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Giovedì 2 Dicembre 2021




Lucia, donna nonostante tutto

La forza di ribellarsi alla paura

violenza donneLa storie che raccontiamo oggi è la storia di una donna. Ha a che fare con la violenza su di lei, ma il fulcro non sono le vessazioni cui è stata sottoposta: è la sua resistenza, la forza, la fede e la speranza che le ha consentito di vivere e di andare avanti.

La storia di Lucia è quella di chi poteva arrendersi, ma non l’ha fatto. Nata in provincia, da una famiglia tranquilla, sposa, giovanissima e ancora inesperta, un uomo affiliato ad un clan camorristico. Un uomo sicuro di sé, forte, protettivo che le pare darle tutto ciò che ha sognato nella vita. Eppure, la loro relazione, sin dall’inizio, si presenta problematica. Lui impone alla fidanzata prima, e alla moglie dopo, la sua volontà e se nei primi tempi lo fa con le lusinghe e le promesse, mano a mano che il rapporto va avanti lui usa il terrore, il ricatto, le violenze fisiche e psicologiche come arma per ottenere tutto ciò che vuole. Quando Lucia diventa madre le cose peggiorano: se fino a quel momento le era parso di avere comunque una possibilità di interrompere la relazione una volta scoperto il carattere del compagno, ora non sa più come fare. Nonostante questo, un giorno decide di provarci: Lucia scappa di casa con la sua bambina, ma viene bloccata in strada. L’uomo che ha sposato le strappa la figlia dalle braccia e la minaccia con la pistola: “Se non vuoi rischiare – le dice – torna a casa” . Lucia torna. Lucia cerca di andare avanti. Lucia finge di non sentire le minacce. Lucia sopporta anche l’abuso sessuale, i rapporti promiscui con una donna di cui si è infatuato, il sopruso continuo, il tradimento non solo dei suoi sentimenti, del vincolo matrimoniale, ma quello della sua dignità umana. E questo perché ogni volta che Lucia tenta di ribellarsi le conseguenze sono atroci non solo per lei, ma per sua figlia, come quando dopo un litigio, lui prende la bambina e tenendola per le braccia, la sporge dal balcone minacciando di lasciarla cadere.

Solo quando Lucia scopre che sua figlia è stata costretta a vedere il padre masturbarsi, capisce che sarà destinata ad una vita di violenze proprio come lei: in quel momento, quando vede il copione ripetersi, decide di non avere più paura. È giunto, per lei, il momento di guardare in faccia la realtà e di affrontarne le conseguenze. Tutte le conseguenze, nonostante tutto.

Perché Lucia, coraggiosa e determinata, non deve vincere solo il suo timore, ma anche i “consigli” dei suoi stessi familiari, terrorizzati dal contesto camorristico. Deve vincere chi le intima di risolvere la cosa tra le mura di casa. Deve vincere il silenzio.

Si rivolge, così, ad un Centro Antiviolenza. In quel momento suo marito è agli arresti domiciliari, ma ormai lei è convinta che così non può andare avanti: Lucia ne ha abbastanza. Abbastanza delle mortificazioni, abbastanza della paura, abbastanza del lavare “i panni sporchi” in famiglia. Il suo è un percorso lungo e tenace per uscire dalla violenza e dall’omertà, fatto con il supporto di operatori e servizi, ma è soprattutto la storia di una donna che ritrova la libertà, la capacità di scelta, la forza di offrirsi come modello positivo per sua figlia e per  le altre donne.

Raffaella R. Ferré

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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