| SEGUICI SU seguici su Facebook seguici su Twitter youtube
Martedì 25 Febbraio 2020




Carta acquisti: potenzialità e criticità

Pubblicata la graduatoria: idonei 1356 nuclei familiari su 2500 card disponibili  

social-card-2Il Comune di Napoli pubblica la graduatoria per i nuclei familiari che hanno diritto alla nuova Social Card. Idonee sono risultate1356 famiglie su una disponibilità di 2500 card. Per far fronte al disagio, l’amministrazione comunale prevede i Programmi di accompagnamento sociale.

C’è voluto oltre un anno, a causa delle lentezze dell’Inps, ente erogatore, per attribuire alle famiglie in difficoltà la nuova Carta Acquisti stabilita con il decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 10 gennaio 2013 cui il Comune di Napoli ha aderito con deliberazione GC n.509 del 21 giugno 2013. Il Comune di Napoli pubblica la graduatoria definitiva che paradossalmente lascia fuori la maggior parte dei richiedenti perché non rispettano i requisiti stabiliti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
La misura della card intercetta infatti i nuovi poveri e i giovani poveri, ma tiene fuori le famiglie con disagio cronico numerosissime a Napoli dove disoccupazione e povertà sono la norma più che l’eccezione.
Hanno potuto fare richiesta della card i cittadini residenti nel Comune di Napoli da almeno 12 mesi le cui famiglie abbiano: presenza nel nucleo di almeno un componente di età minore di anni 18; assenza di lavoro di tutti componenti in età attiva (dai 15 ai 66 anni con esclusione di chi ha già maturato il diritto alla pensione) e almeno un componente  per il quale negli ultimi 36 mesi sia avvenuta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente oppure  per il quale si avvenuta la cessazione dell'attività se lavoratore autonomo oppure  abbia lavorato precedentemente (negli ultimi 36 mesi) con tipologie flessibili per almeno 180 giorni oppure  sia attualmente in condizione di lavoratore dipendente o impiegato con tipologie flessibili con redditi complessivi da lavoro del Nucleo percepiti nei 6 mesi antecedenti la richiesta non superiore a 4 mila euro.
L'entità del beneficio è calcolato considerando la numerosità del nucleo familiare convivente: per 2 componenti di € 213; per 3 di € 281; per 4 di € 331; per 5 o più € 404.

Delle 2881 domande regolarmente pervenute, 1525 non risultano idonee, il 60%. I nuclei familiari idonei sono 1356, mentre 8 domande si trovano in uno stato di idoneità, ma l’Inps non erogherà il contributo perché la domanda è incompleta. Si sarebbero potuti erogare contributi a 2500 nuclei familiari. Intanto è partita la “bufala” che si sarebbero riaperti i termini del bando a causa di un sito internet che ha pubblicato la notizia che bisognava ripresentare le domande. In realtà solo successivamente si comprenderà come utilizzare il budget avanzato: alcune città interessate dalla misura preferirebbero erogare una seconda annualità per le stesse famiglie, altre propendono per la riapertura del bando. Ma se si allargassero i criteri aumenterebbero enormemente le domande e non potrebbero comunque essere soddisfatte.
“Il nostro telefono è infuocato  - spiega Donatella Boscaino, funzionaria del Comune addetta al bando-. Abbiamo registrato un malcontento generale già con la presentazione delle graduatorie provvisorie. Napoli è strutturalmente caratterizzata da una forte presenza di lavoro sommerso pertanto le famiglie più povere non hanno potuto presentare la domanda poiché tra i requisiti d’accesso c’era l’esibizione di una lettera di licenziamento. La logica che ha ispirato il Governo a predisporre il decreto è quello di sostenere famiglie giovani in cui ci sono dei figli minorenni, con lo scopo primario di tutelare l’infanzia. Questo non è un criterio discutibile, più discutibile il criterio della perdita del lavoro, poiché un disoccupato anche se ha un figlio piccolo non ne può usufruire. Mentre un gioielliere che ha chiuso la partita iva, con un reddito 2012 che non supera gli 8 mila euro annui, se ha un bambino piccolo, può essere utente della carta acquisti. Altro pre-requisito era quello che il nucleo non beneficiasse di altri contributi assistenziali superiori ai 600 euro lordi, quale ad esempio la pensione di accompagnamento per un disabile. Questo ha tagliato fuori molte famiglie disagiate, così come ha tagliato fuori i disoccupati che per la perdita del lavoro sono tornati a vivere dai genitori poiché in quel caso è stata considerata a la pensione di anzianità.
Ma i criteri non risultano inadeguati soltanto per Napoli. “I colleghi di Milano e Torino- continua la referente per la misura nel Comune di Napoli- si sono trovati anche loro a soddisfare meno domande di quelle che avrebbero potuto accogliere. Al nord più che al sud ci sono più persone che avevano il posto fisso e lo hanno perso, ma non sono rientrate nella misura le persone con figli maggiorenni o che possiedono una casa di proprietà con un valore superiore ai 30 mila euro. Penso anche ad una signora napoletana che non è rientrata in graduatoria perché risulta proprietaria di una casa che stava pagando con il mutuo che tuttavia non potrà più sostenere”.
Ad acuire il malcontento i tempi lunghissimi di espletamento del bando: entro il 15 settembre il Comune ha inviato domande all’Inps dove si erano impegnati a consegnare le verifiche al più presto, ma le hanno restituite il 3 marzo. Il 28 marzo è stata pubblicata la graduatoria provvisoria ed è stata la volta dei ricorsi, e infine della nuova trafila dell’esame all’Inps.
Tra tutti questi “contro” c’è però un lato positivo nella qualità del servizio: la carta acquisti prevede sperimentalmente che il 50% dei nuclei beneficiari potranno usufruire di percorsi di accompagnamento sociale personalizzato, così da valutare in che modo la misura economica e l’accompagnamento incideranno sull’integrazione sociale. La strategia d'intervento che s'intende attivare è fondata sull'empowerment e il coinvolgimento attivo dei destinatari in percorsi di reinserimento e di inclusione sociale avvalendosi della collaborazione delle equipe del progetto Programmi di Accompagnamento Sociale (PAS), attivo già dal 17 febbraio su tutte le Municipalità del territorio cittadino già finanziato, per dodici mesi, con Fondi propri. La finalità del Comune di Napoli, a seguito della misura del reddito di cittadinanza del 2009 è stata quella di utilizzare le equipe sociali dei PAS come una risorsa stabile sul territorio che agisce in stretta sinergia con i Centri di Servizio Sociale intervenendo tra le famiglie e le persone in condizione di grave disagio socio-economico, indipendentemente dal fatto che fruiscano del Reddito di Cittadinanza o di altre misure di sostegno erogate dall’Amministrazione Comunale.
Obbiettivo lavoro: Il Comune di Napoli ha inoltre sottoscritto un Protocollo d'Intesa con Italia Lavoro sul tema dell'integrazione tra politiche sociali, politiche del lavoro e politiche di sviluppo sul quale saranno innestate le attività formative e operative connesse alla sperimentazione. Il protocollo persegue, in particolare, le finalità di rafforzare la domanda locale di lavoro orientandola verso processi di innovazione e aggregazione e di accompagnare al lavoro i cittadini in condizione di disagio sociale rafforzando le condizioni di legalità. Il Comune di Napoli con l'assistenza tecnica di Italia Lavoro ha istituito gli Sportelli di prossimità che opereranno in sinergia con le Equipe PAS per le funzioni di orientamento ai servizi e al lavoro. Tali scelte strategiche sono state effettuate a partire dal presupposto che l'attivazione dei cittadini e l'attivazione istituzionale sono strettamente connesse: “il modo delle istituzioni di governare le politiche di attivazione, e il contenuto delle medesime, si influenzano reciprocamente, con diverse conseguenze in termini di efficacia” (Lumino, 2013)

Alessandra del Giudice

© RIPRODUZIONE RISERVATA

agendo 2020 banner
Prenota la tua copia inviando una e-mail a comunicazione@gescosociale.it
napoliclick
amicar 500

Archivio Napoli Città Sociale