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Sabato 8 Agosto 2020




Le Lazzarelle escono di galera

L’associazione che opera nel carcere di Pozzuoli apre un bistrot a Galleria Principe

Lazzarelle copertina okApre uno scorcio sui più bei progetti di rinascita carceraria italiani: il bistrot Le Lazzarelle. Ci lavoreranno le detenute del carcere di Pozzuoli dove la cooperativa Le Lazzarelle opera con la torrefazione del caffè dal 2010.

Il 22 luglio alle 18 inaugura Lazzarelle Bistrot nella Galleria Principe a Napoli, in uno dei luoghi più belli e suggestivi della città. Il Bistrot, realizzato grazie al supporto della Fondazione ICharlemagne , aspira a diventare un luogo di socialità, incontri e appuntamenti culturali, dove bere il nostro ottimo caffè e mangiare in modo sano ed economico. Un punto di snodo e di intreccio di relazioni autentiche che ospiterà anche i prodotti che provengono da tutte le realtà detentive del nostro paese e dove continueremo la nostra esperienza di riscatto ed emancipazione tutta femminile.

Sono circa 70 le donne che la cooperativa ha seguito e formato dal 2010 all’interno del carcere nel progetto del caffè Le Lazzarelle, adesso è giunto il momento di uscire fuori dalle sbarre.

“Questo è un progetto che abbiamo da un paio di anni- spiega la presidente Imma Carpiniello - , aprirsi alla città era diventato fondamentale per delle donne chiuse in carcere tanto tempo. Vogliamo dare la possibilità alle detenute che lavorano con noi apprendendo la torrefazione di fare l’ultima parte della pena lavorando in esterna, grazie ai benefici delle misure alternative. Quando sei deprivato della libertà ti manca l’orientamento e la possibilità di relazionarti all’esterno ed è difficile cominciare a ripensare al quotidiano invece la chiusura del cerchio fa si che le detenute possano reintegrarsi nella società in modo protetto e graduale. Le statistiche dicono che laddove inizi un percorso lavorativo in carcere la recidiva cala del 90%. L’abbiamo visto nel lavoro all’interno, e speriamo di riconfermarlo all’esterno”.

1 le lazzarelle

Una vetrina sulle bellissime realtà carcerarie italiane

Il bistrot sarà aperto a pranzo e a cena: un’altra vittoria de Le Lazzarelle è il prolungamento dell’apertura di galleria Principe Umberto, salotto del centro storico che attendeva di essere rigenerato, che oggi chiude alle 19.30  e che resterà aperta fino alle 23, 24. L’offerta di food&beverage sarà quella classica di un bistrot con crostoni, bowl con verdure e cereali, crudi, carpacci, tartare, salumi e formaggi, insalate, sandwich, panini.

e comprenderà una serie di prodotti di eccellenza provenienti da progetti delle carceri italiane come ad esempio: le “dolci evasioni” di Siracusa, le creme spalmabili “sprigioniamo sapori” di Ragusa, la birra Rebibbia “vale la pena”, le conserve “fuga di sapori” di Asti, i prodotti da forno dell’istituto di pena minorile di Palermo “cotti in fragranza”. Oltre ovviamente al caffè Le Lazzarelle prodotto nel carcere di Pozzuoli che sarà possibile anche acquistare al bistrot. Le Lazzarelle hanno di fatto sdoganato il pregiudizio che la torrefazione sia di norma un lavoro per i maschi mostrando come donne abituate a sostenere grandi pesi psicologici nella vita possano compiere l’impresa dei grani da macinare

“Dietro la tipicità dei nomi - spiega Francesco Pennella, socio della cooperativa addetto all’organizzazione del bistrot- si nascondo progetti simili al nostro che abbiamo selezionato per rappresentare un modo diverso di lavorare in carcere preoccupandosi della fuoriuscita formativa dei detenuti. Vogliamo raccontare attraverso i prodotti il buono che c’è in carcere.

A fianco ai prodotti dell’economia carceraria le materie prime locali come frutta e verdura dell’economia sociale ad esempio coltivata dai sofferenti psichici dalla cooperativa Fuori di zucca. Tra i vini naturali di prima scelta quelli napoletani di “Vite Matte”.

Il target del bistrot sarà quello di chi vuole fare un brunch veloce: dai lavoratori, ai turisti (sperando in una ripresa), agli estimatori di nuovi prodotti poco conosciuti.

Al bistrot sarà Teresa la prima a confrontarsi con il lavoro in esterna, una donna di cui tutto lo staff è molto orgogliosa: si è dimostrata bravissima nella torrefazione e ha già esperienze di lavoro in un bar. Da settembre Le Lazzarelle pensano di impiegare almeno un’altra persona così che più donne possano riaffacciarsi alla vita quotidiana col sorriso.

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Info: https://caffelazzarelle.jimdofree.com/bistrot-lazzarelle/

Alessandra del Giudice

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