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venerdì 14 Agosto 2020




Nuove strategie operative -e finanziarie- per i figli di genitori vulnerabili

servizi-sociali-minoriMaggiori contributi regionali e nuove strategie operative per affrontare il problema dei minori all’interno di famiglie vulnerabili.  Questi gli esiti della giornata di studi organizzata per presentare ‘Spunti metodologici sulla funzione di tutela dell’infanzia nei servizi sociali del Comune di Napoli’ il risultato di due anni di lavoro ad opera degli assistenti sociali del nostro territorio.

 Si apre tra rami di edera rigogliosi il seminario di studi organizzato per presentare ‘Spunti metodologici sulla funzione di tutela dell’infanzia nei servizi sociali del Comune di Napoli’ il risultato di due anni di lavoro ad opera degli assistenti sociali del nostro territorio.  Perché i rami di edera? Perché è sotto quella pianta che il mito narra essersi riparato il Dio Dioniso, abbandonato dalla madre Semele. Ed esattamente come una gigantesca pianta di edera gli operatori sociali hanno agito –e agiscono-: a ricoverare, proteggere, salvare, curare, restituire a nuova vita tutti quei minori figli di famiglie vulnerabili per le quali si è reso necessaria una strategia nuova dell’agire, un modo di operare differente che si avvale di metodologie nuove, che si ispirano a buone prassi già esistenti grazie alle quali è stato possibile rappresentare un quadro molto più esaustivo del disagio, delle situazioni che bambini e famiglie si trovano ad affrontare. Patrocinato dall’Ordine degli Assistenti Sociali della Campania, dall’Ordine degli Psicologi della Campania  e del Cismai. Il seminario ha visto alternarsi a parlare Barbara Trupiano, dirigente del Servizio Politiche per l'Infanzia e l'Adolescenza del Comune di Napoli, il direttore centrale “Welfare e Politiche” Giulietta Chieffo, Francesca Galli dal Servizio Programmazione Sociale e Politiche di Welfare del Comune e Marianna Giordano, coordinatrice del progetto dalla cooperativa sociale “Orsa Maggiore”, e ancora Rosanna Romano, direttore generale per le Politiche Sociali della Regione Campania. Ed è proprio dalla Regione che arriva la notizia: dello stanziamento di fondi: 18 milioni di euro di Fondi Famiglia che entro la fine di novembre verranno erogati per migliorare le politiche che interessano minori e famiglie: “Una vera priorità –sottolinea la Romano- un’emergenza sempre più stringente che trova anche una risposta nelle nuove metodologie attuate per migliorare i servizi e far crescere l’offerta: verranno potenziati i servizi socio-educativi e implementati quelli che riguardano la fascia 0-36 mesi, e tutto, naturalmente, in costante confronto interistituzionale. Le istituzioni non possono e non devono lavorare da sole e proprio allo scopo verranno istituiti una serie di tavoli di concertazione per far sì che le azioni siano accompagnate da valutazioni, supporti, analisi”. Un appello, quello al dialogo interistituzionale, che veda confrontarsi pubblico e privato, case famiglia e operatori sociali, giudici e responsabili di comunità che è un po’ il fil –rouge della giornata seminariale, durante la quale, a più voci, si è invocato un confronto tra le parti, finalizzato ad un miglioramento dei servizi per i 200.000 minori del Comune di Napoli principalmente distribuiti tra 6°, 8° e 9° municipalità, di cui 5.000 in carico ai servizi sociali. “Potenziare l’ascolto e condividere i percorsi –sottolinea l’Assessore al Welfare del Comune di Napoli Roberta Gaeta- una condivisione che parte proprio dall’incontro tra gli assistenti sociali di vecchia guardia e i neo assunti (centosessanta) che si trovano a confrontarsi su pratiche nuove e vecchie e tracciare insieme nuove linee guida che parlino un linguaggio comune. Uno sforzo che dà i suoi risultati dal momento che da molti mesi ormai, non si registrano più manifestazioni di scontento circa l’inadeguatezza delle politiche sociali comunali, segno che il cambiamento è già in atto. Ma non si pensi al cambiamento come a qualcosa di nuovo (migliore) rispetto al vecchio (peggiore) bensì come ad una trasformazione, ad una naturale evoluzione, ad una crescita rispetto al passato”. I nuovi strumenti adottati per favorire un cambiamento organizzativo e professionale partendo da una riflessione condivisa prevedono una formazione continua, il monitoraggio, la costruzioni di reti e relazioni, un approccio metodologico nuovo che ha visto coinvolti 40 assistenti sociali che da febbraio a luglio 2013 si sono incontrati più volte fino a stendere ‘Spunti metodologici sulla funzione di tutela dell’infanzia nei servizi sociali del Comune di Napoli’ un documento da cui nel dicembre 2013 sono nate nuove disposizioni per i bambini collocati fuori dalla famiglia, disposizione che nello stesso dicembre sono state accolti ed approvate dalla Giunta Comunale. Spunti, un documento articolato in cinque sezioni (un’introduzione in cui viene inquadrata la tematica da trattare, una dedicata alla valutazione sociale, una, a seguire, che analizza il lavoro sociale di valutazione e sostegno alle famiglie d’origine, la quarta sul collocamento in servizi residenziali, infine una sezione- estremamente delicata- dedicata all’integrazione e alla collaborazione con l’Autorità Giudiziaria) si è rivelato un documento utilissimo per gli operatori sociali –spiega Teresa Bertotti responsabile scientifica della ricerca del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale della Bicocca, Milano- che si sono sentiti finalmente parte di un tutto. Ogni operatore ha capito che può agire seguendo delle linee guida comuni, linee già strutturate, che gli sono state di supporto. L’analisi del documento –prosegue la Bertotti- ha evidenziato che oltre il 50% degli operatori sociali ha letto e analizzato il documento traendone vantaggio per il proprio lavoro.” La giornata seminariale, la prima di una serie ha visto anche confrontarsi, non senza polemiche operatori sociali e responsabili dell’Autorità Giudiziaria (in sala di Maria De Luzenberger Milnernsheim , sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Napoli e Maurizio Baruffo magistrato del Tribunale dei Minori) lasciando emergere una criticità del sistema, quella del dialogo tra assistenti sociali e rappresentanti della giustizia, due categorie ugualmente, difficoltosamente, responsabilmente  chiamate a decidere della vita di giovani esseri umani spesso senza disporre degli strumenti adeguati, senza il conforto di un dialogo costante e di un confronto su pratiche metodologiche comuni e condivise.

http://www.napolicittasociale.it/portal/primo-piano/4755-napoli,-circa-2-000-minori-presi-in-carico-per-maltrattamento.html

Sarah Galmuzzi

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