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Domenica 27 Settenbre 2020




Raccolta alimentare: la solidarietà è “spesa” bene

Un’iniziativa nobile che ha visto 62 volontari di ambo le parrocchie “SS. Addolorata alla Stadera” e “Maria SS. delle Grazie al Purgatorio” raccogliere otto quintali di cibo a favore dei poveri 

raccolta 1Un’iniziativa profondamente mirabile che rappresenta un’occasione imperdibile di sensibilizzazione per la società odierna sulla questione della povertà alimentare con uno scopo nobile: dare speranza a chi non ne ha, spezzare l’indifferenza, costruire un presente ed un futuro migliori facendo la spesa per le persone che non possono permetterselo.

In sintesi è questo il senso della raccolta alimentare che si è svolta in occasione della “settimana della Carità” da parte delle parrocchie “Santissima Addolorata alla Stadera” e “Maria Santissima delle Grazie al Purgatorio” che appartengono al VI Decanato di Napoli: nel tradizionale appuntamento cristiano che avviene nella terza domenica di Avvento e nella quarta domenica di Avvento (la settimana della Carità) ebbene circa 62 volontari (giovani, adulti e anziani) di ambo le comunità hanno donato sabato scorso con turni mattutini e pomeridiani gran parte del loro tempo collocandosi fuori ai supermercati del territorio locale (Quarí, Super Day, Decò, Conad, Todis, Sigma, Dima e Sigma del Centro Commerciale “Il Borgo”) con l’intento di invitare le persone a donare alimenti per i poveri per un gesto concreto di gratuità e condivisione. E la gente non ha fatto mancare il suo apporto e ha risposto presente a questo appello di benevolenza in maniera inequivocabile: infatti secondo i dati ufficiali forniti dall’Emporio della Solidarietà, che è il luogo preposto dove vengono depositate tutte le buste della spesa della raccolta, sono stati offerti otto quintali di alimenti a lunga conservazione (tra questi sono stati donati circa 400 pacchi di pasta).

Eppure nonostante i risultati confortanti è stata riscontrata una leggera flessione rispetto agli anni scorsi. «Bisognerebbe sensibilizzare maggiormente le persone – ha dichiarato Gennaro Esposito, uno dei volontari dell’Emporio della Solidarietà – poiché ci sono molti di loro che sono ancora diffidenti nel donare credendo a quei soliti luoghi comuni per nulla edificanti. Nonostante ciò mi rimane ben impresso nella mente il gesto di carità di una persona che sebbene fosse finita la raccolta alimentare ha voluto parteciparvi ugualmente portando fin dentro l’Emporio un bustone al cui interno c’erano tanti prodotti alimentari donati. Chi vuole sa anche come raggiungerci».

Ma cos’è nella fattispecie l’Emporio della Solidarietà? È una specie di supermercato appartenente alla parrocchia “Maria Santissima delle Grazie al Purgatorio” e sorto nel dicembre del 2012 in via Gioacchino Luigi Mellucci 52 e che di questi tempi è un sicuro riparo per le persone e le famiglie disagiate perché offre loro ristoro con la distribuzione gratuita di generi alimentari. Un altro aspetto da non trascurare assolutamente è che lì qualsivoglia disagiato riceve tutte le attenzioni del caso: ognuno di loro riprende la propria dignità potendo usufruire della libertà di scegliere cosa mangiare in riferimento e proporzionalmente al proprio grado di necessità. A sostenere questa causa tanto signorile quanto pregevole coordinando tutte le attività dell’Emporio della Solidarietà ci pensa l’Associazione “Goccia di rugiada”, un organismo no profit originatosi anch’esso sette anni fa.

Pacchi di pasta, latte, scatolame, sughi, pelati, biscotti e merendine sono stati gli alimenti maggiormente donati dai benefattori anonimi. E per chi non lo sapesse l’Emporio della Solidarietà non solo assicura ai meno fortunati generi alimentari di prima necessità ma focalizza altresì la sua massima attenzione sul tema dell’assistenza acciocché loro un domani possano godere di un futuro in piena autonomia. In tal senso chi accede all’Emporio della Solidarietà viene prima preso in carico dal centro di ascolto parrocchiale (che si svolge regolarmente nelle parrocchie sopracitate) che accerta l’esistenza di una condizione di disagio socio-economico del soggetto in questione. Dopo ciò ogni volontario della comunità deve quantificare le necessità della persona mediante tutte le verifiche del caso, come ad esempio il reddito familiare, e successivamente può rilasciare ai meno abbienti una tessera a scalare con un sistema a punteggio dove il numero dei punti a disposizione coincide con quelli spendibili all’interno dell’Emporio della Solidarietà per poi, come ultimo atto, far ritirare i prodotti alimentari che si trovano sugli scaffali. Insomma si tratta di un vero e proprio itinerario di incoraggiamento nonché di reinserimento verso i più bisognosi affinché possano riassaporare il gusto della propria autonomia in toto.

«Quest’anno – ha dichiarato Carlo Stocco, responsabile della Caritas parrocchiale dell’Addolorata alla Stadera –  due gesti di carità mi hanno colpito profondamente. Il primo è stato quello di una signora che aveva già preparato una busta della spesa prima di entrare nel supermercato. Il secondo invece ha riguardato una persona meno fortunata, che nonostante venga al Centro di ascolto per necessità di generi alimentari, ha contribuito in maniera concreta alla raccolta donando un gesto di carità cristiana». Per Alessandra Rinaldi, una delle componenti della Caritas parrocchiale dell’Addolorata alla Stadera, «sono state le persone anziane e gli uomini coloro i quali hanno donato veramente col cuore qualsiasi genere alimentare» e ha appurato davvero che «chi meno ha dona sempre di più rispetto agli altri».

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Alessio Bocchetti

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