| SEGUICI SU seguici su Facebook seguici su Twitter youtube
venerdì 22 Marzo 2019




Il paradosso Martuscelli

Lo storico istituto per ciechi allo sfascio: dipendenti non pagati da mesi

martuscelli protestaVentimila metri quadri coperti in gran parte inutilizzati, un patrimonio immobiliare stimato 50 milioni di euro, eppure l'istituto Domenico Martuscelli, unico nel Meridione nella formazione di ciechi e ipovedenti dall'infanzia all'età adulta, è a rischio chiusura.

Fotogallery

Il deficit è di 6 milioni di euro, 44 sono i dipendenti non pagati da dicembre e 27 giovani e 2 anziane ciechi e ipovedenti sono in trepidazione. La denuncia parte dall'associazione "Tutti a scuola", che si occupa del diritto all'istruzione dei giovani disabili, capitanata dal medico Toni Nocchetti, che afferma senza mezzi termini: "Oggi posso dire di aver compreso quanto l’abbraccio tra la politica e gli organi di gestione (Consiglio di amministrazione dell’istituto) e di controllo (Ufficio Scolastico Regionale) abbiano distrutto una “storia” che meritava rispetto". Per protestare questa mattina, 14 aprile, sono scesi in Corso Europa, al Vomero dinnanzi allo storico istituto operatori, famiglie e ragazzi che hanno distribuito ai passanti volantini di denuncia della mala gestione marcata nero su bianco: "tutto questo accade grazie all'indifferenza delle istituzioni rappresentate nel Consiglio che gestisce l'Istituto; l'Unione Italiana Ciechi dal presidente del Cda Piscitelli, il Comune di Napoli dal vicepresidente D'Alessandro, la Provincia di Napoli dal Consigliere Ciniglio; i Benefattori dal Consigliere Caselli".Una gestione complessa. L’istituto “ Domenico Martuscelli” già “Principe di Napoli”, fondato da Domenico Martuscelli ed eretto in Ente Morale con R.D. 9/11/1885, è istituto d’istruzione e di assistenza per i ciechi avendo conservato tali fini ai sensi e per gli effetti del R.D. 16 agosto 1926 n. 1780, ed  è sottoposto alla vigilanza del Ministero della Pubblica Istruzione: rientra nella categoria dei c.d. enti strumentali attraverso il quale lo Stato persegue gli scopi istituzionali dell’educazione e dell’istruzione che gli sono propri. Base dell’ approccio  educativo – assistenziale attuato dal Martuscelli è la tiflopedagogia, ovvero l’educazione speciale rivolta ai non vedenti rivolta ad alunni dalla scuola materna al Conservatorio e all’Università principalmente appartenenti alla Provincia di Napoli. Per perseguire questi scopi, l’Ente ha  sviluppato sul territorio una fitta rete di collaborazione con scuole di ogni ordine e grado,  con facoltà universitarie e con enti e strutture sociali preposte. 

La situazione debitoria dell’Ente è sicuramente dovuta a molteplici fattori e fra questi il più determinante è stata il non favorire il cambiamento; il Martuscelli è pressoché l’unico istituto per ciechi esistente  in Italia a non aver mutato il suo assetto giuridico e ad aver ampliato il proprio campo di attività.  Negli anni per proseguire nelle attività si è attinto al patrimonio immobiliare che il Consiglio di amministrazione aveva facoltà di vendere autonomamente in base al Parere del Consiglio di Stato n.185/97, ma pur non avendo mai ricevuto alcun rilievo, fino a novembre 2014, da parte dell’USR per i Bilanci pareggiati con le entrate straordinarie derivanti da vendite che sono state bloccate dal Miur che ha rifiutato di redigere il bilancio. Il disavanzo complessivo al al 31/12/2013 era pari ad €  6.333.156,11  considerando in questa somma l’intera massa dei debiti, mentre sempre nel consuntivo 2013 il solo patrimonio immobiliare era valutato per oltre 50 milioni di euro, fra cui la sede al Vomero, con una stima da rivalutare perché ferma da oltre un decennio.
Inoltre le rette del convitto e del semiconvitto finanziate tramite convenzioni con le Province di appartenenza con il confluire delle Province in Città Metropolitane a fine 2014 sono state ridotte di quasi due terzi e in alcuni casi interrotte. Nell'istituto è inoltre, attiva una casa protetta per cieche anziane sottoutilizzata, nonché un centro di riabilitazione per ciechi pluriminorati unico nel sud Italia specializzato in ortottica chiuso nel 2009 per i mancati pagamenti dell’ASL Na 1.

I dipendenti. "Ad oggi noi  44- scrivono i dipendenti in una lettera di denuncia- non veniamo  pagati ma continuiamo ad accogliere  sempre con il sorriso sulle labbra e l’usuale senso di responsabilità le anziane e i bambini ciechi e pluriminorati  che le famiglie ci affidano,  ma di cui  la Città metropolitana- tenuta per legge -  stenta a farsi carico. Probabilmente, ora come ora  i dipendenti più che una risorsa vengono vissuti come un ostacolo allo sfruttamento del patrimonio dell’Ente, in primis la prestigiosa sede vomerese; altrimenti non si spiega l’incomprensibile indifferenza con cui istituzioni, enti preposti , unioni di categoria guardano alla morte di quello che un tempo fu una delle  più prestigiose istituzioni napoletane". "Oltre ai ciechi e agli ipovedenti, abbiamo in cura anche bambini pluriminorati che i genitori non riescono a gestire da soli e noi qui forniamo servizi essenziali. E' impensabile abbandonarli a se stessi", sottolinea Gilda Sportelli, operatrice nell'Istituto da 15 anni.

I giovani e i genitori. Amareggiata la mamma di Kevin adolescente che frequenta l'istituto fin dall'infanzia che chiede: "Chi controlla il controllore? Negli anni le attività sono state drasticamente ridotte, è evidente una volontà precisa di far chiudere il Martuscelli e utilizzarlo ad altri scopi, mentre i ragazzi con disabilità non interessano a nessuno poiché non ci si può arricchire".  Ma oltre ad essere state ridotte le attività, negli ultimi anni non c'è stato alcun aggiornamento del personale e dei programmi.  Giovanni Guzzo, non vedente specializzando in lingue, 36 anni, la maggioranza vissuti in istituto, amante di concerti e viaggi dice: "In alcuni casi è meglio non vedere. C'è talmente tanto spazio che si potrebbero realizzare tantissime attività più utili dell'insegnare a leggere e a scrivere, cosa di cui si occupano anche gli insegnanti di sostegno a scuola. Sarebbe invece importante fare corsi per l'autosufficienza o lavorare maggiormente nell'inserimento lavorativo. Purtroppo c'è un grande pregiudizio nei confronti delle persone con disabilità". La soluzione. La direttrice amministrativa dell'istituto, Enza Avino, preoccupata della mancanza di liquidità per pagare i dipendenti e i debiti,  e Toni Nocchetti di "Tutti a scuola",  concordano nel ripensare l'istituto aprendolo alla pluridisabilità. "Chiediamo - spiega Toni Nocchetti - la revisione dello Statuto dell'Istituto, lo scioglimento del Consiglio di amministrazione e la nomina di un commissario, nonché la riorganizzazione e il rinnovo delle attività istituendo servizi per le diverse disabilitità, convenzioni con le Università e corsi di formazione per l'autosufficienza e una casa alloggio per il "dopo di noi".

Alessandra del Giudice

© RIPRODUZIONE RISERVATA