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Martedì 7 Luglio 2020




Emergenza Freddo

Sempre più italiani, sempre più giovani i senza casa

emergenza-freddoSempre più giovani, sempre più vittime di disturbi psichiatrici tra i 1600 senza dimora che vivono sotto le stazioni, nei dormitori pubblici o nelle corsie di ospedale a Napoli. Gli italiani superano i migranti. Intanto è arrivato il gelo e l'emergenza. Come è attrezzata Napoli?

E' così, inutile girarci intorno. Le risorse sono scarse e si deve ragionare in giorni, in ore per aiutarli a passare l'inverno i senza dimora napoletani. Che un pasto caldo, una sporgenza di rifugio e una coperta possono salvare la vita.
Le temperature stanno scendendo di colpo e i posti letto sono insufficienti, circa 200 distribuiti tra Centro di Prima Accoglienza (120), Sant'Antonio la Palma e La Tenda (80), gestiti insieme al Comune di Napoli. "Abbiamo previsto un ampliamento dei posti letto- spiega l'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, Roberta Gaeta appena rientrata da un giro di perlustrazione a bordo del Camper, unità mobile di strada per l'assistenza ai senza dimora,  per verificare di persona il buon funzionamento del piano predisposto per l'emergenza freddo - presso La Palma e la Tenda per l'accoglienza primo livello, ma il fenomeno è molto consistente e la risposta non sarà mai sufficiente. Infatti abbiamo aperto le stazioni della metropolitana di Museo e Vanvitelli di notte appena arrivato il freddo. La centrale operativa che intercetta le emergenze e il Camper che incontra le persone per strada fornendo informazioni, sostegno, pasti caldi e coperte, sono centrali nella gestione ordinaria dei bisogni primari. Fondamentale anche il coordinamento tra servizi istituzionali e volontariato, una rete di solidarietà che consente di ottimizzare le risorse e stabilire una mappatura dei luoghi dove si forniscono pasti e altri servizi di base per evitare carenze o sprechi di cibo. Tutto questo serve per fronteggiare l'emergenza ma è importantissimo anche fornire strumenti decisivi per fuoriuscire dalla vita in strada, in questo senso stiamo lavorando nel medio termine, come specificato nel Piano Territoriale di Zona, per ampliare i percorsi personalizzati di autonomia con sostegno all'abitare e progetti di formazione e inserimento lavorativo come quello della lavanderia sociale nel Centro di Prima Accoglienza. In questo senso già collaboriamo con la fondazione Massimo Leone: il Comune è partner di alcune progettazioni e dell'ambulatorio gratuito dove i senza casa ricevono cure mediche specifiche e occhiali gratis, anche se per portare avanti questi servizi è necessario il sostegno di donatori privati. Un'altra risorsa importante è quella dei giovani del Servizio Civile del Comune che quest'anno sono stati messi a disposizione di progetti dedicati ai senza dimora, come nel caso di SpazzaCammino". Tra qualche mese inoltre si definirà più precisamente il progetto del riutilizzo dell'Albergo dei Poveri, all'interno del quale sarà creato un orto urbano e un centro di accoglienza diurno.
Pietra miliare del volontariato a favore dei senza dimora è la Comunità di Sant'Egidio che in questi giorni di Natale ha organizzato pranzi natalizi per centinaia di senza casa, "distribuiamo pasti ogni giorno in luoghi diversi della città, in centro città e alla stazione 3 volte la settimana - spiega Benedetta Ferone, referente per i senza dimora della Comunità di Sant'Egidio-. Stiamo continuando a raccogliere coperte e generi alimentari vari. Abbiamo la percezione di un disagio in aumento: sempre più ci sono italiani in strada separati, divorziati ma anche nuclei familiari e donne sole che sono quelle più a rischio e vanno subito protette. Le cause prime della strada sono la rottura dei legami familiari e la perdita di lavoro".
Sono circa 1500 - 1600 i senza dimora in città e il loro profilo sta cambiando, lo conferma Mario Rimoli, presidente del Camper che ha messo in moto l'unità mobile anche nella giornata di riposo di domenica per far fronte all'emergenza freddo e distribuire coperte e generi di prima necessità. Rimoli racconta:"sono sempre più giovani e italiani i senza casa, gli anziani si contano ormai: gli italiani in strada hanno superato i migranti. Sempre di più le persone con gravi disturbi psichiatrici, circa una cinquantina, che monitoriamo e che spesso sono molto aggressivi o hanno ossessioni e che è quindi complesso avvicinare. Vengono condotti con il trattamento sanitario obbligatorio agli ospedali San Giovanni Bosco e San Gennaro, ma poi tornano in strada nell'arco di 10, 15 giorni poiché non esistono strutture apposite dove possano seguire le cure farmacologiche necessarie.  Certo ci sono anche persone che rifiutano qualsiasi aiuto e qualsiasi regola e preferiscono non ripararsi nelle stazioni della metropolitana poiché legate ad abitudini e luoghi stabili come l'ex mercato del pesce a via Marina dove si riparano sotto la sporgenza del tetto, che però in caso di pioggia e vento forte non è sufficiente a proteggerle. Poi ci sono migranti che durante il periodo estivo si trasferiscono nelle zone balneari o in campagna per lavorare e che tornano in città d'inverno. Il posto letto per le degenze ospedaliere è un'altra cosa annosa: a Napoli c'è Casa Crescenzia che accoglie in modo impeccabile persone con neoplasie, malattie gravi o patologie particolari, ma bisognerebbe curare le dimissioni protette ospedaliere di tutti i senza casa e assicurare il trasferimento in una casa, ma anche in questo caso i posti sono insufficienti, così come insufficienti sono i tre posti letto del Dormitorio Pubblico dedicati alle emergenze, dove si può dormire solo per tre notti".

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