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Giovedì 19 Settenbre 2019




La rinascita di Fabio Pisacane

fabio pisacaneIl calcio non è solo il conseguimento di un risultato sportivo ma è anche arte, risalita, rinascita o può rappresentare il ritratto di un riscatto sociale.

E’ emblematica la storia di Fabio Pisacane, difensore del Cagliari, che qualche giorno fa ha esordito in Serie A contro l’Atalanta. Fin qui nulla di trascendentale se non fosse che il giocatore napoletano arriva alla massima divisione a 30 anni, dopo aver sconfitto una grave patologia neurologica e dopo aver denunciato un tentativo di combine.

A 14 anni Fabio giocava nel vivaio del Genoa ed un giorno si è risvegliato paralizzato alle braccia che non riusciva a muoverle. La diagnosi fu spietata: si trattava della sindrome di Guillain-Barré, una patologia che si manifesta con una paralisi progressiva agli arti e che abbatte il tono muscolare. La malattia è una di quelle rare che va affrontata con estremo coraggio e Fabio lo sa in cuor suo.

I genitori di Fabio sono giustamente allarmati e contattano i migliori luminari nel campo medico. Fabio non si da per vinto e accetta di lottare come un leone in una gabbia. I medici, infatti, gli avevano detto che non avrebbe più giocato a calcio.

Il ragazzo comincia gradualmente a riprendersi e torna sul terreno di gioco nella stagione 2005 sempre con la maglia del Genoa. Negli anni successivi gioca con diverse squadre: Ravenna, Cremonese, Lanciano, Ancona e nel 2010 nel Lumezzane dove fa intravedere al mondo intero una delle doti meno cercate dai calciatori, la lealtà.

Nel 2011 infatti il direttore sportivo del Ravenna gli offre 50.000 euro per far vincere la squadra romagnola contro il Lumezzane. Il calciatore rifiuta categoricamente e per di più trova il coraggio di denunciare l’accaduto: il direttore viene arrestato e inibito per cinque anni.

Fabio Pisacane insieme a Simone Farina viene nominato da Joseph Blatter ambasciatore Uefa e la città di Terni gli riconosce il Thyrus d’Oro, il riconoscimento alla lealtà sportiva. Nel frattempo Cesare Prandelli lo contatta per il raduno della Nazionale Italiana in vista degli Europei 2012.

Dopo questi avvenimenti la sua carriera prende una piega inaspettatamente positiva. Infatti, diventa il beniamino dei tifosi del Ternana con cui conquista una promozione in B.Successivamente passa all’Avellino e sfiora per due anni consecutivi i Play-Off.

Nel 2015 arriva la chiamata del Cagliari e con la squadra isolana conquista il palcoscenico della Serie A, con cui esordisce nella vittoria al Sant’Elia contro l’Atalanta con un perentorio 3-0. Dopo la partita, i riflettori sono puntati solo su di lui, su un ragazzo che con la sua testimonianza di vita e con il suo attaccamento alla vita può essere un esempio per i giovani a non mollare mai.

Alessio Bocchetti