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venerdì 24 Maggio 2019




Antonio Gargiulo, aggredito e rapinato con la moglie: «Napoli abbandonata dallo Stato»

Russo GargiuloQuando si parla di lui si pensa esclusivamente al calcio e alla sua passione smodata per questo sport testimoniata dalla gestione di una squadra, l’Afro Napoli, nelle vesti di presidente, a cui dedica tutto il tempo che ha con estrema intensità.

Ma questa volta ci vediamo costretti, nostro malgrado, a dover associare la figura di Antonio Gargiulo, numero uno del club multietnico, ad un evento spiacevole che non fa onore all’immagine di Napoli perché la persona in questione è stata vittima di un’aggressione ingiustificata e gratuita a scopo di rapina insieme con la moglie Marianna Russo. Ancora violenza nella città partenopea che non riesce a trovare pace e che è salita nuovamente alla ribalta della cronache dopo il celebre caso della piccola Noemi, ferita durante un agguato di camorra. Intervistiamo Antonio Gargiulo, a tre giorni da questa brutta avventura, per ricostruire l’intera vicenda che ha dell’incredibile e per fare pure una breve digressione su Napoli spaccata tra il bene e il male e avvolta dai tentacoli della criminalità.

Come è avvenuta l’aggressione?

A Capodimonte nell’incrocio dove a destra si va verso Porta Grande e a sinistra in corrispondenza di Porta Piccola. Erano circa le 21 di sabato scorso ed ero fermo con l’auto al semaforo con altre macchine. Ad un certo punto due giovani, vestiti di nero e col volto coperto dai caschi, in sella ad uno scooter si sono avvicinati alla mia vettura: uno di loro è sceso, col calcio della pistola ha rotto il vetro del finestrino del mio sportello, ci ha minacciato chiedendo soldi e puntandoci l’arma in faccia. In quel frangente gliel’ho dati, poi mi ha strappato la mia collanina, ha rubato la borsa di mia moglie e col calcio della sua pistola mi ha colpito sul labbro superiore ed è scappato via insieme col suo complice. In quella zona purtroppo si stanno verificando tanti simili episodi in questo periodo.

Lei ha provato a reagire?

No perché avevo una pistola puntata addosso e affianco a me c’era mia moglie incinta. Lei si è presa un grande spavento visto che è in attesa e mi ha visto sanguinare sopra la bocca. Dopo siamo andati al Cto dove mi hanno chiuso la ferita con due punti di sutura.

Lei ha denunciato l’accaduto alla polizia?

Siamo usciti dall’ospedale che erano le 22.30, poi ci siamo recati al commissariato di polizia del Cardarelli ma era chiuso così come la Stazione dei carabinieri di viale dei Colli Aminei. Quindi l’unica soluzione sarebbe stata quella di dover andare alla Questura di via Medina. L’assurdità è che su quel territorio dove mi è capito questo episodio increscioso la criminalità aumenta a dismisura e io ho girato in macchina per diverse zone alla ricerca di un commissariato aperto ma purtroppo ciò non è stato possibile. Inoltre il paradosso è che non c’era una pattuglia di agenti in giro quindi è anomalo che gli uffici di polizia siano chiusi pure per fare una denuncia. In questa città, ahimè, lo Stato è assente dappertutto.

L’indimenticabile Pino Daniele cantava «Napule è 'na carta sporca e nisciuno se ne 'mporta». Secondo lei a Napoli fa più male l’omertà o l’indifferenza della gente nei confronti di ogni tipo di avversità che si riscontra?

Io penso che la gente di Napoli stia iniziando a reagire e ciò è testimoniato dalla reazione che ha avuto per il caso Noemi che è molto più grave di quello che mi è successo. La nostra città è abbandonata al degrado più totale. I cittadini di Napoli hanno bisogno di interventi seri sul lavoro, sulla scuola, sulla cultura e sul sociale. È l’unico antidoto per sconfiggere la camorra. Se i ragazzi non hanno la prospettiva di un posto di lavoro è palese che siano attratti dal fenomeno della criminalità.

Da sempre la sua squadra, l’Afro Napoli, oltre a conseguire risultati sportivi si impegna anche nel sociale grazie al suo progetto multietnico che è contrario al razzismo. Ha pensato di escogitare un piano di riqualificazione per questa città dopo questo singolare episodio?

Noi nel nostro piccolo le abbiamo sempre fatte queste cose intervenendo in difficili contesti sociali a prescindere che si tratti di aiutare ragazzi napoletani o quelli che provengono da altri Paesi.

Ha l’impressione che la Napoli bene sia solo una piccola minoranza che non riesce ad emergere o una grande maggioranza che non si fa sentire nella lotta alla criminalità?

La Napoli bene è una buona parte della città che rappresenta tanta cultura e che si batte tutti i giorni per questi fenomeni di violenza. Ci vuole solamente la partecipazione attiva delle istituzioni per cambiare il territorio partenopeo.

Qual è il messaggio che si deve diffondere e vuole fare un appello al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in vista delle elezioni europee?

Sì: Salvini pensa solamente alla sua campagna elettorale e ai selfie mentre invece sappiamo che in tutta Italia c’è un problema urgente e serio: l’incessante proliferazione della criminalità organizzata. Quello che è capitato a me è un qualcosa di minore entità rispetto a ciò che succede ad altri cittadini tutti i giorni. Il problema dello Stato non sono i migranti ma in che modo dovrebbe sconfiggere la camorra.

Crede che la serie tv del momento, Gomorra, abbia scatenato un pericoloso effetto di emulazione nelle baby gang?

Purtroppo sì: a mio avviso è un discorso molto delicato. A me piace seguire questa serie tv anche perché il cinema nella sua storia ha sempre trattato queste tematiche se penso ai film italo-americani sui gangster e quindi sulla mafia italo-americana. Gomorra ci tocca in prima persona perché parla della nostra Napoli attuale e, ahimè, persiste, seppur in minima parte, l’idea di voler imitare i protagonisti di questa fiction. Vorrei che si facesse una serie tv sull’altra faccia di Napoli: raccontare quelle vite che subiscono sommessamente gli effetti della malavita. E il mio pensiero ora va a tutte le vittime innocenti uccise dalla camorra.

Secondo lei qual è il vero valore di Napoli e come la descriverebbe?

Napoli è una città particolare: ha mille facce ed è unica al mondo perché è capace di eccellere in tutti settori sia nel bene che nel male.

Alessio Bocchetti