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Lunedì 27 Settenbre 2021




Il Medico di Famiglia come specialista. La proposta dell’AMI allinea l’Italia al resto d’Europa

AMILa recente pandemia da Covid-19 è stata a tutti gli effetti un acceleratore di cambiamenti, confermando l’urgenza di un’evoluzione dell’assistenza territoriale attraverso la creazione di equipe multidisciplinari ed una maggiore integrazione fra servizi territoriali e comunità.

La figura del “medico di famiglia” ha manifestato in questo periodo di crisi sanitaria il ruolo centrale che ha sempre avuto nella salvaguardia della salute degli italiani: una funzione di primo soccorso, di sistematica assistenza e di coordinamento. Ed è per questo che l’Associazione Italiana Medici lancia la proposta di costituzione di un vero e proprio corso di formazione per Medici Generici. “La proposta della Scuola di Specializzazione in Medicina Generale, di Comunità e Cure Primarie (SSMGCCP), è la naturale evoluzione della formazione specifica in medicina generale. E andrebbe in questa direzione: avvicinare finalmente la Medicina Generale a tutti gli altri attori delle Cure Primarie” dichiara l’Associazione” dichiara l’AMI.

Alcuni emendamenti presentati alla Camera dei Deputati hanno acceso un pubblico dibattito. In particolare, gli emendamenti che mirano ad istituire un percorso di formazione specialistica per la medicina generale, allineando l‘Italia al resto d’Europa. 

MEDICO DI FAMIGLIA

“L’emendamento prevede che la Scuola di specializzazione in Medicina delle Comunità e Cure Primarie, della durata di 4 anni e già attiva in 5 sedi universitarie, venga ridenominata in Scuola di specializzazione in Medicina Generale, di Comunità e Cure Primarie e riconosciuta quale formazione specifica di medicina generale, consentendo ai futuri diplomati specialisti di poter esercitare anche la professione di medico di medicina generale” specifica l’Associazione.

All’interno di una rete formativa integrata fra Università e Sistema Sanitario Nazionale, gli specializzandi hanno accesso all’acquisizione di  competenze previste frequentando gli ambulatori territoriali dei medici generici e dei pediatri di libera scelta, nonché centri di cure primarie, Hospice, ospedali di comunità. Lo specialista acquisisce anche specifiche competenze ed esperienze negli interventi di promozione della salute e prevenzione, e un approccio comunitario alle malattie (acute e croniche) e di presa in carico globale in tutte le fasi della malattia comprese le terminali.

Il valore aggiunto di un percorso specialistico di MGCCP è rappresentato, dunque, dall’esercitare la medicina generale con un ampliato bagaglio culturale e di competenze, che include anche l’orientamento alla comunità, l’esercizio delle cure palliative (possibilità al momento preclusa a chi è in possesso del solo diploma di FSMG), nonché l’accesso all’organizzazione dei servizi sanitari di base. Un passo importante verso la ridefinizione del medico di Famiglia.

Non un medico di “serie B” ma un professionista di alto profilo in prima linea per la cura della collettività.

Chiara Reale

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