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Martedì 25 Febbraio 2020




La violenza di genere: tutti i numeri e le strategie in campo

violenza donne 5Resi noti i numeri della violenza di genere -e le strategie operative per combatterla- nell’ambito di una lunga giornata di studio e confronto organizzata dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli in capo a Roberta Gaeta. All’oggetto della discussione i risultati del Progetto Aurora e quelli del progetto Rete Interistituzionale Antiviolenza.

Il Progetto Aurora

Impegnato nel potenziare la prevenzione della violenza di genere, il progetto Aurora ha lavorato, negli ultimi mesi, in direzione di una sensibilizzazione  delle donne affinchè imparino a riconoscere la violenza e a denunciarla, e contemporaneamente alla formazioni di operatori qualificati in grado non solo di accogliere e sostenere le vittime di violenza, ma anche di favorirne il reinserimento lavorativo.

Le strategie in campo

In questo senso si è potenziato il servizio di ascolto telefonico, accompagnato da una vera e propria presa in carico della vittima di violenza e l’elaborazione di interventi personalizzati, tarati sulle sue personali esigenze.

Rafforzato anche il servizio di consulenza legale (con patrocinio gratuito) e psicologica, mentre per i centri di ascolto (PAT) si è scelto di adottare una politica che potremmo definire del ‘dividi et impera’ una distribuzione capillare dei PAT su tutto il territorio cittadino (10, uno per ogni Municipalità, in rapporto costante con il Centro anti-violenza a cui sono collegati) garantisce un servizio più mirato, tagliato sul contesto sociale di provenienza, e dunque più efficace. Grande spazio è stato dato al problema della ricerca di lavoro (la maggior parte delle donne che subisce violenza risulta inoccupata) grazie ad uno speciale percorso di orientamento che va dalla formazione scolastica e professionale alla scrittura di un curriculum vitae, passando per lo studio dei portali di annunci di lavoro, fino alla conoscenza (che spesso si rivela una scoperta) delle proprie potenzialità, della propria capacità professionale così da poterle spendere al meglio e nella giusta direzione.

Qualche numero

Dal 13 maggio 2014 ad oggi delle 518 donne che si sono rivolte al servizio, ben 316 sono state prese in carico quasi la metà delle quali vi si è recata spontaneamente, segno questo di una presa di coscienza sempre maggiore non solo della violenza subita, ma anche dell’importanza di denunciare. Le vittime, provenienti principalmente dalla IX Municipalità (Soccavo- Pianura), sono perlopiù italiane (278) contro le 38 straniere.  La maggior parte delle donne risulta avere un tipo di istruzione superiore e  denuncia una violenza di tipo psicologico (272), seguita  da quella di natura fisica (236), prevalentemente ad opera del partner o di un ex partner.

Il Progetto Rete Interistituzionale Antiviolenza

L’esistenza di una vera e propria rete interistituzionale risponde a quanto l’esperienza da anni, grazie alle azioni di monitoraggio- rileva, e cioè che la creazione di reti tra i soggetti (istituzioni, mondo associativo e terzo settore) rappresenta un modo adeguato per migliorare la situazione delle donne e per rendere il lavoro di contrasto della violenza più efficiente: nella Rete Antiviolenza, gli attori sono rappresentati da tutti i soggetti, siano essi pubblici o privati, che afferiscono ai servizio sociali e alle forze dell’ordine, passando per gli uffici scolastici provinciali fino alle forze della giustizia e alle organizzazioni operanti sul territorio.

Il Manuale di Comportamento

Ed è proprio nell’idea di network che nasce l’esigenza della creazione di un ‘Manuale’ un vademecum che si rivolge agli operatori e alle operatrici di contatto e che indichi e informi non solo riguardo al modo di agire che potrebbe essere strettamente collegato alla sensibilità e alla personalità individuale, ma anche a quello di “reagire”di una persona messa in relazione o interazione con altri. Il manuale nasce dunque dal bisogno di condividere -rilevato direttamente attraverso le decine e decine di interviste individuali e collettive- decisioni, ma anche informazioni, conoscenze, buone pratiche, dati, metodologie e quant’altro di supporto alle decisioni che spettano all’operatore sociale.

Uno strumento per tutti

In questo senso la pubblicazione è articolata in una sezione generale che, assieme ad un Glossario dei termini, dovrebbe consentire agli operatori della Rete di avere le basi per “parlare la stessa lingua” ed una sezione operativa che definisce gli ambitidi intervento all’interno dei quali gli operatori della Rete possono agire, utilizzando anche le schede tecniche di facilitazione del proprio lavoro e di quello di squadra con gli altri operatori dei propri territori, per fronteggiare il fenomeno della violenza di genere.

Le schede tecniche

Per ogni operatore in rete, il Manuale prevede delle vere e proprie schede tecniche: procedure da adottare, indicazioni, consigli, e naturalmente un piano di sicurezza attraverso il quale valutare il rischio, registrare la pericolosità della situazione, valutare la dinamica della violenza nel suo complesso. Sei le tipologie di operatori cui si rivolge il Manuale: Operatori delle Forze dell’Ordine e della Giustizia, Operatori sanitari, Operatori dei Servizi Socio Territoriali, Operatrici dei Centri Antiviolenza, Operatori Scolastici, Operatrici delle Case di Accoglienza per Donne Maltrattate.

SHG

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