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Mercoledì 19 Gennaio 2022




Sanità regionale, il movimento precari chiede l’applicazione della normativa

sanita 3Periodo di attesa per i numerosi precari che lavorano nel sistema sanitario regionale. La Regione Campania non ha ancora recepito la circola Madia per il piano di stabilizzazione dei dipendenti che concorrono al mantenimento dei LEA, livelli essenziali di assistenza.

«Si susseguono ormai con una certa regolarità le dichiarazioni del Presidente De Luca riguardo la seconda fase del processo di stabilizzazione. Il Presidente non perde occasione per ribadire che è sua ferma volontà non lasciare a casa nessun precario del sistema sanitario regionale, fondamentale al mantenimento dei LEA nel decennio buio della sanità campana. A queste dichiarazioni, però, attualmente non ha fatto seguito alcun atto ufficiale che desse veramente il via al processo. Al contrario, da parte delle Istituzioni c’è un continuo richiamo a normative e procedure ormai obsolete che lasciano non pochi dubbi in chi ormai è stanco di aspettare e in chi si occupa da un punto di vista giuridico della questione». È la denuncia del MoPass, Movimento Regionale Precari Atipici e Subordinati Sanità Campania.

Il coordinamento sottolinea che «la circolare n° 3/2017 ha apportato sostanziali novità alla normativa che regola il processo di stabilizzazione, svincolando l’attuazione del processo stesso dal fabbisogno e dalle piante organiche, e fissando le modalità di stabilizzazione non solo per il comparto ma anche per la dirigenza del SSN. Ciò sarà reso ancora più forte dall’approvazione di un emendamento alla Legge di Stabilità che avverrà con quasi certezza in questi giorni».

Il MoPASS esprime, dunque, il proprio disappunto dinanzi «a tale deludente comportamento delle istituzioni e all’inspiegabile mancato riferimento alla nuova e fondamentale normativa in materia di stabilizzazione”. «Tutto ciò – scrivono in una nota - mentre in altre regioni si procede in modo determinato e continuo all’avvio ed in taluni casi, come nel Lazio, alla conclusione delle procedure».

«Ci si chiede perché, se esiste una normativa forte e precisa, per applicarla non si deve più aspettare determinazione ed approvazione del fabbisogno, se nel resto d’Italia si è provveduto e si continua a provvedere in tal senso. In Campania si continua, invece, solo con promesse» dicono i precari. «Viene da sé il ragionevole dubbio che in Campania, al di là di proclami e promesse, non ci sarebbe la volontà ad avviare le procedure, visto che l’unica discriminante che da la legge è la possibilità di applicarla». La Legge, infatti, non è vincolante. «I lavoratori precari non ci stanno e metteranno in atto ogni tipo di iniziativa atta a vedere riconosciuta la loro dignità personale e professionale. Ci sarà un inverno bollente perché non si può arrivare al primo trimestre del 2018 senza una chiara e definitiva soluzione del problema precariato e continuare semplicemente ad avere fede così come è stato risposto dal Presidente De Luca ad una precaria sessantenne del Santobono».