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Giovedì 20 Giugno 2019




Calcio, la Nazionale femminile apre con 2-1 ai Mondiali ma lontana ancora la parità

mondialiFemminiliNove stadi francesi, un mese per 24 squadre che saranno protagoniste dei Mondiali di Calcio Femminile del2019: tra di loro ci sono anche le Azzurre, un exploit vincente tra discriminazioni e gap salariale.

È iniziata in grande stile domenica 9 giugno l’avventura della Nazionale italiana di calcio femminile, con un due a uno contro l’Australia portato a casa grazie all’abilità della bomber Barbara Bonasea. Nella terza partecipazione ai Mondiali della formazione azzurra (ricordiamo quelle del 1991 e del 1999) è enormemente aumentata la visibilità della squadra e Il talento delle calciatrici sta facendo emergere tutte discriminazioni e le differenze tra calcio maschile e femminile. Paghe minori, minore sicurezza contrattuale e minore possibilità di professionalizzazione. La questione delle disparità di trattamento del calcio femminile non riguarda solo il nostro paese, ma bensì si tratta di un problema strutturale dello sport. Quest’anno, infatti, in segno di protesta contro la disparità di guadagni, Ada Sederberg vincitrice del Pallone d’Oro 2018, ha deciso di boicottare la manifestazione.

Meno soldi e meno professionalizzazione

È ormai chiaro a tutti che siamo lontani da un’equità, soprattutto remunerativa, per quanto riguarda le calciatrici.  La triestina Sara Gama, capitana della Nazionale, prima al PSg ed adesso calciatrice nella Juve, conosce bene le difficoltà che devono superare le calciatrici. La sportiva confidò qualche anno fa ad Huffpost: “In Italia il problema del professionismo non riguarda solo il calcio, è un problema che coinvolge trasversalmente tutti gli sport. Non esiste un’atleta italiana professionista, siamo tutte dilettanti, nessuna esclusa e questa è una grave discriminazione”. La giovane calciatrice di origine africana si batte in campo come fuori per il riconoscimento della parità di genere, diventando un simbolo a tal punto che la ditta di giocattoli Mattel ha deciso l’anno scorso di dedicarle una Barbie per il progetto #NewRoleModel.

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Uno sport completamente diverso quindi, sia in termini di salari ma anche generalmente in termini di fondi disponibili. Ma parliamo di cifre: uscire ai gironi russi per gli uomini garantiva un guadagno di otto milioni, vincere la finale dei femminili francesi garantisce un incasso di quattro. Senza contare il numero di chi gioca a calcio: 20 milioni di donne, contro 250 milioni di uomini.

E nonostante queste differenze la crescita di interesse circa il calcio femminile è lampante: l'emittente televisiva che si è assicurata i diritti del Mondiale in partenza ha pagato 12 milioni di euro, a fronte di un solo milione pagato per la scorsa edizione.  “Bisogna coltivare la base, creare sezioni femminili: adesso siamo a circa 24mila tesserate, i paesi che in Europa sono più avanti ne hanno oltre 100mila. – continua la Gama - Certo, già che in giornate come questa ci siano anche testimonial come Barzagli è segno che la strada intrapresa è quella giusta”

Ma la strada è ancora lunga "Non so se è la stessa cosa in tutti i Paesi - dice Corinne Deacon, allenatrice della nazionale femminile francese - ma in Francia una donna può avere lo stesso lavoro di un uomo e guadagnare di meno: se si è felici di quello che si fa, con il proprio lavoro, c'è davvero bisogno di guadagnare più soldi? I bonus sono diversi, ed anche gli stanziamenti della FIFA, per il calcio maschile e femminile, ecco perché il modo in cui siamo pagati è diverso".

Time gap

Ma in cosa consistono precisamente queste differenze?  La più assurda è in termini di riconoscimento dello sport: prima del 2018 le donne non avevano il Pallone d’oro femminile (per il periodo tar il 2001 ed il 2015 è esistito il Fifa Women’s World Player of the Year). Questo premio fu istituito per la prima volta grazie alla rivista francese France Football, con l'intento di eleggere il miglior giocatore europeo dell'anno precedente, attraverso i voti della stampa specializzata, nel 1956. L'inglese Stanley Matthews vinse il primo Pallone d’Oro ben 62 anni prima che la stessa onorificenza fosse istituita per le calciatrici. Per quanto riguarda il Mondiale di calcio per nazioni, l’inaugurazione dell’edizione femminile risale al 1991; Il campionato maschile invece esiste dal 1930.

Commenti sessisti

La parità di trattamento passa anche dalle parole, oltre che dalle uguaglianze salariali. Un’altra pratica discriminatoria che le calciatrici devono subire è il trattamento che ricevono dai media sportivi. Il gruppo di giornaliste Giulia e dalla Uisp, con il patrocinio e la collaborazione di numerosi partners tra cui l’Associazione Italiana Calciatori ha presentato un manifesto intitolato “Media, Donne e Sport: idee guida per una diversa informazione”. Obiettivo dichiarato del manifesto: quello di far emergere un linguaggio nel racconto giornalistico-sportivo che superi stereotipi e pregiudizi e si concentri invece sulle prestazioni e le capacità delle atlete, valorizzandone gli aspetti tecnici e agonistici al pari dei colleghi uomini. Alcune linee guida esortano i giornalisti a “informare sulle discipline sportive femminili con competenza di merito: scrivere delle atlete nello stesso modo in cui si scrive degli atleti” o ancora “evitare nelle immagini di focalizzarsi sul lato B e in generale su parti del corpo in modo ammiccante” ma anche e soprattutto l’esortazione a “dare voce alle discriminazioni e alle disparità di genere nello sport, come per esempio i compensi sportivi, il valore dei premi e dei benefit, la scarsa rappresentanza nelle dirigenze e le tutele per le atlete (nonostante sia stato istituito il fondo maternità con la legge Finanziaria 2018).”

Ma nonostante tutte queste disparità l’attenzione dei media per il femminile cresce esponenzialmente, secondo l’ultimo Report del calcio in Italia, realizzato dal Centro Studi della Federazione Italiana Giuoco Calcio con Arel e PwC, alle europee di calcio l’audience mondiale ha raggiunto i 178milioni di utenti, una crescita di un terzo rispetto agli anni passati. Per questo mondiale si calcolano orientativamente un milione di spettatori, e, dietro uno schermo a fare il tifo per le Azzurre ci sarà ance la nazionale maschile, che nonostante tutti i vantaggi storici e sociali, per questi mondiali resta a casa.

Eva de Prosperis