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Mercoledì 28 Febbraio 2024




Le cooperative per minorenni: lavorare in un contesto a rischio

A Napoli molti operatori sociali si dedicano anima e corpo all’assistenza dei minorenni in condizioni di difficoltà emotiva e di abbandono. Le cooperative ricoprono un ruolo salvifico soprattutto nei quartieri in cui la povertà e l’ignoranza mostrano a bambini e adolescenti come unica via di sopravvivenza la strada della criminalità, cancellando le alternative. E laddove altre possibilità esistono sono in pochi a resistere allo sfruttamento e alla tentazione di guadagni facili : lavorare una settimana come barista può fruttare 70 euro in totale, una sola giornata impegnata come “palo” per lo smercio di cocaina assicura 100 euro di paga. Gli operatori lavorano su due livelli. Il primo, volto alla cura e alla riduzione del danno, si dispiega attraverso lo strappare fisicamente dalla strada e da frequentazioni malavitose i ragazzini, e nell’intervenire per modificare le relazioni dannose createsi all’interno di famiglie multiproblematiche; operazione che richiede una stretta collaborazione con l’equipe di psicologi e psichiatri delle ASL e che in alcuni casi può portare all’allontanamento del minore dalla propria famiglia d’origine. Il secondo livello comprende le attività destinate al recupero di sani rapporti interpersonali e la formazione socio – culturale : rientrano in quest’ambito le attività ludico ricreative svolte in gruppo, i laboratori di arte e di teatro, l’animazione di strada, gli insegnamenti mirati a responsabilizzare il minore al rispetto delle regole, degli altri e di sé stesso.

Le storie di infanzia rubata parlano di mancanze affettive, di genitori in galera, tossicodipendenti, o alcolizzati, di violenze e di abusi sessuali all’interno e fuori dalla famiglia, di una scuola pubblica che in molti casi emargina i ragazzi inquieti piuttosto che accoglierli. Nella maggioranza dei casi i problemi derivano in primo luogo dalla mancanza di risorse economiche. Il degrado è diffuso: numerose famiglie del Rione Traiano nel quartiere Soccavo vivono negli scantinati, sotto il livello della strada; a Scampia i bambini sono spettatori di scene quotidiane di spaccio e consumo di droghe. Si tira a campare con lavori saltuari e precari, il tasso di disoccupazione è elevatissimo. Negli anni della crisi economica le cooperative sono diventate sempre più necessarie : in assenza dei soldi per insegnanti private o palestre o baby sitter, i genitori si aggrappano all’ultima zattera di salvataggio, utile a loro stessi per ritagliarsi il tempo per lavorare o per rifiatare, e ai loro figli come luogo di aggregazione.

Daniele Pallotta

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