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venerdì 23 Ottobre 2020




La scuola che deve fare rumore

I Maestri di Strada iniziano il nuovo anno

Maestri di stradaLa scuola dei Maestri di Strada c’è stata e c’è prima, durante e dopo il covid. Apre l’anno scolastico facendo rumore, ma in totale sicurezza l’associazione capitanata da Cesare Moreno che conta oltre cinquanta educatori.

“Il problema più generale che si è presentato in Italia durante il lock down è che il ragazzo già non visto in classe quando sta a casa e non si collega scompare completamente. In questo senso la dispersione scolastica è ancora aumentata. Sia il Ministero che i giornali durante hanno allertato sull’importanza di intensificare la collaborazione tra scuola e privato sociale, ma tranne che in situazione come la nostra nella maggior parte dei casi non è successo. La scuola dovrebbe imparare a collaborare in modo sincero con il privato sociale, e il privato sociale dovrebbe imparare che la scuola non è una vacca da mungere (n.d.r. L’associazione dei Maestri di Strada che si occupa del progetto sulla dispersione scolastica per quanto riguarda la IV e VI Municipalità è finanziata con circa 100 mila euro dal Comune, ma supplisce al resto del budget del progetto, circa 600 mila euro annui, grazie a finanziamenti privati). Noi Maestri di Strada abbiamo inaugurato ufficialmente la scuola il 12 settembre con una tammurriata con gli strumenti costruiti con elementi di risulta. Tre gruppi capitanati da Maurizio Capone e altri due percussionisti italiani, riunendo in un asse ideale il nord al sud, sono partiti da San Giovanni, Ponticelli e Barra per riunirsi nella scuola CUBO cantiere urbano per il bene comune ovvero la scuola di Ponticelli che noi Maestri di Strada abbiamo ricevuto dal Comune di Napoli in cambio di un fitto forfettario. Abbiamo voluto fare festa in modo rumoroso per sottolineare che c’è un movimento di persone che vogliono assolutamente che la scuola riprenda”, chiarisce Cesare Moreno.

Maestri di strada 1

Diciotto incontri con i genitori e gazebo per misurare la temperatura alla scuola Bordiga di Ponticelli affinché non entrino bambini ammalati. Maestri di Strada si sta adoperando per dare sicurezza ai genitori anche in questa fase delicata della ripresa delle attività in presenza, “far rispettare le misure non è una mera questione tecnica- sottolinea il maestro di strada-, ma culturale e politica. È importante far passare messaggio che la scuola tiene alla salute dei ragazzi e sta provvedendo così che i genitori siano sereni. Ci è sembrato assurdo che la scuola che in Piemonte ha preso provvedimenti per la sicurezza sia stata sanzionata. I nostri operatori hanno fatto tutti il sierologico. Sono vent’anni che lavoriamo con i ragazzi a Napoli e abbiamo costruito un rapporto tale che le famiglie hanno fiducia”.

In realtà l’associazione con i suoi maestri non si è mai fermata neanche durante il lock down.

“Abbiamo scelto di esserci e abbiamo fatto di tutto per mantenere i contatti e continuare le attività con i nostri ragazzi difficili- conclude Moreno-, abbiamo fornito tablet a 60 adolescenti Insieme ai “coronauti” che viaggiavano sulla “nave del corona” abbiamo distribuito a 200 famiglie i “pacchi viveri per la mente” con album, quaderni, pennarelli. Abbiamo realizzato il sito web e composto insieme ai ragazzi il rap della quarantena e dal 1° aprile abbiamo ripreso le attività in presenza nel pieno rispetto delle regole. Nei mesi di lock down paradossalmente la relazione con i ragazzi difficili è migliorata e si è estesa. Dai 50 ragazzi che seguivamo siamo arrivati a quasi 200 stringendo maggiormente il rapporto con le famiglie e il contesto sociale”.

Info: www.maestridistrada.it

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