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Youssou N’Dour: “napoletani calorosi”, i senegalesi chiedono sicurezza

napoli-dakar-1Youssou N’Dour, artista internazionale e ministro consigliere del Senegal si esibirà stasera sul palco del Forum delle Culture a sottolineare la liaison culturale e sociale tra Napoli e Dakar ufficializzata dall’incontro di questa mattina tra il cantante e il sindaco Luigi De Magistris. La comunità migrante chiede a N’Dour di ascoltare anche i problemi di sicurezza dei senegalesi.

Accomunati dal calore umano si sono incontrati stamattina a Palazzo San Giacomo i napoletani e i senegalesi rappresentati dal Sindaco Luigi De Magistris e da Youssou N’Dour eccezionalmente a Napoli in occasione del concerto gratuito di questa sera alla rotonda Diaz organizzato dal Forum Universale delle Culture. Presenti anche molti senegalesi con il presidente della comunità Nsiaye El Hadji Omar e il commissario della Fondazione del Forum Daniele Pitteri.

“Voi siete ambasciatori del vostro paese in Italia a Napoli, tutto quello che farete di bene è un modello per il vostro Paese. Rispettate le persone, le leggi e cercate il più possibile di ealizzare un’integrazione culturale. Tutto quello che si fa per la cultura è ciò che è veramente importante nel mondo perché la cultura è all’inizio e alla fine dello sviluppo. Il concerto per Napoli con i musicisti italiani è il simbolo dell’integrazione”, ha detto entusiasta del calore della città, Youssou N’Dour- per la terza volta a Napoli- dall’aprile 2012 ministro della cultura del Senegal, poi ministro del turismo e infine ministro consigliere del governo di Macky Sall nonché ambasciatore della FAO e dell’Unicef.napoli-dakar-2
Il ministro ha inoltre invitato pubblicamente il sindaco De Magistris in Senegal per sancire il rafforzamento dei rapporti culturali tra Napoli e Dakar. “Oggi con l’incontro tra il ministro Youssou N’Dour e il grande artista Youssou N’Dour, si stabilisce un legame ancora più forte attraverso la cultura. Il Forum delle Culture, non poteva rappresentare meglio l’integrazione tra Napoli e l’Africa che con il concerto di questa sera: è il segnale forte che con la cultura si può sconfiggere l’odio e la guerra e vivere in pace. Tra la comunità senegalese e quella napoletana c’è un grande scambio basti pensare alla realtà commerciale di via Bologna e alle tante iniziative culturali che facciamo insieme tra cui la partecipazione della comunità senegalese al Forum delle Culture”.
Sono 2.000 i senegalesi a Napoli e 5.000 in Campania. La maggioranza sono commercianti, ma ci sono anche tanti artisti; “per questi ultimi- spiega Omar- la vita non è così facile, ci sono musicisti che hanno inciso dischi in Senegal, ma ancora non sono riusciti a creare un gruppo stabile in Italia e alcuni sono tornati indietro.
Youssou N’Dour è molto amato dal suo popolo, cerca di mediare i conflitti ed è molto impegnato nel sociale: ha trovato i fondi per i giovani che vogliono creare piccole imprese. Si batte contro le discriminazioni e la malaria, questi temi sono fortemente presenti anche nella sua musica, basti pensare alla canzone dedicata a Mandela”.
Per questo la comunità senegalese ci tiene particolarmente ad avere un confronto con lui sulla sicurezza dei cittadini immigrati a Napoli.
“La comunità- racconta Pierre Preira, responsabile dello sportello “Mondo Intero” della Federconsumatori, a Napoli da oltre 20 anni - è molto provata dall’accaduto a Magnane Niane, ambulante torturato dai finanzieri, il ragazzo è ancora dolorante e si sente minacciato: dopo l’accaduto e la denuncia dell’avvocato i finanzieri hanno eletto il loro domicilio nel mercato, e i commercianti percepiscono la loro presenza come una ritorsione. D’altra parte i senegalesi pensano che a causa della denuncia di Magnane non possano più lavorare. E’ molto grave che nessuno dall’ambasciata di Roma o dal consolato a Napoli abbia alzato la cornetta del telefono per vedere come sta, mentre sarebbe stato il minimo per persone che devono rappresentare i cittadini. Solo due settimane fa c’è stato un blitz dei vigili in una casa di senegalesi a Forcella: senza mandato hanno sequestrando la loro merce. L’anno scorso abbiamo fatto una riunione con la prefettura, la questura e il sindaco nella quale ci hanno detto che avremmo potuto fare una segnalazione in caso di soprusi, ed è giunto il momento visto la gravità dei fatti. E’ vero che i senegalesi si sentono a casa a Napoli, socialmente parlando, ma ci sono casi isolati di violenza che vanno monitorati perché vanno a discapito della serenità di tutti”.

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