| SEGUICI SU seguici su Facebook seguici su Twitter youtube
Giovedì 12 Dicembre 2019




Antonio una Rivista di Terra di Confine

L'associazione per minori a rischio devianza chiede una sede

Antonio rivistaCi sono terre di confine fertili, dove sbocciano fiori, uno di questi è Antonio, una Rivista. Se vuoi scoprire il senso di questo napoletanissimo nome devi leggerlo fino in fondo il giornale a fumetti, artistico, ironico, dissacrante creato dall'associazione Terra di Confine che segue ragazzi di Ponticelli senza alcun sostegno pubblico e che ora chiede alle istituzioni una sede.

Alcuni di loro non erano ancora maggiorenni quando si sono riuniti nel 2008 e hanno creato l'associazione Terra di Confine, in un "non luogo" come Ponticelli, dove a eccezione di Arci Movie per la diffusione della cultura cinematografica, mancavano altri luoghi di riferimento per i giovani. Nell'attuale sede di via Fratelli Lumière, 24, che il gruppo dei soci ha fittato quattro anni fa, si tengono laboratori di disegno, scultura, musica, teatro e il doposcuola per oltre 20 bambini inviati dai servizi sociali della Municipalità o provenienti dal Circolo Didattico Marino con cui Terra di Confine ha stilato un protocollo d'intesa. Inoltre all'associazione, dove è ubicato anche il presidio di Libera di Ponticelli, vengono affidati ragazzi tra i 16 e i 18 anni dal Tribunale dei  Minori per la messa alla prova.
"All'inizio eravamo un gruppo di venti giovani che volevano fare qualcosa per il territorio fornendo un'alternativa alla strada ai minori a rischio - racconta Vincenzo De Luca Bossa, che all'epoca della nascita di Terra di Confine aveva 17 anni e che oggi studia fundraising -. Con il tempo ci siamo specializzati ognuno in un campo per far crescere il progetto, che oggi gode dell'apprezzamento di tanti soci sostenitori. Inoltre auto finanziamo le attività con l'organizzazione di feste, spettacoli teatrali, e altre iniziative di impatto. Quest'anno ad esempio abbiamo realizzato un calendario chiedendo a 12 artisti di livello nazionale di regalarci una loro opera". Grazie alla raccolta fondi l'associazione si avvale della collaborazione di educatori e professionisti regolarmente retribuiti e produce ogni anno il bilancio trasparente.terra di confine
Tra i ragazzi seguiti da Terra di Confine tanti casi particolari: "Ci sono bambini di 6-7 anni con dislessia- racconta commosso Vincenzo- inseriti dall'Asl in liste lunghissime per la logopedia che diventeranno maggiorenni prima di poter usufruire del sostegno, noi abbiamo cercato di aiutarli anche grazie ad una studentessa di logopedia, ma sono tante le emergenze più grandi delle nostre forze. Anche se non mancano le soddisfazioni: c'è Roger che è arrivato dall'Africa per essere operato all'anca e gli abbiamo fatto prendere la terza media e adesso si avvia al diploma. C'è un ragazzo diventato padre a 18 anni che rubava motorini per comprare il latte alla figlia, che anche grazie alla nostra accoglienza e al supporto psicologico, ora ha un lavoro regolare presso un fioraio".   

Antonio. E' in questo contesto emozionate e denso di significato che l'anno scorso nasce Antonio, la Rivista quadrimestrale che vuole unire penne e pennarelli, partendo dai luoghi in cui i talenti artistici non sono valorizzati. Con uno stile dissacrante e tragicomico vuole far sposare articoli, interviste e racconti con fumetti e illustrazioni, per spunti di riflessione a portata di mano e di click. "Non rispettiamo le regole - continua Vincenzo- , infatti la stessa rivista non si può ascrivere in un genere preciso. Facciamo cose che divertano prima di tutto noi. L'obiettivo è dar fiducia e valorizzare i giovani oltre che finanziare le nostre attività. Il disegno è un veicolo straordinario per trasmettere messaggi educativi, ecco che tra poco partiremo con un nuovo progetto di editoria per l'infanzia".
Terra di Confine con Antonio ha partecipato per la seconda volta al Comicon, dopo il successo dell'anno scorso registrato con la presentazione Egist o' Kamurrist, fumetto di 32 pagine creato da Terra di Confine e diffuso nelle scuole, in cui si prende in giro e si smitizza l'immagine del camorrista. Singole "puntate" di Egist sono accolte anche da Antonio.

La nuova sfida: La sede pubblica.  Attività altamente qualificate gratuite per bambini e ragazzi, un impegno volontario di 20 giovani per assicurare un luogo di aggregazione a Ponticelli, il riconoscimento di privati sostenitori, ma anche delle istituzioni che inviano bambini e ragazzi a Terra di Confine, eppure l'associazione utilizza parte delle risorse economiche essenziali per pagare l'affitto ad un privato.
"Tra pochi giorni chiudiamo la sede- spiega De Luca Bossa- perché siamo stanchi di sprecare soldi: ci costa 700 euro al mese che potrebbero essere spesi in attività per i ragazzi. Lavoriamo da anni in modo serio e professionale senza fondi pubblici e abbiamo dimostrato il valore del nostro impegno, lo stesso Comune di Napoli ci invia i ragazzi. Eppure ci sono almeno una decina di locali abbandonati del Comune, anche nelle scuole, e nella stessa Marino con cui collaboriamo.
Chiediamo alle istituzioni di affidarci uno spazio pubblico, per proseguire le nostre attività e per valorizzarlo, dando così ai ragazzi del quartiere un punto di riferimento pubblico stabile. Abbiamo inoltrato la richiesta alla Municipalità un mese fa, ma ancora non c'è stata una risposta, ma la aspettiamo speranzosi. Presto partiremo con una campagna di sensibilizzazione".

Alessandra del Giudice

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Notizie

agendo 2020 banner
Prenota la tua copia inviando una e-mail a comunicazione@gescosociale.it
napoliclick
amicar 500

Archivio Napoli Città Sociale