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Martedì 29 Settenbre 2020




Prendersi su Instagram, lasciarsi su WhatsApp

Come cambiano le relazioni ai tempi dei Social (e del Covid)

samsung 4863145 960 720Come cambiano i rapporti uomo-donna, gli approcci, gli incontri, ai tempi dei Social? È la domanda del secolo cui già da tempo cercano di rispondere fior fior di scienziati sociali, a partire da Eva Illouz, docente di Sociologia all'Università ebraica di Gerusalemme e autrice di “Perché l’amore fa soffrire”.

Ma a complicare tutto oggi ci si è messa anche la pandemia che ha dato ancora più importanza ai Social Media, che, se da un lato rendono di fatto possibili relazioni sociali, sentimentali e professionali altrimenti impraticabili, dall’altro rischiano di diventare un vero e proprio “surrogato” della realtà. Ne è convinto lo psicoterapeuta Giuseppe Ruggiero, psichiatra e psicoterapeuta (direttore IMePS): “Ai tempi del Covid le nuove tecnologie hanno dimostrato di essere indispensabili ma questo sistema rischia di sostituirsi completamente ai legami fisici, in un mondo in cui il nostro modo di relazionarsi è stato completamente rivoluzionato dalle distanze sociali e dai sistemi di protezione, come le mascherine, che hanno ridisegnato la prossemica umana creando una cortina di diffidenza tra le persone”.

Dal mazzo di fiori al fiorellino su WhatsApp

In generale, i rapporti che nascono sui Social sono fragili e provvisori. Naturalmente, ci sono delle eccezioni e, come sempre, tutto dipende dall’utilizzo che se ne fa. In una società che neanche Bauman avrebbe mai immaginato più “liquida”, dove tutti siamo perennemente iperconnessi, l’intera quotidianità passa per una chat spesso con grave danno per la realtà - che può uscirne completamente alterata, surclassata come è dalla sua versione virtuale – cambiano anche le tattiche di “corteggiamento”. I fiori un tempo si mandavano a casa, ora sono diventati un “segno” da inviare con un semplice click e può succedere di prendersi su Instagram e lasciarsi su WhatsApp. Può accadere, cioè, che due persone, più o meno giovani, possano incontrarsi e conoscersi sui Social, incrociare le loro vite con una intensità sempre più strettamente correlata al grado e alla frequenza della connessione, “frequentarsi” anche dal vivo, sempre che questo rispetti le aspettative create dalla (facile e comoda) vita dietro uno schermo, e, infine, lasciarsi con un messaggio. Parlare da vicino non è una opzione neanche da tenere in considerazione, in alcuni casi. In un mondo in cui persino le persone risultano “intercambiabili” e le strategie di conquista si mettono in atto attraverso le “stories”, pure la telefonata vecchio stile è vintage, obsoleta, superata, tutto ora è mediato, filtrato, ammortizzato, comprese le emozioni.

L’illusione di vivere sensazioni forti

Oggi le storie d’amore finiscono con un messaggio di WhatsApp, dove un tempo ci si lamentava di essere lasciati con una chiamata, che aveva comunque qualcosa in più, perché dalla voce si può capire molto di una persona, entrando in contatto con la sua parte emotiva, senza considerare i vantaggi di un confronto diretto e immediato, senza filtri” spiega il professor Ruggiero. Una delle conseguenze degli incontri nati sui Social può essere l’illusione di vivere sensazioni forti, solo perché magari lo scambio (di idee, foto, video, link) sembrava funzionare in quell’istante. “È quell’effetto magico di cui parlava Umberto Eco a proposito delle nuove tecnologie che rendono possibili istantaneità e simultaneità. Una logica che certamente i nuovi mezzi favoriscono e amplificano. Ad esempio il suono di un messaggio che arriva può darci già di per sé un’emozione perché pensiamo che una persona lontana in quel momento è vicina e ci sta pensando”, sottolinea lo psicoterapeuta. Ma è anche vero che si può essere molto romantici anche con i new media e comunque tutti i rapporti in fondo nascono sulla base di una illusione o una idealizzazione: “Quando ci si infatua o nella prima fase dell’innamoramento, stiamo coltivando un ideale ma poi dobbiamo fare i conti con la realtà, la conoscenza è una cosa molto seria, vuole il suo tempo, bisogna frequentarsi sul serio per mettere alla prova le nostre sensazioni”, dice lo psicologo. 

La pandemia ha aumentato i casi di “tradimento virtuale”

La pandemia ha anche ridisegnato la geometria della vita di coppia. Durante il lockdown, con i casi di convivenza “coatta”, abbiamo visto l’incremento di casi di violenza intra-familiare e femminicidi, ma anche il logorarsi di rapporti malsani o già a rischio. “Il rapporto di coppia risente anche di un’altra area di rischio – sottolinea Giuseppe Ruggiero – quella del tradimento virtuale, che esisteva già prima ma oggi il confine diventa molto più sfumato”. Le chat che vengono scoperte da uno dei due partner – dal semplice intrattenimento ai veri e propri contenuti erotici – invadono lo spazio della coppia e possono avere effetti devastanti, perché vissute come tradimenti a tutti gli effetti. “Oltre a cercare di ridimensionare, una soluzione a questi meccanismi potrebbe essere quella di riservare nella coppia uno spazio privato, simbolico, una dimensione individuale e in un certo senso intoccabile”, spiega il professore. Ai tempi del Covid, insomma, anche nelle coppie più solide e stabili, quelle che dicono di confessarsi tutto, può agire lo spettro del tradimento per “virtuale” che sia: “È difficile se non impossibile pensare a una coppia completamente trasparente”, conclude Ruggiero.

Le differenze tra i Social: Fb è da vecchi, Ig da giovani

Ma ci sono non poche differenze tra i vari Social. Accanto alle piattaforme generaliste (Facebook, Instagram, WhatsApp) ci sono quelle specificamente dedicate agli incontri (Tinder, Meetic, Badoo). E anche all’interno della stessa categoria, i mezzi differiscono per target. Instagram è il mezzo fotografico, quello più immediato e idoneo per gli incontri; Facebook, con le sue pagine dedicate ai single e i suoi spazi di interazione, è giudicato “roba da vecchi”. Ne parliamo con Rita Cimmino, digital data analyst presso Publicis Groupe: “Durante la pandemia le nuove e vecchie piattaforme hanno visto crescere i loro numeri. Questo perché le interazioni sociali pur se virtuali sono importanti e la tecnologia è stata utilizzata anche per alimentare questo tipo di bisogno umano. Il Covid, paradossalmente, ha incentivato anche l’uso delle app dedicate agli incontri, basta guardare ai numeri di download, nonostante le limitazioni di incontrarsi di persona”.

Tinder e i Social per single dove la realtà è ancora più “falsata”

Secondo lo psicologo Giuseppe Ruggiero, le piattaforme dedicate ai single possono favorire gli incontri dove ci sono difficoltà fisiche o anche psicologiche, ad esempio, quando le persone fanno più fatica a comunicare dal vivo. Ma, nella maggior parte dei casi, la distanza tra virtuale e reale è abissale, tra profili falsi e immagini che non corrispondono alla realtà, in una dimensione che si fa fatica a non associare a un grande mercato, un mercato in cui la concorrenza può diventare spietata e il rischio di “intercambiabilità” delle persone con cui si entra in relazione è molto forte.

Un’analisi più tecnica la fornisce l’esperta Rita Cimmino: “Oggi i siti di incontri più utilizzati sono Tinder e Meetic, qualche anno fa andava di moda anche Badoo. Sono soprattutto utilizzati dai millennials e dalla generazione Z. Quest’ultima è molto attenta alla propria privacy e ad esempio utilizza molto i Social che non lasciano traccia come Telegram e Snapchat. Conosco coppie di amici che si sono sposati o vivono relazioni stabili conosciuti sui Social o su app di incontri”. Insomma, anche dalla rete possono nascere relazioni serie, sebbene ci siano ancora forti pregiudizi in tal senso. “Conoscersi su queste piattaforme spesso è considerato quasi come un gioco o forse per un tipo di incontri occasionali. Molti infatti tendono a nascondere il come si sono conosciuti”, sottolinea la Cimmino.

Maria Nocerino

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