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Martedì 29 Settenbre 2020




I miei cento passi nelle Terre dei fuochi

Copertina Terra dei fuochiÈ appena uscito il libro di Antonio Marfella presidente Isde Medici Ambiente della provincia di Napoli “I miei cento passi nelle Terre dei fuochi” in cui il medico campano che combatte dal 2006 per evidenziare le correlazioni tra disastro ambientale e danno sanitario raccoglie alcuni tra i suoi oltre cento post pubblicati a partire dal 2014 su “Il Fatto Quotidiano Online”, per segnare come Peppino Impastato i cento passi verso la Verità in Terra dei Fuochi.

Incontriamo il “farmacosofo”, come lui stesso si definisce poiché si occupa di bioetica ambientale e farmacosofia, per fare con lui il punto della situazione sulle “terre dei fuochi”.

Da quando ha iniziato a studiare la Terra dei Fuochi nel 2006 come è mutato il fenomeno?

Qualcuno dice che La Terra di fuochi come fenomeno campano sia migliorato poiché c’è una diminuzione dei piccoli roghi diffusi. Tuttavia è di gran lunga peggiorata la situazione se, come grida Padre Maurizio Patriciello, consideriamo l’incremento delle puzze chimiche dovute all’abbondante uso di antidetonanti e ritardanti di fiamma con pbde che vengono utilizzati per evitare la visibilità delle fiamme e sono tossici e cancerogeni. Incremento che si è evidenziato nelle “terre dei fuochi” di tutta Italia dopo la legge che nel 2014 ha inasprito le pene (la galera fino a 5 anni) per chi appicca i roghi. E ancora più grave è l’incremento dei roghi appiccati agli impianti legali di smaltimento. Fuochi che sono diecimila volte più pericolosi dei piccoli roghi, come hanno dichiarato diversi magistrati tra i quali il procuratore Airoma.

Come è possibile che vengano incendiati gli impianti legali?

Avviene perché non c’è controllo dei rifiuti urbani e soprattutto di quelli speciali: vengono incendiati così da evitare la tracciabilità ovvero risalire alla composizione e alla fonte dei rifiuti. Questo fenomeno in particolare riguarda soprattutto il nord perché ha più impianti legali.

I rifiuti che sono bruciati sono quelli prodotti in regime di evasione fiscale: parte della produzione delle imprese viene dichiarata, parte no e viene venduta all’estero, ecco che gli scarti di questa produzione nascosta vengono smaltiti illecitamente. Ad esempio a Giugliano si è scoperto che ci sono decine e decine di lavoratori abusivi nelle fabbriche di calzature.

Foto 1 Antonio Marfella

È possibile fermare le Terre dei fuochi?

Ha fatto tutto il Covid: in un mese e mezzo grazie al lock down obbligato tutte le attività non essenziali si sono fermate e la Terra dei fuochi è stata spenta. Si è ripulita. Adesso la ripresa convulsa e obbligata dell’attività industriale sta riportando la situazione ad un alto livello di gravità. Siamo ritornati ai non controlli e al lavoro a nero.

Quali sono i dati a disposizione dell’incidenza dei danni ambientali sulla salute in Campania?

Il governatore De Luca aveva assicurato di fornire tutti i dati entro la fine della ricerca “Campania Trasparente” alla fine della sua prima legislatura. E i risultati divulgati sono i seguenti:

1) I dati sulle “pommarole”: stanno tutte bene.

2) I dati sulle persone: dai dati rilevati nel periodo 2006- 2014 nell’Atlante della mortalità e pubblicati sulla rivista “Epidemiologia e prevenzione” a febbraio 2020, con ben 6 anni di ritardo, ora sappiamo che i comuni riconosciuti da anni come “Terra dei fuochi” esistono e registrano una mortalità di gran lunga maggiore rispetto a quella italiana. Da Brusciano a Marigliano e Mariglianella ad Acerra a Caivano, in tutti i comuni viene confermato un eccesso di mortalità legata ai gravi problemi ambientali irrisolti.

Un dato particolarmente grave a conferma di tutte le nostre battaglie ultradecennali è che esiste un certificato incremento di malformazioni neonatali rispetto alla media nazionale che per l’intera Regione Campania è maggiore di 3 volte rispetto alla media nazionale, ma che registra in alcuni luoghi, come nel bacino del Sarno, un incremento di malformazioni di oltre 7 volte superiori la media nazionale.

3) La ricerca “Campania Trasparente” nulla ci ha ancora fatto sapere sulla situazione delle nostre acque superficiali e di falda pur avendo raccolto tutti i dati.

4) Infine “Campania Trasparente” pur avendo ormai concluso le analisi del progetto SPES, uno studio epidemiologico di biomonitoraggio tossicologico ambientale dei metalli pesanti promosso dal compianto medico dell’ambiente Maurizio Montella, non ha pubblicato alcun dato.

foto 2 terre dei fuochi

Rispetto ai metalli pesanti lei con il professor Antonio Giordano avete realizzato il progetto VERITAS.

Esatto, l’unico studio concluso e reso e pubblico resta il nostro progetto VERITAS promosso dal professore scienziato Antonio Giordano che purtroppo ha evidenziato in alcune zone come Giugliano la presenza di una tossicità subacuta da metalli pesanti nelle matrici biologiche dei cittadini residenti.

Non avendo a disposizione le ingenti risorse della Regione abbiamo svolto lo studio su un campione limitato di pazienti che tuttavia hanno mostrato inaspettatamente un avvelenamento subacuto del sangue dovuto a metalli pesanti. Solitamente si riscontra la tossicità cronica nel capello, trovare metalli nel sangue esprime una tossicità subacuta o acuta. Nell’area del Sarno abbiamo riscontrato la presenza di cromo e mercurio legata allo smaltimento illegale degli scarti della concia delle pelli, a Giugliano pure abbiamo riscontrato degli eccessi, ma non abbiamo la certezza delle cause. Una presenza così anomala di metalli pesanti nel sangue segnala l’incremento di tumori, ma soprattutto, come certificato anche dalla Regione Campania, infertilità, degenerazioni nervose e malformazioni.

Alessandra del Giudice

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