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venerdì 10 Aprile 2020




Accord, un “gioco” per aiutare gli insegnanti a gestire i conflitti

accordQuesto “gioco” è stato sviluppato da un network di 5 università europee coordinate dalla Federico II di Napoli. La piattaforma è stata chiamata Accord, è già online composta in due parti, un corso ed un gioco con l’obiettivo di potenziare le competenze dei docenti nella gestione di conflitti inter-etnici.

La formazione è riconosciuta dal Miur. Sono oltre 800mila gli studenti con cittadinanza non italiana che frequentano la scuola. E le nazionalità di origine sono più di 200. Anche se il 70 per cento proviene da un gruppo ristretto di 10 paesi, le culture di appartenenza sono molto diverse, basti pensare a Marocco e Albania [vedi Miur, Focus sugli alunni con cittadinanza non italiana].

Il progetto europeo “Accord - Attain Cultural Integration through COnflict Resolution skill Development”, offre ai docenti uno strumento utile a potenziare le loro competenze nella gestione efficace dei conflitti interculturali e interetnici e per promuovere azioni contro la discriminazione e il razzismo. Il Mooc di Accord è dedicato agli insegnanti e ai formatori per valorizzare il ruolo complesso e fondamentale che hanno nella creazione dei futuri cittadini europei.“Con Accord – spiega Davide Marocco, docente di Psicometria alla Federico II di Napoli e responsabile del progetto Accord – affiniamo il lavoro avviato già 4 anni fa con un altro progetto europeo, Enact, focalizzato anch’esso sulla gestione dei conflitti. Con Enact ci siamo soffermati sui conflitti sul luogo di lavoro, ora con Accord ci siamo concentrati sulle complessità che emergono quando si tratta di gestore situazione di contrasto in ambienti scolastici caratterizzati da una pluralità di etnie. In tutti questi casi svolgono una funzione molto importante le cosiddette softskill, capacità trasversali di elaborare e risolvere delle criticità”.

Il corso on line su piattaforma Moodle, certificato dal MIur per 30 di formazione per docenti, è organizzato in cinque lezioni ed è accompagnato dal gioco di ruolo Accord Game. L’obiettivo è fornire un’attività globale, teorica e pratica, incentrata sui conflitti interculturali e interetnici nel contesto scolastico. I diversi moduli e le attività di gioco aiutano i docenti ad aumentare la consapevolezza e a sviluppare la comprensione delle competenze relative all’alfabetizzazione interculturale, agli approcci pedagogici inclusivi e alla gestione costruttiva dei conflitti. I docenti possono così contribuire attivamente alla creazione di ambienti di apprendimento positivi caratterizzati da interculturalità e diversità.

Con il training esperienziale fornito dal gioco di ruolo ogni docente può sperimentare attivamente i concetti e le dinamiche dei conflitti in scenari simulati, che ricostruiscono situazioni realistiche ispirate ai contesti di cinque diversi paesi europei.

Il corso è proposto ai docenti dalla Fondazione Mondo Digitale, accreditata come ente di formazione per il personale della scuola secondo la direttiva n. 170 del 21 marzo 2016.  “I docenti vengono stimolati nelle loro soft skill” conclude Davide Marocco, che studia questo filone della ricerca psicologica anche nell’ambito del Nac, il Laboratorio di cognizione e intelligenza artificiale della Federico II. “Le soft skills sono abilità che la nostra formazione ha storicamente messo in secondo piano ma che negli ultimi anni si stanno rivelando essenziali sia nell’apprendimento sia in ambito lavorativo. Quando emergono contrasti in contesti di classe multietnici l’insegnate si trova spesso di fronte a situazioni nuove, per cui non è formato, situazioni che richiedono abilità specifiche di riconoscimento e soluzione del problema”. Il Consorzio Accord è composto da 7 partner di 5 paesi dell’Unione Europa. Il progetto è diretto dall’Università di Napoli “Federico II” (Italia) e sostenuto da Aidvanced Srl (Italia), Università di Barcellona (Spagna), Università Friedrich-Alexander Erlangen-Nürnberg (Germania), Università di Vienna (Austria), Fondazione Mondo Digitale (Italia) e l’Università di Anversa (Belgio).

Eva de Prosperis

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