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Lunedì 17 Gennaio 2022




La manovra taglia gli insegnanti di sostegno, “In Campania classi ghetto per i bimbi disabili”

bimbi-disabili-protesta“Escludere i disabili dalla scuola significa escluderli dalla vita”: sarà questo lo slogan della manifestazione di protesta organizzata da “Tutti a Scuola” a piazza Montecitorio a Roma, mercoledì 14 settembre. Tony Nocchetti, presidente dell’associazione che è nata per difendere i diritti degli alunni disabili napoletani e campani, e divenuta nel tempo un soggetto nazionale riconosciuto, spiega le ragioni della protesta. “In un Paese che offre davvero poche opportunità ai portatori di handicap la scuola rimane, seppur tra mille difficoltà, l’unico spazio di inclusione. Nella finanziaria, però, anche questa garanzia viene minata, si rischia di creare vere e proprie classi ghetto”.

Cosa prevede la manovra per gli alunni disabili?

“Ci sono tre pagine dedicate alla scuola, tre pagine che penalizzano come mai accaduto prima i ragazzi disabili. Il ministro Tremonti prevede di rimodulare il numero di insegnanti di sostegno, e per farlo scrive chiaramente che si può derogare dai limiti imposti per legge al numero di disabili per classe. Un provvedimento assolutamente anticostituzionale. Si formeranno classi con almeno tre alunni disabili, e chi ha esperienza della scuola sa bene che in condizioni così diventa impossibile lavorare”.

Serviranno degli insegnanti preparatissimi?

“E invece per effetto incrociato dei tagli della Gelmini e delle scelte di Tremonti gli alunni disabili non potranno contare neppure su insegnanti all’altezza. Loro malgrado. Infatti si è deciso che saranno convertiti al sostegno gli insegnanti di ruolo in esubero. Così ci troveremmo ad avere docenti di lingue, lettere o latino, probabilmente demotivati, a far fronte a situazioni che richiederebbero competenze e preparazione specifiche. Piuttosto noi chiederemmo che chi sceglie di fare il sostegno sia obbligato a svolgerlo per un certo numero di anni. Così da avere insegnanti con esperienza e realmente motivati”. 

Cosa farete per opporvi?

“Contiamo in una mobilitazione ampia, politica e sociale. Ripeto: si tratta di misure anticostituzionali Il ministro abbia il coraggio di dire che queste misure hanno il solo scopo di fare cassa, nulla a che fare con l’efficienza. I genitori, dinanzi l'ipotesi di vedere svanire la possibilità di qualsiasi piano educativo personalizzato per il proprio figlio, e davanti il fiorire di vere e proprie classi differenziali, in cui gli alunni disabili saranno abbandonati, ricorreranno in massa ai Tar regionali, per vedere riconosciuti quei diritti, che gli vengono negati”.

In questo quadro qual è la situazione in Campania?

“In regione ci sono circa 21mila alunni disabili, più della metà nella sola Napoli. Con i nostri ricorsi al Tar per vederci riconosciuti il diritto sacrosanto al sostegno siamo riusciti negli anni a ottenere, come prevede la legge, un docente di sostegno per ogni due alunni disabili. Questa conquista ora rischia di essere annullata. I limiti imposti dalla finanziaria potrebbero non consentire ai provveditorati di procedere alla nomina degli incarichi annuali da affiancare a chi è di ruolo. E pensate che i quattromila docenti annuali, che avevamo l’anno scorso, costituiscono, il 40 per cento circa del fabbisogno sul sostegno”.

Luca Romano

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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