| SEGUICI SU seguici su Facebook seguici su Twitter youtube
Giovedì 20 Febbraio 2020




Cinquantamila firme entro maggio per la Pace

La Campania in prima linea nella campagna “Un’altra difesa è possibile”

IMG-20150116-WA0000Cinquantamila firme in Italia, almeno novemila in Campania dovranno essere raccolte entro maggio per la proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa civile, non armata e non violenta”. “Porgere l’altra guancia significa non sottomettersi” spiega così Un’altra difesa è possibile” Padre Alex Zanotelli.

Parte in Campania la campagna nazionale “Un’altra difesa è possibile”, promossa nella nostra regione dal Comitato Pace e Disarmo e tante altre associazioni e comitati contro la guerra, che propone la difesa civile non armata e non violenta della Patria. Scopo della campagna è raccogliere 50.000 firme entro maggio per proporre una legge di iniziativa popolare in coerenza con l’Art. 11 e l’Art. 52 della Costituzione Italiana, che istituisca i Corpi civili di pace e un Istituto di ricerche sulla pace e il disarmo. Si verrebbe dunque a creare uno specifico Dipartimento alle dirette dipendenze del Consiglio dei Ministri che assicuri una dimensione strutturale alla “difesa civile” garantendo la sicurezza dei cittadini e intervenendo in modo non violento nelle controversie internazionali.
Angelica Romano, referente dell’associazione per la Pace “Un ponte per..” spiega che “questa campagna ha più obiettivi: uno giuridico, promuovere una legge che disciplina i corpi civili di pace, che intervengano a fare mediazione nelle aree di conflitto e che lavorano sulla prevenzione dei conflitti. Un obiettivo politico: che i nostri politici in Parlamento inizino a parlare di difesa non violenta. Infine un motivo sociale ovvero di informare l’opinione pubblica nazionale che esistono strumenti non violenti di difesa che potrebbero essere utilizzati a livello del Governo, ma per ora la difesa pacifica è lasciata allo spontaneismo e a pochi volontari che lo fanno con strumenti scarsi. La campagna vuole essere la prova che esiste un modo strutturale per affrontare i conflitti internazionali e non solo. Ha senso parlare di altri strumenti per la pace in un momento in cui c’è la dicotomia secondo cui la guerra alimenta il terrorismo e il terrorismo alimenta la guerra. Bisogna uscire da questa spirale: già nella Costituzione  era prevista la difesa non armata della Patria. Parlare di spesa non armata è un tabu visto che la produzione di armi è un business, un vero paradosso in un momento in cui la crisi economica è fortissima e se la spesa militare è stata appena tagliata sono stati effettuati tagli enormi sulla sanità, sui servizi. Inoltre il primo paese a cui vendiamo le armi è il Pakistan fornitore dei talebani e il secondo è Israele”.
Ma l’Italia ha anche una tradizione di impegno civile, “il nostro è stato il primo Paese ad introdurre in Europa il servizio civile, ora dobbiamo fare la nostra parte in Europa e avviare una battaglia culturale contro la violenza”, chiarisce Enrico Maria Borrelli, presidente del Forum Nazionale per il Servizio Civile impegnato nella campagna.
“La guerra è in contrasto con l’Art. 11 della Costituzione – chiarisce il sindaco di Napoli, Luigi De Magistri - “l’Italia ripudia la guerra” ed in questo senso va la legge di proposta popolare che trovo puntuale e ben fatta. Sono certo che si raggiungerà l’obiettivo. Bisogna avviare una battaglia culturale per far comprendere che essere contro la guerra e la militarizzazione e sostenere la pace, la solidarietà, la coesione non è solo giusto, ma è anche vantaggioso per l’economia e la creazione di posti di lavoro”.
Testimonial della campagna a Napoli e suo primo firmatario Erri De Luca, che ha appena pubblicato il suo ultimo libro “La parola contraria” in cui narra la vicenda giudiziaria in cui è incorso per aver sostenuto il Comitato No Tav. “Non si capisce perché- dice Erri De Luca-  dobbiamo considerare positivo che nelle zone di guerra i militari italiani  abbiano lasciato qualche scuola, qualche ufficio postale, qualche ambulatorio. Se si trattava di questo dovevano andare altri esperti non i militari. Il Mediterraneo è oggi il mare più febbrile nel mondo, noi siamo parte in causa perchè anche noi abbiamo incrementato l’avversione e l’odio nei confronti dell’occidente e della cristianità. E’ giusto che chi invece ha operato volontariamente contro la pace venga riconosciuto ufficialmente dal Governo e che la comunità impegnata per la pace possa avere la possibilità di intervento. Napoli è l’ombelico del Mediterraneo bollente ed è bene ed è giusto che questa iniziativa si irradi e parta da Napoli. La città potrà avere un’importanza fondamentale come avamposto di pace, luogo dove le persone possono riunirsi e incontrarsi”.

Tutti i luoghi in Campania dove si effettua la raccolta firme per la legge Qui.

Alessandra del Giudice

 

Perché essere contro la guerra non significa essere passivi

Il bilancio su Guerra e Anti violenza di Alex Zanotelli

Padre Alex Zanotelli: “Le persone sono convinte che l’unico modo di uscire dai conflitti è fare la guerra. Si spendono 5 miliardi di dollari al giorno di armamenti nel mondo. L’Italia è all’ottavo posto per produzione e esportazione di armi, al secondo posto dopo gli Stati Uniti per l’esportazione di piccole armi: mine, pistole, berrette. Ha speso l’anno scorso 25, 26 miliardi di euro, più 15 miliardi per gli F35 e adesso sono stati appena approvati dal Senato 5 miliardi  e mezzo per la flotta navale nel Mediterraneo. Siamo a 46 miliardi e poi non ci sono soldi per la scuola, per la sanità.
Dobbiamo fare uno sforzo per aiutare la gente a capire che ci può essere un’altra difesa che è sempre difesa della Patria ma non armata e non violenta. Che non significa essere passivi.  Significa fare lotta attraverso le parole, mettersi insieme e organizzarsi. Sono convinto che siamo sull’orlo di un abisso. Ha ragione il Papa che siamo sulla soglia della terza guerra mondiale.
E’ per questo che è necessario creare il dicastero per la difesa non armata dentro il Governo.
Tutto sommato Napoli è una città violenta e manca l’informazione. Molti pensano che l’antiviolenza sia rassegnazione e pacifismo. Non è così. Gesù quando dice “Se qualcuno ti percuote sulla guancia destra tu porgi la sinistra”. Ma per colpire una persona sulla guancia destra devi colpirlo col mal rovescio, al tempo di Gesù utilizzato dal padrone verso lo schiavo. Gesù vuole dire “mettiti in piedi, guarda il padrone e digli “colpiscimi sull’altra guancia”. Ma lui non lo farà mai perché colpire sulla guancia sinistra significa dire “tu sei uguale a me”.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Notizie

  1. ULTIME
  2. PIU LETTE
agendo 2020 banner
Prenota la tua copia inviando una e-mail a comunicazione@gescosociale.it
napoliclick
amicar 500

Archivio Napoli Città Sociale