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Mercoledì 18 Settenbre 2019




Una nuova luce su Forcella con l'Altra Napoli Onlus

Forcella alla Luce del GiornoSe Napoli sta attraversando una nuova congiuntura culturale e sociale favorevole, se la città sembra attirare continuamente l’attenzione nazionale e internazionale sulle proprie potenzialità, se Napoli è diventata tra le mete più gettonate del turismo (in un decennio le presenze sono cresciute del 90%), questi risultati sono stati conseguiti grazie ad una serie di iniziative che avviano progetti di innovazione sociale, volti alla riqualificazione e quindi all’integrazione nel tessuto sociale dei quartieri critici della città.

Negli ultimi anni la mappa della città si è colorata di iniziative sociali che hanno cercato, attraverso un maggior coinvolgimento delle parti sociali (associazioni, fondazioni, comitati di quartieri, semplici cittadini) che con il supporto o meno delle istituzioni pubbliche, partecipano in modo più attivo alla vita pubblica con l’obiettivo di valorizzare il proprio territorio. San Giovanni a Teduccio, Scampia, ma anche Montesanto, Mater dei, Quartieri Spagnoli e la Sanità sono state il palcoscenico di azioni sociali ed educative per il ripristino di quei modelli di integrazione che riescono a portare benefici all’intera società. E proprio il rione Sanità, un rione che sembra non conoscere una tregua nella lunga guerra della criminalità organizzata, è stato il laboratorio dei progetti realizzati dalla associazione “L’Altra Napoli Onlus”, che in dodici anni di attività ha realizzato numerosi progetti per 5 milioni di euro che hanno coinvolto oltre 1000 giovani del quartiere.

Confortata dai risultati conseguiti con questa esperienza, l’associazione ha deciso di riproporre questa esperienza in un altro luogo simbolo del centro storico di Napoli, Forcella. Giovedì 21 marzo presso la libreria Feltrinelli di piazza dei Martiri – partner tecnico del progetto insieme a imprese bancarie, fondazioni enti di trasporto – Ernesto Albanese ha presentato “Forcella alla luce del giorno”, la nuova sfida dell’associazione di cui è presidente. Un quartiere “con un immenso patrimonio storico e sociale umano, su cui costruire un percorso di riscatto e sviluppo” per riprendere una parte delle sue dichiarazioni di Ernesto Albanese.

La rinascita del quartiere dovrebbe prendere il via dalla Casa di Vetro, una vetreria di 630 mq in via delle Zite (a pochi passi quindi dalla “forcella”, la biforcazione dell’antico Decumano inferiore con la via che portava verso Nola) dismessa da venti anni. La Casa di Vetro sarà quindi uno spazio polifunzionale e un centro di aggregazione per i bambini e le famiglie, che dovrebbe fronteggiare alla insufficienza di spazi pubblici di cui soffre il quartiere. “Forcella alla luce del giorno” – questo è il nome del progetto – non si risolverà solo nella riqualificazione urbana: in un arco temporale di setti anni, dal 2019 al 2025, e ancora con un investimento di 5 milioni di euro, l’iniziativa prevede infatti attività di recupero di ragazzi provenienti da contesti sociali disagiati, come la creazione di una Piccola Orchestra di Forcella, sfruttando i benefici che offre il modello dell’educazione musicale, e la creazione di lavoro attraverso imprese sociali che creano posti di lavoro e valorizzano il territorio con la costituzione di cooperative per lo sviluppo turistico dell’area archeologica di Carminiello ai Mannesi o della Chiesa della Compagnia della Disciplina della Santa Croce. A potenziare le opportunità lavorative offerte dal progetto, in un territorio rionale in cui si raggiunge un tasso di disoccupazione vicino al 70%, saranno il Laboratorio di restauro e artigianato avviato nella Chiesa di Sant’Agrippino e la Scuola dei Mestieri.

In tempi in cui la risposta dello Stato alle normali richieste di sicurezza da parte della cittadinanza si risolve solo con un inasprimento della violenza pubblica, devono essere salutate con favore queste iniziative che contrastano la devianza sociale con lo sviluppo urbano e il lavoro, ripristinando quindi il circolo sociale virtuoso che porta alla valorizzazione del territorio e al riscatto sociale della sua comunità.

Chiara Reale