Nuove opportunità per i non vedenti

leggere-in-brailleCon oltre 11.000 unità la Campania si colloca al terzo posto, dopo Sicilia e Lombardia, nella classifica delle regioni con il più alto numero di non vedenti (ISTAT, 2011). Cifre importanti che impongono delle riflessioni, dati che non possono essere ignorati.

Ridotta per loro non solo la vista, ma anche l’offerta formativa, le opportunità culturali, la possibilità di muoversi liberamente.

L’accesso alla scuola primaria e secondaria

Con l’abolizione delle province (e dei servizi da esse erogate) il popolo dei non vedenti campani si è visto dimezzare strumenti ed opportunità, uno tra tutti il servizio di trasporto scolastico per i ragazzi delle scuole elementari e medie, ma anche quello che riguarda l’assistenza tra i banchi di scuola e a casa, nelle ore dedicate ai compiti. Tagli che rischiano di rendere sempre più emarginati i ragazzi non vedenti e  per i quali, spesso non si trova migliore soluzione che evitare di coinvolgerli nelle attività scolastiche per mancanza di personale dedicato. ‘Un errore gravissimo –spiega Mario Mirabile dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti- i ragazzi non vedenti più di tutti gli altri hanno bisogno di praticare attività che coinvolgano il corpo: non c’è sbaglio più grande che esonerarli dall’educazione fisica o artistica. Bisogna camminare in direzione di un annullamento delle differenze tra vedenti e non vedenti, non enfatizzarle.’

Verso le pari opportunità

Ed è proprio seguendo questo diktat che Mario Mirabile insieme con un nutrito, promiscuo gruppo di attori mette in scena dal 1996 uno spettacolo teatrale, una commedia della tradizione napoletana diversa per ogni anno, che vede sul palco muoversi, con incredibile disinvoltura vedenti e non vedenti, perfettamente amalgamati dalla regia di Bruno Mirabile. Quest’anno (domenica 8 febbraio, teatro Summarte di Somma Vesuviana) va in scena Ditegli sempre di sì, la divertente commedia di Eduardo. ‘Recitare per un non vedente non è così diverso che per un vedente –continua Mirabile- si fanno le prove qui da noi in sede, e spesso si arriva in teatro senza neanche aver fatto la prova generale, quindi senza conoscere la scena. In questo caso chiaramente  determinante è l’aiuto de gli attori vedenti che con un piccolo sospiro o un colpo di tosse ci indicano la direzione nella quale volgersi per non parlare al vento’. Lo spettacolo è per un pubblico di vedenti, che all’inizio della rappresentazione vengono calati in un buio totale, così da poter vestire, per qualche secondo, i panni di un cieco.

L’offerta culturale

Ma qual è invece, l’offerta culturale per un non vedente? Cosa offre la città? ‘Non moltissimo –confessa Mario Mirabile- ma la tecnologia in questo senso aiuta. Penso ad esempio al cinema, fruibile in alcuni casi (dipende dai film) anche dai non vedenti grazie a delle applicazioni scaricabili con gli smartphone. Più elevato è invece il livello di fruizione museale: oltre alla Sala Dai a Palazzo Reale, è in corso il progetto Napoli Tra Le Mani, di cui il Suor Orsola Benincasa è capofila. Si tratta della creazione di una vera e propria rete che metta in condizione tutte le strutture museali napoletane di essere fruibili allo stesso modo da vendenti e non vedenti. In un’ottica di inclusione si lavora a migliorare le condizioni di accesso al patrimonio archeologico, storico-artistico e architettonico della nostra città. Ma nel corso degli anni molti sono i passi avanti fatto in questa direzione: formiamo guide (penso a quelle agli scavi di Ercolano) in grado di guidare il non vedente alla scoperta sensoriale dei reperti archeologici, e anche i servizi educativi del Museo Archeologico in questo senso sono molto attivi: periodicamente vengono organizzate delle visite che consentono anche a noi di conoscere frammenti della nostra storia. E laddove le mani non possono arrivare, arriva l’immaginazione: due anni fa lo scultore bolognese Felice Tagliaferri, anche lui non vedente, venne a Napoli in visita alla Cappella Sansevero per poter ‘vedere’ il Cristo Velato’, ma la scultura per ragioni di sicurezza e tutela non è avvicinabile. Così ha scelto di farsela raccontare e l’ha riprodotta sulla base delle informazioni ricevute. Una copia quasi perfetta del Cristo Velato, oggi è visitabile presso la Chiesa dell’Arte a Bologna!’

SHG

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