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Martedì 25 Febbraio 2020




“FAVOLOSE! Storie in passerella”:

La quotidiana resistenza delle trans napoletane

trans in passerellaC'è chi è fidanzata con un'altra persona trans, chi è sposata e ha in affidamento una bambina, chi è costretta ancora a prostituirsi e chi è a capo del movimento delle trans. “FAVOLOSE! Storie in passerella”, documentario di Roberta Ferraro e Luca Oliviero, raccoglie le voci e i racconti delle protagoniste del concorso Miss Trans Italia.

"Per  tutti drammi che viviamo, per la discriminazione, la violenza, perché siamo lasciate ai margini dalle istituzioni, dalla società. Noi trans siamo Favolose perché siamo vive, alla faccia di chi non vorrebbe che lo fossimo" dice del documentario, l'ispiratrice Loredana Rossi, portavoce dell’ATN, Associazione Trans Napoli, nata nel  2007 per lottare contro il "pacchetto sicurezza" per le pari opportunità, la dignità e il lavoro delle persone trans.  Proiettato in anteprima venerdì 10 aprile a Napoli, nel Centro interculturale Nanà, vico Tutti i Santi 65, all’interno del cartellone “Marzo Donna” del Comune di Napoli, il documentario è prodotto dall’associazione di promozione sociale Zap! e promosso dalla cooperativa sociale Dedalus in collaborazione con l’ATN. La prossima visione sarà possibile al Divergenti Festival di Bologna 2015 il 22 e 23 maggio.
Il documentario prende le mosse dall'evento Miss Trans, organizzato da ATN, ospitato per la prima volta in uno spazio pubblico il 5 ottobre 2013 (con il patrocinio del Comune di Napoli, e il sostegno di Arcigay Napoli, Arcilesbica Napoli e Dedalus), in cui le miss hanno sfilato nella cornice di piazza Carlo Terzo sotto lo sguardo di una folla accorsa numerosa.
"Il  lavoro è nato da una chiacchierata con Loredana Rossi, con la quale abbiamo deciso di raccontare il mondo delle donne trans napoletane e attraverso di esse anche quella dell'associazione ATN, partendo dal corpo che entra in scena sulla passerella e chiede un riconoscimento. Abbiamo cercato di mettere a fuoco in particolare alcuni temi cruciali: il mondo delle relazioni e degli affetti, il mondo del lavoro precluso alle trans, il mancato riconoscimento del genere sui documenti d'identità", riporta Roberta Ferraro.
La Favolosità delle trans si rintraccia dunque soprattutto fuori dalle passerelle, nella quotidianità, partendo dai racconti delle Miss raccolti da Stefania Zambrano, trans direttrice artistica del concorso Miss Trans ed estetista. Viene poi toccata nel viaggio indietro nel tempo sul percorso sempre doloroso di affermazione dell' identità di genere delle trans, prima in famiglia e poi nella società.
Tra le storie più emozionanti proprio quella di Loredana Rossi che chiarisce come la prostituzione sia nella maggior parte dei casi un passo obbligato per chi cacciata di casa non sa come sopravvivere. La scelta di cambiare genere spesso non riconosciuta dai genitori, non è riconosciuta dallo stesso Stato poiché in Italia per poter cambiare sia il nome che il genere sul proprio documento di identità bisogna prima sottoporsi a un intervento chirurgico di cambio sesso secondo la poco chiara legge 164 del 1982. "Non ho bisogno di tagliarmi un pezzo per sentirmi donna. Siamo in un Paese che è ancora incivile che ci impone una violazione della privacy continua poiché ogni volta che esibiamo il nostro documento con il vecchio nome maschile e la foto della nostra identità femminile dobbiamo raccontare la nostra storia. Molte trans scelgono inoltre di non curarsi poiché a causa del nome maschile sui documenti, in ospedale sono ricoverate nel reparto degli uomini", denuncia Rossi, ex presidente di ATN, che ha scelto, come molte trans, di non operarsi. Di fatto sono diverse le cause aperte davanti ai tribunali italiani per permettere ai transgender di cambiare almeno il nome sui documenti senza dover cambiare sesso chirurgicamente mentre il Mit, Movimento Identità Transessuale, è impegnato perché sia cambiata la legge nella battaglia "Un altro genere è possibile". Porpora Marcasciano, sociologa e presidente del MIT, intervenuta alla proiezione ha applaudito il lavoro: " Il film è bellissimo più di ciò che mi aspettavo e non è un caso che sia stato realizzato proprio a Napoli: non c'è un'altra città dove si possa portare lo spettacolo della vita in piazza. Sono venute fuori quasi tutte le problematiche trans.  Dico quasi perché quella trans è una questione molto complessa. Oggi sono oltre 50 mila i trans in Italia, il nostro Paese si deve mettere al passo coi tempi, riconoscendo questa umanità".
In questo senso il documentario è da intendersi anche come un atto politico di denuncia, "sono tante le frasi del film che lasciano un segno- sottolinea Andrea Morniroli, della cooperativa Dedalus-. come "le trans sono persone. Punto" di Anita Palladino (n.d.r. da novembre 2014 presidente di ATN Napoli ed ex appuntato della finanza dichiarata “inabile al servizio militare” per il cambio di genere). Nel dibattito pubblico e sui media le persone scompaiono, bisogna invece ricostruire le biografie e le storie. Il lato più importante del lavoro sociale è proprio quello politico di aiutare le persone ad attivare un cambio di prospettiva".

Guarda il Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=hkOKl7_ZRfA

Alessandra del Giudice

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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