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Mercoledì 29 Gennaio 2020




Il Segretario di Arcigay Napoli Antonello Sannino vittima di online Shaming

on line shamingIl mondo napoletano, e non solo, del sociale si stringe intorno ad Antonello Sannino, Segretario Arcigay Napoli, recentemente vittima di una vera e propria azione di online shaming.

Da insulti omofobi a vere e proprie minacce di morte a Sannino e a membri della sua famiglia. Tutto nasce da un post di solidarietà alla presidente di Arcigay Vercelli Giulia Bodo - a sua volta insultata per un post considerato dai leghisti offensivo per la memoria di Gianluca Buonanno, venuto a mancare nel 2014 - che l’attivista ha pubblicato lo scorso 4 Gennaio.

“Nel mio post ho invitato semplicemente ad una riflessione. La morte non nobilita gli uomini da ciò che hanno fatto in vita. Se una persona è stata un fascista o un razzista non smette di essere ricordato come tale in seguito alla sua morte. Probabilmente non avrei pubblicato il post pubblicato da Giulia Bodo, ma credo che niente giustifica le offese che in moltissimi le hanno rivolto – racconta Antonello Sannino – Il mio post, che nulla aveva di offensivo o denigratorio, è stato poi strumentalizzato da Roberto Calderoli, accendendo, come prevedibile, la miccia della violenza verbale. C’è chi mi ha minacciato di morte, chi ha commentato in modo volgare e offensivo foto di me con membri della mia famiglia. C’è chi addirittura ha proposto di riservarmi un bagno nell’acido”.  – Parole che non hanno intimorito Sannino ma che non sono state nemmeno prese sottogamba. Subito è scattata la denuncia alla Digos della Questura centrale di Napoli. È una logica di squadrismo. Io vado comunque per la mia strada ma qualcuno potrebbe farsi intimorire da minacce così violente. La cosa importante è denunciare, sempre, perché ciò che capita in rete appartiene al mondo reale. Dall’altra parte, mentre mi affido alle istituzioni con la denuncia, utilizzo ciò che di buono ci offre il web: la possibilità di informare l’opinione pubblica di quanto accaduto per indurre alla riflessione e dare un esempio a chi magari dall’odio verbale si lascia sopraffare”.

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