il 15 settembre 2020. In particolare, nell’Ue (nei cui 28 Stati, a inizio 2019, risiedevano 41,3 milioni di stranieri, circa 3 milioni in più rispetto all’anno precedente, rappresentando l’8,0% della popolazione complessiva) il blocco delle vie d’ingresso legali, ottenuto anche con l’erezione di muri e l’uso della forza, ha determinato un crollo sia degli attraversamenti irregolari delle frontiere intercettati da Frontex (da 1.822.177, livello record registrato durante la crisi del 2015, a 141.741, livello minimo registrato nel 2019) sia delle richieste di asilo (quasi dimezzatesi tra il 2015 e il 2019, passando da 1.323.485 a 745.225). I due terzi di queste ultime (circa mezzo milione) sono stati presentati in 4 paesi: Germania, Francia, Spagna e Grecia. L’Italia, quarta nel 2018 con circa 60mila domande, è scesa nel 2019 al sesto posto, con 43.800.

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