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venerdì 14 Agosto 2020




Quale mobilità?

Il 1° rapporto su studenti e trasporti a Napoli

diritto-allo-studioInadeguatezza dei trasporti e vita universitaria, se ne parla da anni, ed ora è appena uscito il 1° rapporto su ‘Sistemi di trasporto e mobilità studentesca’ che raccoglie 6.000 testimonianze degli studenti che frequentano i plessi dell’Area occidentale della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base a tracciare i punti salienti di una situazione molto difficile.

La categoria degli studenti universitari è tra quelle più fortemente penalizzate dal generale scadimento dei livelli quantitativi e qualitativi del trasporto pubblico in Campania. La Scuola Politecnica e delle Scienze di Base dell'Ateneo Fridericiano ha intrapreso alcune iniziative a supporto del miglioramento della mobilità studentesca, tra cui una estesa rilevazione statistica- presentata oggi, lunedì 1 dicembre nella sede di Ingegneria della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base, in Aula S. Bobbio -  sui circa 15000 studenti che frequentano i plessi dell’Area occidentale della Scuola (Monte Sant’Angelo, Fuorigrotta, Agnano) con un campione statistico di circa 6000 rilevazioni. L’indagine ha riguardato le abitudini di mobilità degli studenti dell’Area Tecnico-Scientifica (Architettura, Biologia e Biotecnologie Industriali, Chimica e Chimica Industriale, Fisica, Ingegneria, Matematica, Scienze dell’Informazione, Scienze Naturali, Scienze della Terra), la loro percezione della qualità e funzionalità del servizio di trasporto collettivo, la conoscenza e la disponibilità all’utilizzo di modalità di trasporto alternative. La rilevazione è stata affiancata dall’analisi di dati ufficiali desunti dall’Anagrafe Nazionale degli Studenti del MIUR, con la finalità di confrontare i bacini di attrazione delle Università campane (limitatamente all’Area scientifico-tecnologica) con quelli di alcune tra le principali Università italiane.
"Il report vuole rappresentare uno strumento che ha la finalità di stimolare ed affiancare Istituzioni ed Operatori del settore verso la risoluzione di un problema molto gravoso per i ragazzi. E devo dire che già la anticipazioni che abbiamo dato all'Assessorato alla Mobilità del Comune e all'Anm hanno fatto avviare azioni embrionali volte al miglioramento del servizio, quali l'istituzione della linea circolare 603 che copre la zona universitaria occidentale, servizio ancora inadeguato rispetto alle esigenze, ma che comunque rappresenta un primo segnale concreto di attenzione. Ci aspettiamo di essere messi in condizione di assicurare ai ragazzi un sistema dei trasporti meno impattante sulla loro esperienza di studio che al momento ne è fortemente condizionata. C'è un margine enorme per migliorare le cose, anche partendo dalla razionalizzazione e dalla programmazione e crediamo che il nostro report possa essere riproposto anche per altri plessi. Insieme al gruppo di ingegneria dei trasporti abbiamo in mente di realizzare un sistema con App per monitorare la mobilità, superando il concetto del questionario, cui aderire sempre su base volontaria per registrare tempi e percorsi e ampliare la base statistica", spiega il professor Piero Salatino, presidente della Scuola Politecnica che ha commissionato lo studio.
La Scuola ha una popolazione studentesca complessiva di circa 35 mila unità, provenienti in larga prevalenza dalla Regione Campania (95% della platea studentesca). Il 71% degli studenti iscritti proviene dalla Provincia di Napoli. Circa 15 mila studenti frequentano ogni giorno le sedi dell’Area Occidentale della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base, nel periodo di erogazione dei corsi; il picco degli ingressi si ha nella fascia oraria 8.00-9.00 con circa 9500 studenti. La presenza contemporanea di studenti nelle sedi raggiunge un valore di picco pari a circa 13 mila studenti nella fascia oraria 9.00-13.00.Tra i risultati più significativi registrati dall'indagine:che è elevato, nel confronto con altre Università Italiane, il ricorso a mezzi di trasporto individuale è in auto (31% del campione) e moto/scooter (7%), nel 54% degli spostamenti in auto avviene con il solo conducente, mentre nel trasporto collettivo, il mezzo prevalente è quello ferroviario (50%), seguito da quello su gomma (10%).  Elevati anche i tempi medi di trasporto con mezzi pubblici: il viaggio di sola andata richiede in media 60 min per trasporto ferroviario e 75 min per trasporto su gomma. Tra gli studenti che usano il trasporto collettivo, uno su cinque impiega più di 75 min in treno e più di 100 min in autobus per il solo viaggio di andata verso la sede universitaria. La percezione della qualità e funzionalità del trasporto collettivo è bassa per Cumana/Circumflegrea, Circumvesuviana ed Autolinee urbane nonostante la maggior parte degli studenti provengono proprio dai luoghi di snodo delle arterie ferroviarie. Il plesso universitario con i peggiori collegamenti è Monte Sant’Angelo, lontano dalle direttrici ferroviarie. Tra le forme di mobilità alternative, elevate possibilità di sviluppo del carpooling, già attualmente praticato in forme spontanee, potenzialità di bike-sharing e car-sharing per spostamenti di corto raggio. 
Il problema dei trasporti si va ad aggiungere ad un altro problema cronico: quello della carenza di alloggi e della residenzialità selvaggia che impatta notevolmente sulla propensione a venire a studiare a Napoli: basti pensare che in città ci sono il 21% di fuori sede di questi, il 69% proviene da province diverse da quella di Napoli, contro il 70% di fuorisede di Torino che attrae anche tanti ragazzi fuori regione. "La propensione dei napoletani ad andar fuori è limitata- continua Salatino-, sebbene in crescita soprattutto per gli studi magistrali quando si sceglie di frequentare anche università italiane o straniere per l'aspetto logistico, la vivibilità e per lo scopo di avvicinarsi a posti che in seguito offrono maggiori prospettive occupazionali. Il problema è che a Napoli non c'è grande capacità di attrazione: provengono da fuori Regione solo il 5-6% degli studenti, mentre la nostra ambizione è non essere da meno rispetto agli altri atenei italiani".
Auspica la realizzazione del report  anche nelle altre facoltà federiciane del Centro Storico, Chiara Arcone, studentessa di Giurisprudenza e attivista del coordinamento universitario "Link". "Noi cerchiamo di comprendere quali diritti sono garantiti agli studenti napoletani, dunque ci occupiamo anche di mobilità e verifichiamo che il trasporto sia assicurato. Partendo dalla mia esperienza di pendolare da Pomigliano d'Arco posso dire che bene o male riesco ad arrivare a Napoli, ma il problema è come e in quanto tempo: tra ritardi, scioperi, sovraffollamento e una sola corsa all'ora devo muovermi un'ora e mezza prima da casa. E nonostante il servizio sia scadente il biglietto costa 2,20 euro e per gli studenti non è prevista alcuna agevolazione. Inoltre il servizio termina alle 8.20 se non alle 7.00 di sera e questo non permette agli studenti di vivere la città. Quella dei trasporti è una delle vertenze del piano cittadino che abbiamo presentato come Link anche alla Regione. Inoltre crediamo che l'Università debba essere vissuta a 360° anche fuori dell'orario curriculare, infatti ci siamo battuti per il prolungamento dell'orario delle biblioteche come la Brau che chiude alle 17.00. Carenza cruciale è quella degli studentati: l'unico studentato dell'Università Orientale ha aperto 2 mesi fa vicino al parcheggio Brin, ma è molto scomodo, quello di Ingegneria a Fuorigrotta ha meno posti di quelli necessari, mentre non esistono studentati nel Centro Storico per gli studenti della Federico II".

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Report mobilità

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