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Mercoledì 8 Aprile 2020




Papa Francesco atteso in una Napoli divisa tra il disagio, la fede e gli esempi di resistenza laica

papa visita disabiliLa figura pubblica che ispira maggiore fiducia tra i giovani del Sud: è Papa Francesco e Napoli si prepara ad accoglierlo proprio mentre il Pontefice vede il 75,6% dei consensi dei ragazzi del Mezzogiorno secondo il “Rapporto Giovani” promosso dall'Istituto Toniolo. Ma le aspettative, le attese e le speranze nel Pontefice coinvolgono l’intera città. 

Realizzata in previsione della visita di Bergoglio a Napoli e diffusa nella mattinata del 20 marzo, l’indagine è partita da un panel di 5000 ragazzi tra i 19 e i 32 anni. Portata avanti in collaborazione con l'Università Cattolica e il sostegno della Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo dice che molti ragazzi del Sud considerano Papa Francesco quasi un membro della famiglia - la fiducia riposta in lui viene solo dopo quella in se stessi (91,8%) e nei parenti piu' stretti (89,9%) -  ma a Napoli la visita del Pontefice, il suo tour che parte da Pompei per arrivare a Napoli e toccare Scampia, Piazza del Plebiscito, il carcere di Poggioreale, il centro storico con il Duomo e la Chiesa del Gesù e, infine, il Lungomare Caracciolo,  ha risvegliato le speranze, la fede e le richieste di ascolto di moltissime realtà. La simpatia e la fede nel carisma e nella passione di Papa Bergoglio sembrano dunque inserirsi in un processo di sfiducia nelle istituzioni pubbliche.

È accaduto ancora prima del suo arrivo, nella mattina di venerdì 20 marzo: un gruppo di cittadini che ha visto sfumare la possibilità di avere udienza dal Pontefice, si è portato sul sagrato del Duomo per fare comunque appello a lui. Il ”Coordinamento campano delle famiglie, dei cittadini per i diritti dei disabili” che unisce diverse associazioni ha recitato il “Padre Nostro” e chiesto l’intervento di Bergoglio a sostegno della loro battaglia, quella per il ritiro del decreto 108 che prevede la sospensione dei fondi per i centri diurni da parte della Regione Campania, tagliando di fatto la possibilità per quasi 1500 persone disabili di svolgere le necessarie attività di riabilitazione e inclusione sociale. Una manifestazione laica, durante la quale sono stati presentati anche i quasi 200 ricorsi al Tar contro il provvedimento, dicono gli organizzatori, eppure il Papa è una figura di riferimento in una città nella quale i problemi sociali sono sempre più sentiti e più comuni. E aspettando la visita di Papa Francesco anche a Scampia, ci si prepara: venerdì 20 marzo, in Via don Pino Puglisi 38, la Casa della Socialità (iniziativa di Theorema, con gli enti formativi gruppo di imprese sociali Gesco, PMI Consulting, CIDIS Onlus, Agenzia per la promozione della cooperazione sociale L’Ape) si apre alla città con un evento “porte aperte” per fare della struttura un luogo delle donne dove mestieri, professioni, attività autonome e imprese si rafforzino reciprocamente con l'aiuto di imprenditrici-mentori,  e di connessioni con il mondo economico e produttivo. Anche in questo caso il Papa fa di riferimento  e la frase adottata come tema per questo un pomeriggio di festa e di riflessione, è la sua:  “Le donne vedono oltre. Con cuore più creativo, paziente e tenero”. E sempre a Scampia, quartiere difficile e resistente, un altro simbolo del legame tra i cittadini, il sociale e il Pontefice:  accanto a piazza Giovanni Paolo II che sabato accoglierà Bergoglio, c’è il luogo da cui i partner del progetto “Valorizziamo Scampia” con la coop “L’uomo e il legno”  sono partiti per realizzare le attività sociali per il territorio.

Ma sono tanti i quartieri e luoghi di Napoli divisi tra la povertà, l’emarginazione, la fede e gli esempi di resistenza laica, che aspettano il Pontefice con speranza. La rappresentanza dei detenuti della Casa Circondariale di Poggioreale, ad esempio, composta  anche da persone transessuali, omosessuali e malate di Hiv. O la delegazione di operatori del gruppo Gesco, che gestisce le attività di assistenza infermieristica nelle carceri e nell’Opg di Napoli. I  rappresentanti dell’Arcigay di Napoli che avevano scritto una lettera al Papa lo scorso 29 gennaio e che oggi, nell’incontro con lui a Scampia, vedono un appuntamento importante, sia per le tante persone LGBT credenti sia per coloro i quali conducono una battaglia laica per il riconoscimento dei diritti. I 50 ammalati e  i disabili che aspetteranno il Pontefice nella Chiesa del Gesù Nuovo tra cui anche 15 disabili psichici della “Gabbianella”, struttura intermedia residenziale (Sir) per la salute mentale gestita a Scampia dal gruppo di imprese sociali Gesco per l’Asl Napoli 1 Centro.  E, infine, i fedeli della Diocesi: quello con loro è l’ultimo appuntamento nell’agenda napoletana di Papa Francesco, alla Rotonda Diaz, sul  Lungomare, dove una coppia di giovani e un’anziana signora gli porranno le loro domande.

Ma ad aspettare un cenno e una risposta di Bergoglio, un accompagnamento nella preghiera, ci sono anche

i senza dimora del gruppo Spazzacammino che da dicembre puliscono le strade di Napoli. Chiedono ascolto per la loro storia e sostegno nella speranza che il loro progetto di emancipazione dal disagio possa proseguire oltre il periodo di sperimentazione. La loro lettera, che pubblichiamo per intero, racconta le aspettative, i sogni e la ferma fiducia di molti napoletani:

Caro Papa Francesco,

alla vigilia della tua visita nella nostra città, abbiamo pensato di scriverti per unirci al coro di benvenuto dei nostri concittadini e per raccontarti la nostra storia, nella speranza che Tu voglia ascoltarla e accompagnarla nella preghiera.

Siamo un gruppo di operatori sociali della cooperativa sociale Il Camper e del gruppo Gesco, volontari, senza dimora e persone disagiate. Le nostre vite si sono incrociate nel corso degli ultimi anni e la nostra collaborazione fatta di reciproco sostegno, aiuto, ascolto ha dato vita ad un progetto di riscatto sociale dal nome Spazzacammino, che ti vorremmo raccontare.

Tutti noi abbiamo deciso di realizzare un sogno. Quello di metterci insieme per superare le difficoltà e l’emarginazione, di riappropriarci del lavoro e dell’autonomia. E così abbiamo dato vita al Progetto Spazzacammino: il progetto prende il nome dall’antica figura dello Spazzacamino, nei secoli scorsi un orfano o un senza dimora che veniva impiegato nella pulizia delle canne fumarie delle abitazioni. Lo SpazzaCammino – con 2 M – oggi è una persona che ha già intrapreso un primo percorso verso l’autonomia e l’emancipazione dal disagio e che si impegna, insieme ad altre persone, in un’opera di pulizia delle strade della città, spazzandole negli orari maggiormente affollati dal passaggio di napoletani e di turisti, per tenerle pulite, a beneficio di tutti cittadini e della città di Napoli. In cambio chiediamo un piccolo contributo economico a quanti beneficiano del nostro lavoro, con il sogno di poter fondare presto una nostra cooperativa autonoma di servizi e, magari, perché no, provare ad aiutare altri che come noi da soli non ce la fanno più.Veniamo da ogni parte del mondo e professiamo religioni diverse, ma abbiamo imparato a stare insieme e rispettarci come persone, al di là di ogni differenza.

Nel giorno della tua visita alla nostra città, tanto bella e tanto difficile, ci rivolgiamo a te per un saluto ed un pensiero, convinti, come te che dobbiamo unirci perché non ci sia più «Nessuna famiglia senza tetto. Nessun contadino senza la terra. Nessun lavoratore senza diritti. Nessuna persona senza la dignità del lavoro».

(Dall’incontro mondiale dei movimenti popolari, Vaticano, 28/10/2014). 

Raffaella R. Ferré

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