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Lunedì 22 Luglio 2019




Raccolta alimentare per i poveri: la solidarietà scende in campo

colletta alimentare«La carità è la regina delle virtù. Come le perle sono tenute insieme dal filo, così le virtù dalla carità». Padre Pio, uno dei santi più amati del nostro tempo, soleva indicare con rara intelligenza argomentativa la somma importanza della carità che nella vita di ogni essere umano funge da collante su tutti gli altri sentimenti per la sua sconfinata nobiltà nel rivolgere continue attenzioni al prossimo.

Per capire meglio cos’è la carità e come si può metterla in pratica basta capire la valida ragione per cui settantadue volontari, giovani e anziani, delle parrocchie “Santissima Addolorata alla Stadera” (via Cupa Principe 38, Napoli), gestita da padre Antonio Di Franco, e “Maria Santissima delle Grazie al Purgatorio” (via Nazionale delle Puglie 14, Casoria), guidata da don Marcello Bello, hanno sostato sabato 30 marzo con gioia (con turni mattutini e pomeridiani) dinanzi all’ingresso di nove supermercati del loro territorio (Quarí, Maxipiù, Decò di via Arpino, Conad, Todis, Ruccutiello, Simply Market del Rione Luzzatti, Sigma, Decò di via Stadera) per la raccolta alimentare in occasione della “Settimana della carità” che si svolge nella quarta domenica di Quaresima (e nella terza domenica di Avvento). La finalità era raccogliere quanti più prodotti alimentari possibili, contando sulla magnanimità della gente che si apprestava a fare la spesa, da destinare a tutte quelle persone meno fortunate.

Tale iniziativa di solidarietà rientra nel progetto dell’Emporio della solidarietà, un’attività concreta di sostentamento nonché una realtà consolidata nel VI Decanato della Diocesi di Napoli, che ha avuto origine nel dicembre 2012 insieme con l’organismo no profit Goccia di rugiada dalla parrocchia “Maria Santissima delle Grazie al Purgatorio”. Per chi non lo sapesse l’Emporio della solidarietà è una specie di supermercato, sito in via Gioacchino Luigi Mellucci 52, la cui particolarità sta nel fatto che le classi sociali meno abbienti possono avere la libertà di scegliere i generi alimentari di prima necessità a seconda delle loro esigenze.

«Nell’attuale contesto – ha dichiarato don Marcello Bello, direttore responsabile dell’Associazione Goccia di rugiada Onlus – in cui sono le emozioni a guidare le azioni, organizzare una colletta alimentare che vede coinvolti volontari più e meno giovani diventa uno strumento efficace per educarsi ed educare alla carità. La scelta di donare il proprio tempo per chi è nel bisogno va oltre il tempo della raccolta e consente soprattutto ai più giovani di affacciarsi su un mondo, quello del volontariato, dove l’incrocio degli sguardi e la generosità dei gesti consegna loro uno spaccato di umanità bella che deve essere vissuta nella ferialità dei giorni con uno stile di prossimità che ci fa vicini gli uni agli altri».

L’Emporio della solidarietà, oltre a garantire ai più bisognosi i beni primari come il cibo, assicura non solo assistenza ma anche un avvenire in totale autonomia per queste persone. E proprio per questo motivo infatti che chi accede all’Emporio della solidarietà viene sempre prima preso in carico da un centro di ascolto parrocchiale (che si svolge regolarmente nelle parrocchie SS. Addolorata alla Stadera e Maria SS. delle Grazie al Purgatorio) che verifica l’esistenza di una condizione di disagio socio-economico. Il compito dei volontari è quindi quantificare il bisogno della persona attraverso tutti gli accertamenti del caso (come ad esempio il reddito familiare) e tramutarlo nel rilascio ai meno ingenti di una tessera a scalare con un sistema a punteggio dove il numero dei punti a disposizione corrisponde a quelli spendibili all’interno dell’Emporio della solidarietà per ritirare i prodotti che si trovano sugli scaffali. Tutto ciò costituisce un percorso di accompagnamento nonché di indirizzamento della famiglia verso la strada del recupero della propria autonomia.

Nella giornata di sabato scorso dai volontari dell’Addolorata alla Stadera sono stati raccolti un centinaio di chili di prodotti alimentari di qualsiasi tipo e tra questi c’erano anche degli omogeneizzati. «Tra tutti i benefattori mi colpiscono sempre quelli che donano di più pur avendo poco o niente in termini di disponibilità economiche. L’aiuto maggiore viene quindi sempre dal “basso” e non dall’”alto”. Comunque molte persone hanno donato in modo disinteressato e con grande amore». Così un soddisfatto Enzo Manna, responsabile della Caritas parrocchiale nonché diacono dell’Addolorata alla Stadera.

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Alessio Bocchetti