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Sabato 25 Gennaio 2020




Disabilità: a Napoli associazioni in piazza contro i tagli

Ma la Regione Campania replica: “Nessun taglio, solo riconversione”

disabili protestaIl Coordinamento Campano delle Famiglie dei Cittadini per i Diritti dei Disabili scende in piazza a Napoli contro i tagli e per chiedere alla Regione Campania il ritiro immediato del decreto 108 del 2014 che “taglia 1.530 posti nel settore semiresidenziale per i disabili adulti in Campania, lasciandoli, di fatto, senza assistenza”.

Il presidio si terrà domani, 25 febbraio, a partire dalle 10 davanti a Palazzo S. Lucia ed è promosso, tra le altre, dalle associazioni Tutti a scuola, Tutela handicap, Sollievo, Diamoci una mano, Andare oltre.

L’ennesima battaglia per la “dignità umana”, spiegano i promotori, che si sono riuniti per un confronto ieri presso la sede della Fondazione Sudd. Tra i diritti che saranno rivendicati, oltre all’assistenza, quello ad avere un’anagrafe, ovvero una banca dati da cui si possa partire per un’analisi dei bisogni dei cittadini disabili, che associazioni e famiglie chiedono a gran voce da anni. “La disabilità non è nell’agenda politica – dice Gianfranca Falcione, presidente dell’associazione Andare oltre - Si assiste come a una regressione culturale, mentre si parla di diritti e di usi propri dei termini quando si parla di disabilità, stiamo di fatto arretrando sul piano concreto. È come se le persone provassero fastidio verso i disabili perché la loro presenza mette in evidenza che c’è un problema”. Sul decreto poi: “Non tiene conto delle liste di attesa e soprattutto del fatto che i nostri figli non sono solo pazienti sanitari, necessitano di un intervento socio-sanitario e di percorsi di integrazione sociale. Senza considerare che l’abbiamo scoperto noi leggendo il Burc, questa decisione non ci è stata mai comunicata ufficialmente”.

Ma la Regione non ci sta e fa sapere che “il decreto 108, adottato in attuazione degli indirizzi ministeriali, non prevede nessun taglio ai posti destinati ai disabili ma semplicemente la riconversione dei posti di riabilitazione in residenze sanitarie assistite. Come stabilisce la normativa nazionale, non è consentito alcun aumento di posti per riabilitazione. A fronte della chiusura di 1.530 posti semiresidenziali di riabilitazione per disabili mentali, saranno attivati 3.170 posti letto in residenze sanitarie assistenziali (RSA) e centri diurni per disabili non autosufficienti. “L’offerta di posti da attivare è di molto superiore a quella di riabilitazione oggetto di riconversione, per cui si amplia notevolmente il numero di disabili arruolabili, ottenendo un miglior soddisfacimento dei livelli di assistenza – spiega la giunta regionale - Per sostenere le famiglie, la regione Campania ha previsto la riconversione, proprio per non lasciare in difficoltà nessuno”.

Inoltre, “con decreto del Commissariato alla Sanità della Regione Campania, sono stati prorogati al 15 marzo i termini per definire gli accordi con Asl e strutture di riabilitazione per la riconversione dei posti per prestazioni sanitarie ai disabili. Nelle more del completamento delle procedure per l’accreditamento delle attività riconvertite, le strutture possono continuare ad erogare in eccesso le prestazioni previste dalla legge 833 nei limiti dei tetti assegnati. Il provvedimento dà maggior tempo alle Asl delle province di Napoli, Caserta e Salerno, per le quali si sta lavorando all’intesa, già definita con quelle di Avellino e Benevento”.

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