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Mercoledì 21 Ottobre 2020




Il silenzio che uccide

L’appello del figlio di Antonio Pugliese travolto da una volante della polizia

antonio puglieseAntonio Pugliese, anziano di 69 anni, giovedì pomeriggio, 8 ottobre, stava attraversando via Foria in prossimità di piazza Cavour ed è stato travolto da una volante della polizia. L’impatto è stato mortale. Il figlio Francesco Pugliese, operatore sociale, si sente doppiamente ferito dalla scomparsa del padre a causa dell’omertà dei presenti e lancia l’appello: “Chiedo verità e giustizia”.

“Dalla mattina che l’avevo salutato, ho rivisto mio padre morto in ospedale - racconta Francesco-. Non ho potuto neanche guardargli il volto perché era completamente fasciato a causa della frattura al cranio, inoltre aveva fratture alle braccia e alle gambe, come mi hanno riferito i medici. Hanno anche provato ad operarlo ma non ce l’ha fatta”.

Una velina della questura uscita subito dopo l’incidente riporta che Antonio si sarebbe avventato sulla strada e che la volante stava andando molto piano e che il soccorso fosse avvenuto immediatamente, ma a Francesco le cose non tornano.

“L’auto che l’ha travolto - spiega il giovane -probabilmente andava veloce se l’impatto è stato così violento tanto che mio padre è stato sollevato da terra e scaraventato dall’altra parte. Inoltre pare che abbia dovuto aspettare oltre mezz’ora i soccorsi. Ciò che mi ha ferito è che si è detto che mio padre si è avventato sulla strada una cosa che chi lo conosceva sa essere impossibile: mio padre era infartuato e non avrebbe mai potuto correre, per di più aveva con sé il carrellino della spesa. Caratterialmente è sempre stato una persona pignola, attenta e rigorosa. Uno che non passava mai con il rosso e faceva a noi figli mille raccomandazioni di guidare piano”.

L’omertà dei presenti

“Ciò che più di tutto mi ha ferito è stata l’omertà dei presenti- continua il figlio del defunto -. Più persone, tra cui negozianti della zona hanno detto che non volevano parlare. C’è chi mi ha detto “Io tengo paura perché ho un parente che ha precedenti”, chi “Io ho un negozio”, chi si è girato dall’altra parte e mi ha detto che temeva ripercussioni. Non stiamo parlando di un atto camorristico. E se i cittadini hanno paura dello Stato dove vogliamo finire? Io sono fiero di essere napoletano. Quando ho vissuto in Spagna sono stati i napoletani a darmi una mano. Non mi aspettavo questo cinismo da parte del popolo”.

L’appello

“Abbiamo nominato un medico di parte e stiamo aspettando l’autopsia e di vedere il video delle telecamere di strada che fortunatamente per le indagini pare abbiano ripreso tutto e che ora è nelle mani del pm. Ho fiducia nella giustizia e lo stesso Ciro Re,  dirigente della Polizia, che mi è venuto a dare il cordoglio in ospedale mi ha assicurato che faranno il possibile per fare chiarezza. Nel frattempo chiedo a chi era presente e ha visto di parlare perché ogni particolare potrebbe essere utile alle indagini. Vogliamo solo verità e giustizia”.

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