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Lunedì 14 Ottobre 2019




La famiglia a Napoli

La famiglia napoletana: un insieme ricco di complessità e incognite

famigliaLa città di Napoli ha una struttura sociale particolarissima: se da un lato è ricca di spunti e rimandi, dall’altro vede una mortificazione degli slanci nella sfera economica, culturale e relazionale. Ciò si ripercuote anche nel microcosmo delle famiglie che la compongono: il senso di confusione percepito nei confronti delle istituzioni ricade spesso nella ridefinizione di ruoli all’interno delle dinamiche genitori-figli. Una famiglia è sempre un insieme denso di complessità, di responsabilità e di incognite: a Napoli ancora di più. In questa inchiesta troverete le problematiche relazionali, sociali ed economiche della famiglia partenopea, ma anche le buone prassi intraprese da enti ed associazioni che vanno coltivate e condivise, il quadro legislativo di riferimento e i dati circa le nuove povertà e il territorio cittadino.

La famiglia napoletana raccontata da una psicoterapeuta

Bambini difficili ma legatissimi, genitori confusi ma attenti 

02Sono legatissimi, ma rifiutano il genitore. Hanno un “atteggiamento dipendente”, ma esprimono i loro bisogni entrando in conflitto. Sono i bambini napoletani: “Parlo senza generalizzare e solo sulla scorta della mia esperienza - dice Flaviana Coviello, psicoterapeuta - si tratta di bambini ansiosi, quelli che non sanno che tipo di risposta avranno dal genitore. Hanno a che fare una madre o un padre ambivalenti, che non sono stati, cioè, costanti nell’ascolto”.

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Quindici famiglie campane sostenute da un team di esperti

A due anni dal lancio, i primi risultati del progetto SQUISS

mario-sicignanoCosa succede in una famiglia in cui uno o entrambi i genitori sono affetti da patologie psichiatriche? Alla condizione di disagio dei più grandi si aggiunge spesso l'incognita della disgregazione del nucleo familiare perché i più esposti ai pericoli sono i bambini. Per dare una risposta al rischio dell'allontanamento, forzato o volontario, dei minori, al timore dell'esclusione sociale e dell'abbandono scolastico due anni fa nasceva il progetto pilota SQUISS.

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I nuovi servizi per la famiglia

pina-tommasielliSi è detto, in questa inchiesta, delle problematiche relazionali, sociali ed economiche della famiglia napoletana, ma esistono anche delle buone prassi che vanno coltivate e condivise.

Il punto di incontro per la mediazione familiare

Quando si decide di separarsi legalmente o di divorziare molti fattori possono rendere la famiglia di base una polveriera, minando anche equilibri che dovrebbero essere salvaguardati. Il percorso di mediazione offre la possibilità di un processo più armonioso. Una guida al distacco, una “pausa di riflessione” ragionata che lascia alla coppia che sta mettendo in discussione il suo essere due, la capacità di mantenersi nucleo affettivo per i figli ma anche uno sforzo in termini di abbattimento di costi umani, processuali e sociali. L’iniziativa è nata dopo un lungo periodo di collaborazione e di lavoro comune tra il Tribunale per i minorenni,la Asl Napoli1 Centro, l’assessorato Famiglia e Pari Opportunità del Comune di Napoli e il dipartimento di Teorie e Metodi delle Scienze Umane e Sociali dell’Università Federico II.

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Il dato: nuove povertà e territorio napoletano

Famiglie allo sbando tra periferia e centro storico

Che le famiglie napoletane, tra le tante incognite e variabili che accompagnano il loro percorso, debbano vedersela anche con la povertà, è cosa nota: non lo dicono solo le denunce di chi si trova in difficoltà economica, non lo dicono solo i tagli alle politiche sociali che determinano, sempre più spesso, un impoverimento dei riferimenti per genitori e bambini. Lo dicono i numeri, le statistiche.

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Il quadro legislativo di riferimento

La legge 53/00 è quella che dà disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità. Tra i principi generali, la legge promuove  un equilibrio tra tempi di lavoro, di cura, di formazione e di relazione, mediante l'istituzione dei congedi dei genitori e l'estensione del sostegno ai genitori di soggetti portatori di handicap; l'istituzione del congedo per la formazione continua e l'estensione dei congedi per la formazione; il coordinamento dei tempi di funzionamento delle città e la promozione dell'uso del tempo per fini di solidarietà sociale.

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