| SEGUICI SU seguici su Facebook seguici su Twitter youtube
Domenica 27 Settenbre 2020




Convegno Gaza: la prova della Grande Marcia del Ritorno

convegno gazaIl 7 gennaio 2020 parte da Napoli il giro di conferenze ed incontri di Ahmed Abuirtema in Italia. L’appuntamento è alle 15.30 nella Sala della Loggia al Maschio Angioino.

Ahmed Abuirtema viene da Gaza, i 365 km della stretta fascia costiera del Mediterraneo orientale sotto assedio israeliano dal 2007, con una popolazione di oltre 2 milioni che ha a disposizione acqua non potabile al 97%. Dove, “a causa dell’assedio economico israeliano, del ripetuto bombardamento di infrastrutture idriche e fognarie e di una falda acquifera di qualità scarsa” si ha “un enorme aumento delle malattie trasmesse dall’acqua, direttamente correlate all’acqua e alla contaminazione da acque reflue non trattate che fluiscono direttamente nel Mediterraneo. (…)l’acqua contaminata è divenuta la principale causa della mortalità infantile.

Ahmed Abuirtema è un poeta scrittore ed attivista palestinese, tra gli “architetti” della Grande Marcia del Ritorno, membro del Comitato consultivo del One State Foundation. È stato premiato dal TRT World Citizen Communicator per il suo lavoro nelle mobilitazioni della resistenza non-violenta a Gaza. Appartiene ad una famiglia espulsa nel 1948 dalla sua casa nel distretto di Ramle, ed è nato nel 1984 a Rafah (Gaza), dove ora vive con sua moglie e quattro figli.

Come giornalista indipendente a Gaza, ha scritto per decine di pubblicazioni ( in inglese e in diverse pubblicazioni degli Stati Uniti. The New York Times, la Nazione, il Journal of Palestine Studies) e ha scritto un libro in arabo intitolato “Organized Chaos.” Ha anche dato il proprio apporto a diversi documentari, tra cui il film Al Jazeera “Quale Rafah Are You From?” sulla tragica separazione di Rafah in seguito agli accordi di Camp David e sul suo impatto nello spostamento di migliaia di famiglie, inclusa la sua. Nel 2018 è stato protagonista di un documentario di Karim Shah prodotto dalla rete di notizie Al Jazeera, “Gaza: Between Fire and Sea.” Ha scritto: “Lo scopo dell’occupazione è quello di comunicare al mondo e alle persone che non esistiamo. Dimostriamo quindi che esistiamo. Esistiamo in tutto. Esistiamo nel vivere le nostre vite quotidiane. Esistiamo sulla fermezza sulla nostra terra, nonostante tutte le pressioni che subiamo dall’occupazione. Esistiamo tra gli ulivi che abbiamo piantato un secolo fa e che sono ancora presenti. Siamo presenti nelle immagini della nostra eredità che ci collegano tutti. Con questo, sconfiggiamo le macchinazioni dell’occupazione.” Abuirtema analizzerà la situazione della Striscia di Gaza, documentando i quasi due anni della Grande Marcia.

La Grande Marcia del Ritorno, che si tiene ogni venerdì a Gaza lungo il confine con Israele dal 30 marzo 2018, chiede il rispetto del diritto al ritorno per tutti i profughi, secondo quanto sancito dalla Risoluzione ONU 194 del 1948 ed è una manifestazione nonviolenta che ha come obiettivi: uguaglianza di diritti e riconoscimento del diritto al ritorno.

Come mai una manifestazione nonviolenta non ottiene le simpatie l’attenzione ed i risultati che le sollecitazioni da anni rivolte ai palestinesi, di astenersi dalla violenza, sembravano promettere? Uno dei relatori del convegno è Ermes Ferraro, del MIR.

convegno gaza 1

L’articolo di Neve Gordon, la scorsa primavera pubblicato su Al Jazeera English, “Dov’è il Gandhi palestinese? La marcia di Gaza,” evidenzia l’assurdità della pretesa, di fronte alla estrema violenza ripetutamente esercitata da Israele. “Sembra davvero che ci sia una diffusa amnesia sui modi in cui Israele ha reagito a queste tattiche “alla Gandhi.” Quando i Palestinesi hanno proclamato scioperi commerciali in Cisgiordania, il governo militare ha chiuso dozzine di negozi “fino a nuovo ordine.” Quando hanno cercato di imitare lo sciopero dei trasporti di Martin Luther King, le forze di sicurezza hanno immobilizzato completamente tutti gli autobus locali (…)  invece di chiedere quando i Palestinesi produrranno un Mahatma Gandhi, dobbiamo chiedere quando Israele produrrà un leader che non cerchi di soggiogare un popolo sotto occupazione usando violenza e spargendo morte. Quando, in altre parole, Israele si libererà della sua etica faraonica e si renderà conto che i Palestinesi hanno diritto alla libertà?”  E ricorda: “Lo stesso Gandhi pensava che in certi casi la violenza può essere una scelta strategica adeguata. “Io credo,” scrisse. “che se l’unica scelta fosse tra viltà e violenza, sceglierei la violenza… Perciò io raccomando anche che chi crede nella violenza venga addestrato alle armi. Preferirei che l’India facesse ricorso alle armi per difendere il suo onore, piuttosto che diventare o rimanere vilmente un imbelle testimone del proprio disonore.”

Il comportamento dei media italiani merita un approfondimento: perché tanto silenzio su questa marcia? Perché questo ostinato oscuramento della manifestazione di massa che prosegue da più di un anno e mezzo, con più di 300 civili uccisi, tra loro bambini e sanitari, e più di 30mila feriti, anche molti giornalisti , 21 dei quali colpiti a Gaza nel 2019 con proiettili letali? E questo silenzio rende credibili i richiami alla pace che spesso vengono anche dai media? Sembra che anche l’ONU non riesca ad essere una guida decisa per i giornalisti italiani, raramente inclini a seguirne e divulgarne le preoccupazioni relative all’invivibilità di Gaza ed i rapporti sulle uccisioni dei manifestanti del venerdì nella Striscia e il biasimo dell’Alto commissario ONU per i diritti umani “Michelle Bachelet  per “l’immediato rigetto” fatto da Israele di un rapporto ONU riguardante le uccisioni di manifestanti a Gaza operate dalle forze di sicurezza israeliane, “senza aver risposto ad alcuna delle gravissime questioni sollevate nel rapporto.” Due docenti di sociologia dei media ci aiuteranno ad abbozzare un percorso di riflessione: Tiziana Terranova dell’ Università L’Orientale  ed Antonello Petrillo dell’Università Suor Orsola Benincasa.

Quale il ruolo che le istituzioni, in particolare quelle di prossimità, possono avere nella promozione della solidarietà e dell’applicazione del diritto internazionale? Un aiuto a svolgere queste considerazioni verrà da Sandro Fucito, Presidente del Consiglio Comunale di Napoli.

Il dibattito, condotto da Roberto Prinzi, giornalista di Nena News, aiuterà discutere del valore politico della Grande Marcia del Ritorno, la sua proposta unificante del popolo palestinese, sperso tra le specifiche condizioni in cui, prima la nascita dello Stato d’Israele e poi gli Accordi di Oslo lo hanno frammentato. Il ritorno è per tutti ed è stabilito dalla Risoluzione ONU 194 del 1948. La marcia è partita il 30 marzo: Giornata della Terra, per i Palestinesi, che in quel giorno ricordano l’uccisione di sei palestinesi da parte dell’esercito israeliano, durante uno sciopero indetto dai palestinesi cittadini israeliani contro la confisca di terre palestinesi.

Il convegno, organizzato dal Comitato BDS Campania, ha l’adesione ed il sostegno della Comunità Palestinese in Campania e di Arciragazzi di Portici.

WCT banner
napoliclick
Amicar banner 500

Archivio Napoli Città Sociale