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Giovedì 18 Luglio 2019




Casa della Socialità

Da Scampia un modello di sviluppo in Rosa

casa della socialitaCentoventi future imprenditrici in stage, circa 100 aziende di Napoli e Provincia coinvolte, 60 progetti in marcia, oltre 800 donne accolte e orientate, 15 start up che hanno chiesto di consolidare la posizione sul mercato: è il primo bilancio della Casa della Socialità, progetto pilota  inserito nel Programma Donne per lo Sviluppo Urbano.

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Il progetto innovativo dell’Assessorato al Lavoro e alle Attività Produttive del Comune di Napoli è realizzato da Theorema (ente capofila) con il gruppo di imprese sociali Gesco, PMI Consulting, CIDIS Onlus e L’APE-Agenzia per la promozione della cooperazione sociale.

Il progetto è attivo da sei mesi a Scampia nella Casa della Socialità, una bella struttura comunale in via Don Pino Puglisi 38, nel Rione don Guanella, e compreso nel più ampio quadro di Donne e Welfare articolato sulla base del protocollo tra Comune e Regione Campania sulla programmazione dei Fondi Strutturali 2007-2013 "Donne e Sviluppo Urbano".  Il progetto prevede l’integrazione tra un'azione di sviluppo di competenze professionali e un'azione di consulenza individuale e di gruppo per la creazione d’impresa. L'idea è semplice: là dove il lavoro non c'è sono le donne a crearselo partendo proprio dalle loro passioni e competenze.
Sette sono stati i percorsi aperti a donne italiane e straniere partiti già lo scorso autunno nei laboratori di via Don Puglisi: pasticceria, sartoria, giardinaggio, ceramica, servizi per il turismo, progettazione grafica 3D, gestione d'impresa. "La Casa della Socialità sta offrendo a tante donne la possibilità di esprimere le proprie capacità partendo da quei mestieri di autentica tradizione napoletana, che valorizzano l'appartenenza alla città. Fondamentale è stata la partecipazione di donne di tutte le età, da giovani donne alla prima esperienza di lavoro, a donne cinquantenni che avevano perso il lavoro a casalinghe che hanno scelto di mettersi in gioco per la prima volta a partire dalle loro passioni. E la collaborazione e il confronto tra donne di diverse generazioni e di diverse municipalità è stato arricchente per tutte. La speranza è quella di raggiungere lo sviluppo economico e sociale attraverso l'imprenditoria", chiarisce Maria Grazia Blasio, dirigente del Servizio Mercato del Lavoro, Ricerca e Sviluppo.

Le corsiste. Nonostante per 5 dei 7 corsi fosse sufficiente il titolo di scuola media inferiore ai fini dell’accesso, ben il 57% delle corsiste è in possesso di un titolo di scuola media superiore o qualifica professionale, mentre il 24% è in possesso di titolo di laurea. Il 43% delle corsiste ha meno di 30 anni, il 23% meno di 40 anni, il 20% meno di 50 anni e il 13% oltre 50 anni, si tratta quindi di una composizione eterogenea per quanto sbilanciata verso le più giovani.
Il 60% delle corsiste è residente nella VII o VIII municipalità di Napoli, da rilevare anche che tutte le municipalità, ad eccezione della I, sono rappresentate, tra queste spicca la III municipalità che conta il 17% delle corsiste. Le corsiste straniere sono solo 3, è da considerare che solo 11 delle 19 candidate straniere ammesse alle selezioni hanno poi effettivamente sostenuto le prove.

Le idee imprenditoriali. Attualmente le 120 donne protagoniste dell'intensa attività formativa e di progettazione d’impresa sono approdate nelle numerose aziende che ospitano lo stage portando in dote agli imprenditori - mentori le loro idee e il loro entusiasmo. Nella prima fase del progetto sono stati organizzati i pitch per la presentazione delle migliori idee, già strutturate come progetti sostenibili da posizionare sul mercato tra le quali: un farmer market che raccolga le produzioni in eccedenza dei piccoli agricoltori della zona, una sartoria per linee morbide, passando ai servizi alla persona (come gli asili, una agenzia infermieristica e un servizio di mediazione culturale per stranieri)  fino al turismo con il lancio di itinerari originali, catering bio,  ristoranti  'familiari' ed eco-servizi di addobbi  con fiori non recisi. 
Molte donne si sono già costituite in piccoli gruppi dall'identità chiara, come "C.L.A.N." che propone itinerari turistici esperienziali-teatrali o "I fuochi della terra" laboratorio di ceramica che capovolge in positivo il binomio "terra dei fuochi". L'idea di queste donne, una più entusiasta dell'altra, è quella di restituire a territori svuotati di senso, nuova linfa vitale, di creare vita e opportunità di sviluppo per se e per l'intera comunità. "Sono venuta ad abitare a Scampia ed è qui che immagino il mio futuro. Voglio creare una pasticceria in cui tradizione e innovazione si incontrino: partendo dalle ricette dei dolci napoletani voglio modificarli con l'aggiunta di spezie. L'idea è frutto del mio amore per i viaggi e della mia formazione in Scienze Politiche", raccontaAnnamaria Beninati, corsista del laboratorio di pasticceria. "Da amiche siamo diventate partner imprenditoriali- spiega la responsabile del progetto Irene Carpinelli- Intorno alla Casa della Socialità si sta costruendo una comunità a Scampia. Il nostro motto è: Se vuoi andare veloce vai da sola, se vuoi andare lontano vai  con le altre".

La formazione. Intanto nella sede di Scampia continuano le numerose attività di Socializzazione Produttiva dove le donne condividono la partecipazione ai Laboratori di Idea Generation e di creazione d’impresa, ai Workshop sull’innovazione imprenditoriale (Crowdfounding, Sharing Economy) alle sessioni di Orientamento alle opportunità per le start-up, ai gruppi di empowerment personale e imprenditoriale, ai seminari di divulgazione della storia e la cultura di impresa delle donne, ai corsi di sviluppo di alcune competenze chiave per il lavoro nel mercato (microlingua inglese, informatica) o su tecniche specialistiche (es. barmaid, porcellana di Capodimonte, pasticceria interculturale), alle performance della Banca dei Saperi delle donne, agli eventi per il dialogo interculturale e generazionale. Il progetto che vede le donne coinvolte 4 giorni la settimana full time è conciliabile con la vita familiare poiché nella stessa struttura un attivo il baby parking attivo durante tutte le ore di formazione, mentre la Ludoteca interculturale riservata a bambini dai 6 ai 10 anni è aperta tutti i pomeriggi al quartiere con attività di gioco e laboratori educativi.

Supporto ad aziende già esistenti. Presso la Casa inoltre è stato offerto un percorso di consolidamento anche a giovani imprese a prevalenza femminile con consulenti esperti su aspetti finanziari, di marketing e di business.  Ha partecipato alla formazione anche Tiziana Grassi dello storico "Ospedale delle Bambole" che racconta: "Con la crisi, anche l'Ospedale della bambole si trova in difficoltà, nonostante siamo riconosciuti a livello internazionale come un punto di interesse della città, per sopravvivere dobbiamo rinnovarci, magari mettendoci in rete con le corsiste che stanno creando percorsi turistici per Napoli. A Casa della Socialità non solo ho trovato un incredibile supporto tecnico, ma anche l'energia di tante nuove idee che mi ha entusiasmato. E' proprio la sinergia tra donne diverse e competenze diverse ad essere la chiave giusta per lo sviluppo".

Il futuro di casa della Socialità. La durata del progetto è di circa un anno, ma l'obiettivo, progressivamente condiviso con un ampio network di soggetti rilevanti, è fare della Casa della Socialità di Scampia una infrastruttura sociale per lo sviluppo locale permanente, che possa divenire punto di riferimento anche per le altre municipalità, un luogo delle donne dove  talenti, mestieri, professioni, attività autonome e imprese si rafforzino reciprocamente con l'aiuto di imprenditrici-mentori, e di originali connessioni con il mondo economico e produttivo, innescando processi di  radicale cambiamento nella qualità della vita quotidiana di tutti  attraverso  le idee e le iniziative delle donne. In questo senso sta già lavorando l'amministrazione comunale. "Questa incredibile energia messa in campo dalle donne che si respira entrando a Casa della Socialità, sarà la benzina che permetterà al progetto di marciare- conferma Enrico Panini, assessore al Lavoro e alle Attività Produttive del Comune di Napoli- . E' la progettualità ed il mettersi in campo insieme che fa la differenza. Sono convinto del valore delle donne nella costruzione e nello sviluppo delle città metropolitane. Non è vero che siamo tutti uguali e tutti depressi, e la capacità delle donne di fare più cose contemporaneamente lo dimostra. Sicuramente sarà importante chiedere ai politici che si presentano alle elezioni di promuovere esperienze simili e di garantire tutti i servizi di supporto all'imprenditoria femminile e alla conciliazione tra lavoro e famiglia. Da parte del Comune c'è tutta la volontà di proseguire il progetto e stiamo ragionando in questo senso insieme alla Regione Campania, per garantire questa opportunità ad altre donne".

Info: www.casadellasocialita.it   

Alessandra del Giudice

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