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Martedì 25 Febbraio 2020




Turismo Accessibile: quando le vacanze mettono alla prova i diritti

L’estate, tempo di sole, mare e cultura, è anche il momento giusto per capire cosa funziona e cosa no quando parliamo di turismo per tutti

turismo-accessibile-2Cosa ne è di quel tipo di offerta che sa rispondere ai bisogni di bambini, anziani, mamme che spingono i passeggini, persone con disabilità che si muovono lentamente, che non vedono, non sentono, che hanno allergie o difficoltà di tipo alimentare, ovvero, milioni di persone?

Se il diritto alle vacanze è qualcosa che spesso facciamo fatica a reclamare – nonostante nel nostro Paese si parli molto del bisogno di svago, conoscenza, emancipazione personale che dovrebbe essere garantito a tutti – è forse perché mettere assieme il sogno di una vacanza alla portata di persone anziane, disabili (con riferimento agli aspetti sia motori, sia mentali), con ridotte disponibilità economiche e che soffrono di intolleranze alimentari è ancora molto distante dalla realtà, almeno in questa estate 2014.

I dati e i documenti

Il Rapporto Mondiale sull'Handicap, pubblicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2011, dice che al mondo ci sono più di un miliardo di persone con disabilità che varia tra moderata e grave e circa il 2,9% del totale presenta una disabilità grave. In Italia, i dati Istat sulle “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari”, parlano di 2 milioni e mezzo di persone con disabilità di età minima di 6 anni e con totale mancanza di autonomia per almeno una funzione essenziale della vita quotidiana: numeri che lievitano a 6 milioni e 600 mila persone, pari al 12% della popolazione, se vengono prese in considerazione anche le persone che incorrono in notevoli difficoltà nello svolgimento di queste funzioni.

A Napoli stando all’ultimo Profilo di Comunità, non esiste una stima esauriente del fenomeno dell’invalidità e della disabilità nella città, anche perché i dati della municipalità 2 e 10 sono accorpati. Il numero degli invalidi civili accertati risulta essere di 40.300 (la maggior parte di essi è residente nella municipalità 9, mentre il minor numero viene riportato nella municipalità 8). Per quanto riguarda la stima dei disabili, questi risultano essere pari a 26.584.

Cinque anni fa, nel nostro Paese, è nata la Commissione per la Promozione e il Sostegno del Turismo Accessibile che definiva, nel suo manifesto,Il turismo accessibile come la massima espressione di un obiettivo di civiltà ma anche di potenzialità, rappresentando “anche una indubbia attrattiva - moderna e attuale - per riportare in alto l’immagine del turismo italiano nel mondo”. L’accessibilità, dunque, non è solo una faccenda etica ma anche di business e questo anche in base ai dati della stessa Commissione: “questi clienti sono 38 milioni in Europa e 3,5 in Italia. Cifre alle quali deve essere aggiunto il fattore moltiplicatore di 2.8, perché in vacanza non si va da soli”. Un numero che è sicuramente interessante per chi fa delle vacanze la propria professione: tour operator, alberghi, villaggi vacanze e altre strutture ricettive. Il testo di riferimento, in questo senso, è quello lanciato l’anno scorso su iniziativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri: nel primo LibroBianco sul turismo per tutti in Italia dal titolo “Accessibile è meglio” ci sono indirizzi chiari e un punto fermo sulla domanda potenziale in termini quantitativi. Nel 2012 Unioncamere-Isnart ha approfondito l’analisi localizzando nell’area del Nord Italia le strutture alberghiere dove i servizi come bagni con dimensioni ed accessori adeguati (44%), accesso facilitato/accessibile alla struttura (43%), accesso facilitato alle camere (34%), offerta enogastronomica flessibile e attenta (24%), sono più presenti. Eppure il 58% delle imprese ricettive giudicava importante puntare sulla clientela con esigenze particolari anche al Sud e nelle Isole (61% del totale).

Quando si affronta il tema dei progetti in merito al turismo accessibile nelle nostre regioni, si nota allora che la maggior parte si rivolge a chi ha difficoltà motorie. Al contrario, la percentuale di progetti dedicati in modo specifico a chi ha problemi psichici è meno di un quarto e quelli rivolti ad altre necessità rappresentano una piccola minoranza. In Campania, in totale ci sarebbero 9 progettualità in merito: poche se pensiamo a quanto è ampia - e spesso inutilizzata o utilizzata male – la nostra potenzialità turistica.

Le iniziative

Se con una semplice ricerca sul web possiamo venire a conoscenza dei servizi in dotazione alle strutture dove vorremmo soggiornare, è pur vero che sapere se effettivamente l’impresa turistica cui ci rivolgiamo ha la capacità di rispondere ad una domanda di “ospitalità” che richiede qualità dell’accoglienza, dialogo, conoscenze tecniche, e non certo una concezione medico/ospedaliera è  più difficile.

Partiamo allora con la segnalazione di due iniziative semplici ma innovative nella nostra regione. In primis c’è il Comune di Sapri che ha attivato anche per la stagione estiva 2014, il punto spiaggia 'Senza barriere', rivolto in particolar modo alle persone con disabilità o mobilità ridotta. Il servizio, con assistenza di personale qualificato per la fruizione del mare e assistenza alla balneazione, è attivo al centro del lungomare,  ma il punto di forza è che anche chi è impossibilitato a recarsi da solo nella zona del punto spiaggia può usufruire del servizio: ci sono operatori incaricato di passare da casa e accompagnare chi ne fa richiesta fino all'area del bagnasciuga. C’è poi il progetto Progetto HANDIAMO! Turismo “PERTUTTI” a Marina di Camerota: si parte dal mare anche qui, con una “pedana tattile idonea per consentire l'ingresso al mare ai non vedenti ed alla persone con serie difficoltà motorie“ nella spiaggia adiacente al lido del Poggio, ma il presidente dell'associazione Onlus Handiamo Paolo Conte spiega che si tratta solo del primo tassello di un percorso ben più ampio.

Un’ulteriore iniziativa gratuita che permette anche ai turisti con problemi di apprendimento e comunicazione di conoscere la ricchezza culturale delle città che visitano è poi online: si chiama Smart tourism guide ed è un sito, ma anche un’applicazione per smartphone. Il software si può installare gratuitamente su dispositivi Apple e Android e permette di accedere a mappe ad alta leggibilità. L’idea è nata nell’ambito del progetto “Turisti non per caso” finanziato dalla Comunità Europea e coordinato dall’AIPD - Associazione Italiana Persone Down  che si occupa da tempo di scrittura ad alta comprensibilità e dal 2002 di progetti europei per promuovere esperienze all’estero di giovani con sindrome di Down nell’ambito della formazione al lavoro e del turismo sostenibile. A “Smart Tourism” e “Turisti non per Caso” hanno partecipato complessivamente 7 organizzazioni di rispettivi Paesi europei negli ultimi quattro anni: ciò ha permesso la stesura di guide turistiche in alta comprensibilità di varie città europee come Roma, Venezia, Dublino, Lisbona, Praga, Budapest e La Valletta. Le redazioni delle Guide erano composte da giovani con sindrome di Down che hanno concordato con le redazioni estere la struttura delle guide e hanno poi testato le guide dei partner visitando le loro città.

Le persone con disabilità rappresentano, dunque, nuovi turisti cui rivolgersi con maggiore attenzione sapendo che quanto si fa per loro è utile anche per gli altri: per chi ha poco tempo per visitare una città, per i bambini, per chi non ha forti risorse economiche e per chi vuole – più semplicemente – sapere che l’estate è un diritto di e per tutti.

RRF

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