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Mercoledì 8 Aprile 2020




Protocollo di intesa per l’identificazione e il supporto delle vittime di tratta e sfruttamento all’interno dei percorsi rivolti ai richiedenti asilo

Lo firmano a Napoli la Prefettura e la cooperativa sociale Dedalus

20150330 110412Un protocollo d’intesa per l’identificazione e il supporto delle vittime di tratta e sfruttamento all’interno dei percorsi di accoglienza rivolti ai richiedenti asilo. L’accordo, già siglato a fine 2014 tra la Prefettura di Napoli e la cooperativa sociale Dedalus, è stato ufficializzato oggi nel corso di un incontro presso la Sala Profili della Prefettura di Napoli.

E nasce dall’osservazione del fatto che sono in numero sempre maggiore le donne vittime di tratta e sfruttamento che si confondono tra i richiedenti asilo: è perciò sempre più complicato identificarle e offrire loro risposte adeguate.

L’accordo mira a strutturare un rapporto di costante interlocuzione fra le diverse componenti che operano nel settore, per superare la frammentazione degli interventi e migliorare la qualità dei servizi. Il protocollo, così, tende a mettere in rete le varie esperienze e competenze, dal livello nazionale a quello locale, dal pubblico al privato, per poter meglio rispondere ai bisogni di queste persone, vittime due volte, perché oltre a fuggire dai loro paesi vengono inserite in circuiti di sfruttamento.

Stamattina, presso la sede della Prefettura di Napoli, c’erano associazioni, cooperative, referenti pubblici e istituzionali, a testimoniare l’importanza di un’alleanza strategica. Ad affermarlo anche l’assessore al Welfare del Comune di Napoli, Roberta Gaeta. “Sono necessari investimenti adeguati, ma è anche una questione di strategia, di obiettivi da raggiungere, altrimenti il sistema non funziona” ha sottolineato l’assessore auspicando “un’accoglienza che guardi alle persone non ai numeri, da realizzare attraverso un confronto maggiore tra tutti i livelli istituzionali e tra le reti già impegnate su questo fronte”. La Gaeta ha anche proposto “la costituzione di un tavolo istituzionale permanente per realizzare percorsi condivisibili e monitorabili sul tema della tutela dei diritti delle donne vittime di sfruttamento”.

Ma come funziona esattamente il protocollo? “Il primo passo è accogliere le persone, senza spaventarle ma instaurando con loro un rapporto di fiducia – ha spiegato Andrea Morniroli, della cooperativa sociale Dedalus – informarle sui loro diritti, orientarle rispetto ai servizi e agli interventi possibili, inserirle dunque, dove necessario, in circuiti protetti”. “Il welfare non solo è una buona spesa ma anche un concreto intervento di contrasto alla criminalità organizzata”, ha aggiunto. La cooperativa sociale Dedalus dal 2000 è un ente accreditato per la realizzazione dei programmi di assistenza e protezione sociale rivolti alle vittime di tratta e sfruttamento.

Stando ai dati sviscerati dallo stesso Morniroli, nel corso di questi 15 anni, da quando cioè è attivo il servizio di protezione Anti-tratta, sono state 30mila le persone sottratte alla tratta: ognuna di loro ‘vale’ 40mila euro, ciò significa che in questo periodo di tempo complessivamente sono stati sottratti dalle mani delle organizzazioni criminali circa 89 milioni di euro. Il protocollo è a costo zero per la Prefettura, come ha sottolineato il vice-prefetto e dirigente dell’area Immigrazione Gabriella D’Orso: “Partecipiamo alla convenzione, frutto di un lungo e consolidato rapporto con la coop Dedalus, a titolo gratuito, perché di risorse non ne abbiamo, ma mettiamo a disposizione tutta la nostra competenza”.

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