“La gatta mammona”, storia di una trans

La gatta mammonaLa prima trans italiana convolata a nozze con un uomo, Alessia Cinquegrana, è la protagonista, insieme all’attore Gianfranco Gallo, del cortometraggio di Paolo Cipolletta, “La gatta mammona”.

 L’opera prima del regista partenopeo racconta la storia di Moncherì (Alessia Cinquegrana), una transessuale che per sbarcare il lunario si prostituisce: la sua vita e le storie degli uomini che la frequentano vengono visti attraverso una prospettiva particolare, quella della sua gatta, che tutto osserva e ascolta. Tra i suoi clienti c’è un commissario di Polizia (Gianfranco Gallo), ma ci sono anche uno studente e una donna sposata.

 “Quando ho letto la sceneggiatura ho deciso che avrei trovato il tempo di girarla. Mi interessavano l'argomento, la psicologia dei personaggi e la possibilità di dare vita e volto ad una contraddizione, una di quelle con le quali siamo costretti a convivere. L'essere umano si destreggia tra quel che è e quel che gli chiedono di essere, l'affermazione è antica i riferimenti pirandelliani obbligatori, ma in quest'occasione mi si dava la chance di interpretarla e modernizzarla, di farla mia attraverso lo script del corto. Noi attori abbiamo il dovere, quando intravediamo del talent, di dare fiducia ai giovani. In questo caso Paolo Cipolletta ha ripagato la fiducia. Spero che non si avvilisca per la difficoltà di portare avanti le sue idee in un mondo difficile come quello del cinema”, spiega l’attore Gianfranco Gallo che sarà anche in Gomorra 3 (dal 17 novembre su SKY).

 “Paolo Cipolletta con la sua sceneggiatura è riuscito a toccare le corde del mio cuore. Nel personaggio che interpreto ho intravisto gran parte della storia di vita di noi trans e molti aspetti caratteriali che mi appartengono.  Ma La gatta mammona non è un docu-film sulla mia vita e questo rappresenta un ulteriore opportunità per me. Per la prima volta mi è stata data la possibilità di misurarmi nel ruolo di attrice e quindi essere giudicata per quello che faccio e non per quello che sono. Ringrazio Gianfranco Gallo che con la sua professionalità ed umanità mi ha dato tanto sul set. Girare questo film è stata una dell’esperienze più emozionanti della mia vita, ricordo ancora il pianto dell’ultimo ciak”, dice Alessia Cinquegrana, al suo debutto nel cinema.

“In questo cortometraggio risiede un’idea inquieta – spiega il regista - squarciare l’occhio dello spettatore, anche attraverso immagini crude e violente per aprirgli la mente oltre le convenzioni sociali e le regole imposte dal vivere civile. E lo si fa, travalicando il limite del conscio e ponendolo dinanzi a quella oscurità recondita di pulsioni che smuovono l’agire umano, per consentirgli la ricerca della verità. Oltre a Moncherì, il filo rosso del film resta l’inconscio nella sua continua relazione col vivere individuale e con la sua critica alle maschere dietro cui si celano i protagonisti”. 

Un notevole supporto al cast lo ha fornito l’Associazione Transessuale Napoli. Tra gli attori, infatti, vi è un cameo della vicepresidente dell’ATN, Loredana Rossi che ha sottolineato: “L'idea di fondo del film è quella di guardare il mondo da una prospettiva diversa, dal basso, dalla parte di chi non ha paura di tentare di vivere. Finalmente le maschere cadono e noi assistiamo allo spettacolo al di là delle apparenze”.

Il cortometraggio verrà presentato al mercato internazionale del Festival Clermont Ferrand (primo festival al mondo dei corti) e allo short film market del Festival di Torino.