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Sabato 19 Ottobre 2019




Intervista a Ilaria Urbani, autrice di "La Buona Novella"

Tredici capitoli, tredici testimonianze di sacerdoti, una chiesa in prima linea.

la-buona-novellaLontana dagli intrighi di palazzo, dai ruoli di potere, esiste una chiesa vicina alle persone. Se sembra difficile pensarlo, Ilaria Urbani lo testimonia raccogliendo storie Il racconto della “frontiera” di Napoli, tra il centro, le periferie e il litorale domizio. La “buona novella” è, allora, una parola che si fa comprendere da chi ne ha bisogno, dove ne ha bisogno. 

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La Urbani, giornalista, nata a Napoli nel 1980, racconta le storie del cappellano del carcere di Poggioreale don Franco Esposito, di don Aniello Manganiello, ex parroco di Scampia, di padre Antonio Bonato, missionario comboniano a Castel Volturno e di padre Carlo De Angelis, una vita al fianco dei tossicodipendenti. Ci sono poi, padre Fabrizio Valletti, gesuita a Scampia, don Gaetano Romano che opera nella periferia orientale sin dal caos post terremoto, padre Antonio Loffredo, che ha scommesso sull’impresa solidale per salvare il rione Sanità da abbandono e camorra, don Félix Ngolo che fa del calcio un momento di integrazione nell’hinterland flegreo, don Vittorio Siciliani, memoria storica di Scampia fin dagli anni in cui furono costruite le Vele, don Tonino Palmese, con la sua opera di diffusione della legalità e il sostegno ai parenti delle vittime di camorra, don Mario Ziello, voce battagliera dai Quartieri Spagnoli, padre Domenico Pizzuti ed il suo impegno per la convivenza con i rom e, infine, padre Alex Zanotelli, dall’Africa a Napoli per la rivoluzione dal basso.

"In ogni periferia in cui sono stata mi sono sempre imbattuta in una chiesa aperta, in un oratorio o una sagrestia ospitale. Laddove mancano cinema, librerie e persino farmacie, invece la Chiesa c’è. Per chi, come me, non è credente ma non ha abbandonato la ricerca di una dimensione spirituale, questa scoperta è stata spesso emozionante. - racconta la giornalista, collaboratrice di “La Repubblica” e del settimanale “D - La Repubblica delle Donne” - Gli uomini religiosi, in diversi periodi storici e in varie forme, hanno gridato il loro dissenso. Oggi sono attivi sui social network, vanno in tv, dirigono imprese solidali, si schierano politicamente, criticano la Chiesa e auspicano il sacerdozio per le donne. Nel territorio tra Napoli e provincia, dove li ho incontrati, cercano di colmare un vuoto". 

“Tredici uomini coraggiosi che ci mostrano quotidianamente cosa voglia dire la parola missione, cosa signifi chi amare il prossimo e cosa sia davvero la Chiesa. Questa carrellata di storie necessarie, di esperienze uniche, mostra chiaramente come dal racconto, dalla denuncia possa arrivare il riscatto": queste parole sono invece di Roberto Saviano, cui è affidata la prefazione. Lo scrittore spiega che proprio da queste storie "fatte di vittorie e spesso di sconfitte, si possa comprendere una terra e amarla anche se non ci appartiene. Se poi quella è proprio la tua terra, quella in cui sei nato e cresciuto, ecco che queste esperienze ti danno le coordinate. Ti mostrano come poter vivere, come potercela fare. Come la disperazione può essere trasformata in speranza, in vita” 

"La buona novella. Storie di preti di frontiera" è pubblicato da Guida, per la collana editoriale "We Care" diretta da Samuele Ciambriello, (196 pp, € 12,00) 

rf 

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