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Domenica 27 Settenbre 2020




L’odissea senza fine dei richiedenti asilo

A breve rischiano di finire in strada. Dovranno pagarsi permessi e sanità 

profughi01Il 31 dicembre prossimo scadrà l’emergenza Nord Africa. Per 2.000 richiedenti a Napoli la prospettiva di finire in strada. Da governo e prefetture non arrivano risposte. Intanto chi ha ottenuto il permesso sussidiario di un anno dovrà pagare 27 euro per il permesso di soggiorno elettronico e non usufruirà più del servizio sanitario gratuito. Ma per legge, fino a ieri, in attesa della risposta sullo status non potevano lavorare.

Il countdown sta per scadere, mancano pochissimi giorni, poi ci sarà il passaggio di consegne tra Protezione civile e Prefettura. Su come avverrà non si sa ancora nulla. Il prolungamento dell’accoglienza negli alberghi resta un’ipotesi, o meglio una speranza per i circa duemila rifugiati, giunti a Napoli ormai un anno e mezzo fa. La decisione di Governo e Regione di non fornire più l’assistenza medica gratuita per chi ha ottenuto il permesso umanitario o sussidiario di un anno sembra prospettare soluzioni diverse. “I nodi della gestione dell’emergenza da parte dell’assessorato regionale alla Protezione Civile stanno venendo al pettine. Quasi sessanta milioni di euro spesi senza riuscire a capire quale destino attenda questi ragazzi”, accusa Jamal Quaddorah, responsabile campano della Cgil Immigrazione. La tensione tra i migranti è alle stelle, c’è chi minaccia nuove azioni eclatanti, come quella che meno di un mese fa ha portato agli scontri tra polizia e un gruppo di maliani nella sede della Questura di via Galileo Ferraris. “Abbiamo l’urgenza di capire dove saranno sistemati, ma già ci preoccupiamo per il 2014 quando anche il permesso umanitario scadrà e dovranno aver trovato un lavoro per rinnovarlo”, spiega Enzo Annibale della Cgil di Napoli, “Non possiamo pretendere che in tempo di crisi siano gli unici a Napoli a trovare un’occupazione. Inoltre si sono visti defraudati dei corsi di formazione o più semplicemente di Italiano che pure sarebbero stati previsti dal capitolato sull’emergenza”.

Il forum antirazzista campano che riunisce associazioni e sindacati promette battaglia. A breve dovrebbe esserci un incontro con il Prefetto, a invocarlo è padre Alex Zanotelli frontmen delle rivendicazioni dei migranti. Una manifestazione è prevista per la prossima settimana: “Siamo stanchi, abbiamo ingoiato l’impossibile per un anno con la speranza che si risolvesse qualcosa per il nostro futuro. Ma adesso siamo decisi a combattere”, arringa alcuni profughi Jhoseph. Intanto da maggio 2011 non è ancora stata risolta la questione dello status. In centinaia devono ancora essere ascoltati dalla commissione di Caserta, quella che ha stabilito il record nazionale con il 98 percento di dinieghi alle richieste d’asilo. Le audizioni sono fissate fino a marzo prossimo e molti rischiano di arrivarci dovendo dormire su un marciapiede. Altri, invece, che hanno ottenuto in tribunale il sovvertimento del giudizio, vedendosi riconosciuta una protezione triennale, da oltre sei mesi attendono dalla Questura il permesso di soggiorno. “Per loro chiederemo un risarcimento. C’è la fattispecie di danni morali e materiali. Avrebbero potuto cercarsi un lavoro e invece sono dovuti rimanere in un limbo per assurde lentezze burocratiche”, dice l’avvocato Christian Valle che ha seguito le cause di molti richiedenti. Per gli altri invece c’è la possibilità attraverso la compilazione del modello Vestanet C3 di ottenere l’anno di protezione: “Consiglio di compilarlo anche a chi è in attesa del giudizio sul ricorso”, continua Valle, “Sono due strade diverse che non si escludono. Anche se qualche giudice, temo, potrebbe pensare che con la domanda si esaurisca la ragione del contenzioso per l’ottenimento dell’asilo o di un permesso più lungo. Non è così e ci opporremo a questa lettura”.

“Vengo dal Sudan, sono scappato dalla guerra, sono stato respinto dalla commissione poi ho vinto il processo. Quando finirà il mio calvario?” si chiede un ragazzo del Darfur. “Sono andato a lavorare a Rosarno perché avevo bisogno di guadagnare, ma soprattutto perché dopo un anno non riuscivo più a vivere da recluso in un albergo. Oggi so che sono espulso da ogni forma di protezione. Sono scappato dalla Somalia, sapete che guerra c’è lì?” attacca un altro richiedente. Le associazioni di migranti hanno scritto una lettera al ministro dell’Interno Cancellieri e alla Cooperazione internazionale Riccardi una lettera per chiedere cosa intende fare il governo. Analoga richiesta è venuta dal sindaco di Napoli de Magistris che teme l’esplosione di una nuova emergenza immigrazione in città. Per ora non ci sono risposte. Il viaggio di chi un anno fa scappava da guerra e bombardamenti sembra ancora lontano dalla meta.

LR

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