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Sabato 19 Ottobre 2019




Dopo il fenomeno delle mamme blogger la parola all’altro genitore

In libreria “Mo te lo spiego a papà”, il libro di Francesco Uccello.

mo-te-lo-spiego-a-papa-3dUn libro per spiegare ai più piccoli, ma anche agli adulti, il punto di vista dei padri. Il blog “Mo te lo spiego a papà” del napoletano Francesco Uccello diventa un libro (edito da TEA, 240 pgg., costo 12 euro). La presentazione in anteprima nazionale a Napoli, al Maschio Angioino presso la Fondazione Valenzi, è prevista per sabato 6 aprile 2013 alle ore 11 con Roberto Race, Giuseppe Manzo e Michele Caputo. A una settimana dall’uscita nelle librerie italiane ce ne parla l’autore, convinto sostenitore della “versione del papà”.

Come nasce l’idea di questo libro?

Si tratta di uno di quei casi in cui la rete, in particolare un blog, ha fatto da volano per approdare alla carta stampata. Non è solo la raccolta dei post del blog che curo da circa due anni, racconta le avventure giornaliere di un papà e del suo rapporto con i figli, del modo in cui questo rapporto incide anche sulla relazione di coppia, ma cerca di farlo con leggerezza e autoironia, alternando aneddoti divertenti con spunti interessanti per chi lavora con i bambini, gli educatori, gli operatori sociali. Possiamo definirlo, senza ombra di dubbio, autobiografico: è la mia storia, ma anche quella di tutti i papà che vogliono farsi sentire, perché le mamme non possiedono la “verità assoluta”, anche i padri amano, possono perfino commuoversi…

A chi si vuole rivolgere?

Ai papà e alle mamme, ma non necessariamente: vuole parlare agli adulti, provando a partire dai bambini, perché colloquiando con loro si possono dire molte cose sul mondo. I miei dialoghi con i bambini riguardano anche argomenti da grandi, dalla politica all’attualità – ad esempio, quando provo a spiegargli chi erano Falcone e Borsellino – perché quello di parlare ai bambini è solo un pretesto, un modo per spiegare le cose ai grandi da un altro punto di vista.

Qual è il messaggio più importante che vuoi lanciare?

Lo scopo principale è quello di valorizzare il punta di vista maschile nel rapporto tra genitori e figli, far capire che ognuno ha il suo ruolo, io non sono un “mammo”, ma un papà, con una sua identità e un compito: quello di rendere i propri figli più autonomi, mentre alla mamma spetta in genere la cura. Ognuno ha il suo, anche se non si tratta di ruoli così rigidamente intesi, possono anche essere intercambiabili, ma i bimbi devono sapere che hanno due genitori, non uno in due.

Qualche anticipazione sui tuoi prossimi progetti?

Diciamo che aspettiamo di vedere come va questo…Sicuramente vorrei cimentarmi anche con altro.

M. N.