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Martedì 23 Luglio 2019




La storia di Ruweida

La Udi di Napoli chiede risposte dalle istituzioni e dalla società civile 

violenza sulle donne 2Riceviamo e pubblichiamo un comunicato della UDI (Unione Donne in Italia) di Napoli sulla questione della giovane somala Ruweida, attualmente rifugiata in Arabia Saudita, per fuggire dal matrimonio coatto e l’infibulazione.

“Abbiamo firmato insieme il documento a sostegno di Ruweida e insieme oggi siamo sconcertate dal silenzio che la società civile mantiene su un evidente caso di minaccia verso una giovane donna e di evidente lesione dei suoi diritti personali e civili, stabiliti dalle convenzioni internazionali.

Noi crediamo che sia venuto il momento di mostrare apertamente la volontà di stabilire le alleanze offerte, ripetutamente, sul contrasto al femminicidio e alle violenze sulle donne. Nel caso di questa non ancora sedicenne, minacciata dall’esecuzione di pratiche orribili, si deve progettare concretamente l’accoglienza che tutti dicono di voler realizzare.

Nominalmente il diritto di Ruweida viene riconosciuto come principio, ma non è esigibile: per motivi culturali e forse per un tacito patto tra Stati. I corridoi umanitari, il diritto d’asilo sono misurati anche sul dramma che martirizza migliaia di donne? La risposta non semplice riguarda ancora purtroppo solo le istituzioni.

Noi pronte a trasgredire, a sostenere la fuga e affermarla come diritto, crediamo che sia venuta l’ora di nuovi passi verso la globalità dei diritti: un’ora che ogni singolo Stato deve autonomamente avvertire, dopo aver stipulato patti che non possono più giacere sulla carta. Cominciando proprio dalla storia di Ruweida.”

Il comunicato è firmato, oltre che dall’UDI di Napoli, anche da ISKAFIRI, Arcidonna di Napoli Onlus, Associazione Salute Donna, Le Kassandre, Associazione Fermaletuemani, Iroko Onlus, Resistenza Femminista, SNOQ Napoli.